Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

Mike e Tommy, due soldati inviati nel deserto nordafricano, devono eliminare un gruppo di uomini riuniti in segreto per celebrare un matrimonio. Pur avendone la possibilità, Mike non riesce a premere il grilletto di fronte a una simile scena e i due finiscono per farsi scoprire. Dopo essere fuggiti, percorrono una tratta sabbiosa al fine di raggiungere il vicino villaggio e farsi recuperare. Purtroppo Tommy incappa in una mina sotterranea e perde le gambe, mentre Mike poggia il piede sinistro su un secondo ordigno che, innescato, causerà una detonazione immediata in caso di rilascio del peso. Mine, il film diretto dal duo italiano Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (autoproclamatisi Fabio & Fabio), uscito al cinema il 6 ottobre 2016, è stato definito come un clone di American Sniper, ma riesce in realtà a prenderne le distanze.

Mine: rendere dinamico ciò che è statico

Il soggetto proposto è semplice ma non banale: un uomo inginocchiato sopra ad una mina nel bel mezzo del deserto, costretto all’immobilità per sopravvivere. Si tratta di una messa in scena aperta a diverse possibilità che il duo gestisce con incredibile scioltezza e capacità narrativa, rendendo dinamico ciò che dovrebbe essere statico, coinvolgendo l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine. Inizialmente si presenta come uno dei migliori film d’azione/guerra degli ultimi anni, convincendo appieno nella sua parte più movimentata grazie al montaggio serrato e alla tensione papabile, per poi passare a tutt’altro genere dal momento in cui Mike assume la sua titanica posizione.

Mine sarà all’Arena Borghesi mercoledì 6 settembre

Il film di guerra diviene un thriller psicologico in cui si scava a fondo nel passato di Mike (interpretato da un intenso Armie Hammer), sfruttando personaggi e simbologie che accompagnano il viaggio interiorizzante del protagonista per tutta la sua durata.
Capiamo così che Mike non è finito casualmente sopra quella mina, e che ciò che sta vivendo rappresenta il punto cruciale della sua vita. Bloccato dalle sue scelte di vita e dal suo tormentato passato, Mike deve riuscire a diventare un “uomo libero”, come suggerisce il berbero: personaggio saggio e preziosa guida per il protagonista. Mine è una produzione americana per un film italiano davvero fresco e originale, in grado di dare emozioni e di essere sia un prodotto per intrattenere sia per far riflettere. È giusto quindi dare merito agli esordienti Fabio & Fabio per aver portato nelle sale un film intelligente e realizzato con impegno e passione, a dimostrazione di un cinema italiano rinnovato e pronto a compiere un ulteriore passo avanti dal polverone degli ultimi anni.
Mine sarà proiettato all’ Arena Borghesi di Faenza mercoledì 6 settembre: non perdetevelo.

Alessandro Leoni

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