I 10 migliori film del 2020 per Buonsenso Faenza

Il 2020 è stato un anno sfortunato sotto tanti punti di vista. Tra le innumerevoli e drammatiche conseguenze dell’arrivo del Coronavirus, la chiusura dei cinema e il blocco della maggior parte delle produzioni ci hanno impedito di vedere numerose pellicole che erano in programma in questo periodo e nel precedente. Ciò ha portato alla mancanza di grandi titoli e grandi nomi, e solo il Tenet di Christopher Nolan ci aveva acceso un barlume di speranza su un possibile ritorno alla normalità, che sventuratamente non si è verificato. Va da sé che la maggior parte dei film li abbiamo dovuti vedere tramite piattaforme on demand, oppure hanno subito rinvii a data da destinarsi (Dune di Villeneuve, il nuovo James Bond, gli italiani Freaks Out e Diabolik tanto per dirne alcuni), creando un vuoto intorno a questo famigerato 2020.

Ecco perché in questa lista troverete numerosi film mai usciti nelle sale ma ancora disponibili online, ed ecco perché all’appello mancano titoli veramente degni di nota, al contrario della ricchezza proposta nel 2019. Un anno più scarico, pesantemente influenzato dalla pandemia, ma nonostante tutto questi dieci film hanno comunque qualcosa da dire e meritano tutti una visione.

La scelta è dettata da gusti puramente soggettivi.

Alessandro Leoni

I 10 migliori film del 2020

1. Sorry We Missed You di Ken Loach

Ken Loach è sempre stato noto per i suoi lavori di impegno politico-sociale. Ecco perché Sorry We Missed You è il primo film da ricordare in questa lista: uscito il primo gennaio, si tratta di un vero pugno allo stomaco per gli spettatori. La storia è quella di una famiglia inglese che si ritrova in una situazione economicamente difficile: il padre inizia a lavorare come corriere, la madre è costretta a vendere la propria auto, il figlio adolescente commette furti e la figlia piccola è l’unica che cerca di mantenere l’equilibrio precario della famiglia. Per Loach l’unico appiglio sembra essere proprio il nucleo familiare, ma la società da lui dipinta è brutale quanto realistica, dato che alla fine sarà proprio quest’ultima a dividerne i componenti.

2. Jojo Rabbit di Taika Waititi

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Si può ancora parlare di guerra e dittature senza scadere nel banale o nel già visto? Con la bizzarra e originale fantasia di Waititi, sì. Il regista neozelandese ci porta nella mente di un giovanissimo appartenente alla gioventù hitleriana, convinto quanto ignaro sul significato stesso del nazismo. Il punto di vista del bambino, colorato e fantasioso, riesce nell’ardua impresa di sdrammatizzare un contesto di intolleranza razziale, barbarie e orrori ben più concreti, rendendo il film una piacevole satira e storia di formazione. Waititi stesso si cela nelle vesti del führer, ma in versione inedita: amico immaginario, spalla nei momenti difficili, voce della coscienza del piccolo Jojo che ben presto metterà in discussione le sue certezze. Cast in piena forma e ottima scrittura.

Recensione completa del film qui.

3. Richard Jewell di Clint Eastwood

Ultima uscita dell’ormai novantenne Eastwood e una delle ultime che abbiamo potuto visionare prima dello scoppio della pandemia. Richard Jewell racconta la storia dell’omonimo personaggio, il quale riuscì a sventare un attacco terroristico alle Olimpiadi di Atlanta del ’96, individuando una bomba sotto una panchina al concerto di apertura e facendo evacuare il più possibile l’area. Tuttavia, a seguito del suo atto eroico, divenne il primo sospettato. Eastwood sceglie un personaggio inusuale: un vero e proprio perdente, ben lontano dalla lunga lista di eroi del suo cinema, e lo colloca in un’ostile giungla fatta di giornalisti, avvocati e dita puntate. Un film dei più classici che sa insegnare qualcosa in più sulle contraddizioni della società, ingiustamente poco ricordato.

4. The Lodge di Veronika Franz e Severin Fiala

Per gli amanti dell’horror, un film che rappresenta un’efficace alternativa alla solita storia di case infestate. Il tragico incipit alla Midsommar ci porta stavolta in una baita di montagna avvolta dalla neve in pieno periodo natalizio. Da qui in poi attenderemo col fiato sospeso l’arrivo di qualcosa di evidentemente terrificante. Con The Lodge, i registi austriaci si accodano tra gli autori dell’horror contemporaneo, i quali hanno compreso come l’orrore stesso provenga dall’umano e non tanto dal soprannaturale. Per gran parte del film giocano con l’ambiente circostante, inquadrando con esasperanti e lentissime carrellate gli angoli bui della casa. Più tematiche si intrecciano in questa pellicola fredda come il ghiaccio e dalla tensione continuata per tutta la durata: dalla famiglia alla fede fino all’ossessione umana, la baita da favola si trasformerà in un purgatorio.

5. Volevo nascondermi di Giorgio Diritti

L’anima di Antonio Ligabue e le sue complesse sfaccettature vengono date in pasto all’eccezionale metodo recitativo di Elio Germano, il quale, con l’ausilio di uno stupefacente trucco per invecchiarlo e deformarlo, porta in scena il pittore di origini svizzere. Diritti gira questo biopic in dialetto emiliano e ci fa respirare l’odore dei casolari e delle aie mentre assistiamo alla tragica e ambigua vicenda di un vero artista, che riuscì a trasportare i suoi disagi mentali e la sua assoluta fame di libertà sulle tele, concentrandosi soprattutto sugli animali. Una grande rappresentazione storica del post Grande Guerra ed un’immensa interpretazione da parte di Germano, che con questo ruolo conquista l’Orso d’Argento come miglior attore all’ultimo Festival di Berlino.

Recensione completa del film qui.

6. I miserabili di Ladj Ly

No, non si tratta di un nuovo adattamento del classico di Victor Hugo, bensì di un film ambientato ai giorni nostri. Si resta a Parigi e si esplora il sottobosco: bande multietniche in lotta, poliziotti costretti alle minacce e alle misure forti, e il nuovo arrivato della polizia che si ritrova in un mondo diffidente e più rabbioso che mai. Proprio sotto il suo sguardo assistiamo impotenti al crescere delle ostilità, man mano che il tempo passa. I miserabili è un film tiratissimo, sempre in movimento, in cui varie sotto-trame si passano la palla per contribuire al climax finale che chiama distruzione e anarchia. Una riflessione importante che non può mancare, che ci ricorda che l’opera di Hugo è ancora molto attuale.

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7. The Lighthouse di Robert Eggers

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Unico vero capolavoro di quest’anno, in cui il regista di The VVitch compie un miracolo visivo. Protagonisti assoluti sono Robert Pattinson e Willem Dafoe, guardiani di un misterioso faro in una scogliera solitaria. Tra superstizioni marinaresche e arcane leggende, vicine sia alla mitologia nordica che a quella greca, i due vivranno un’esperienza allucinatoria a causa del continuo consumo di alcol e del forzato isolamento per tempo incalcolabile. Eggers sfrutta il bianco e nero, il formato 4:3, la pellicola 35 mm per omaggiare i grandi dell’Espressionismo Tedesco e realizzare una grande opera d’arte e un film d’altri tempi, in cui ogni fotogramma è ammirabile sotto ogni punto di vista. Ingiustamente snobbato dalle sale, The Lighthouse è uscito per il noleggio e l’acquisto online ed è ora disponibile per l’home video. Un consiglio: guardatelo in lingua originale.

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8. #Alive di Il Cho

Nell’epoca della pandemia globale un film che tratta di un’infezione e della conseguente chiusura nella propria casa può sembrare azzardato. Ma in #Alive, del coreano Il Cho, la causa della malattia è sconosciuta e questa si espande creando zombie ovunque: il protagonista si barrica nel proprio appartamento lanciando un messaggio di resistenza sui social con l’hashtag (da qui il titolo del film). Nonostante l’azione sia concentrata in un unico condominio, grazie all’abilità del cineasta il film risulta estremamente dinamico e teso, e riesce nell’intento di riflettere sull’importanza delle relazioni umane in contesti apocalittici come quello del film. Intrattenimento più che valido per questo film Netflix e un’ennesima conferma da parte del cinema sudcoreano.

Recensione completa del film qui.

9. Borat – Seguito di film cinema di Jason Woliner

Borat è tornato e ha dovuto pagare lo scotto per quanto mostrato nel primo film, rimanendo ai lavori forzati per diversi anni. Ora il giornalista kazako ha una nuova missione: tornare negli Usa per avvicinare Mike Pence, il vicepresidente. A seguirlo nella sua missione sarà la figlia Tutar, che sogna di diventare una principessa al pari di Melania Trump. Il personaggio creato da Sacha Baron Cohen deve fare i conti con la notorietà raggiunta e punta ancora più in alto. Lo stile resta lo stesso: mockumentary con riprese talvolta clandestine e personaggi coinvolti dal vero in situazioni e gag grottesche. La satira si fa ancora più politica e raggiunge il suo apice nell’intervista realmente realizzata a Rudolph Giuliani, per poi andare a parlare direttamente del Covid. Un film che, nella sua sfrontatezza e coraggio, è molto di più di una parodia o di un semplice comico: disponibile su Amazon Prime Video.

10. Soul di Pete Docter e Kemp Powers

Non poteva mancare un’uscita Disney-Pixar sotto le feste: con Soul la casa cinematografica aggiunge un nuovo interessante tassello. Se con Inside Out abbiamo potuto esplorare la psiche umana e le sue sfaccettature, nel nuovo lavoro di Docter si parla di vita, morte e anima. Concetti spirituali ed elevati che come sempre la Pixar porta avanti con fantasia e colori sgargianti, inventandosi un mondo completamente nuovo. Ma Soul decide di scavare a fondo sul senso della vita, sul nostro scopo sulla Terra: lo fa tramite un protagonista amante del jazz che crede nella musica al punto da renderla la sua “scintilla”. Come sempre il punto forte è l’estrema sensibilità dei temi e le immagini toccanti che solo l’animazione può riuscire a veicolare con la giusta poesia. Disponibile sulla piattaforma Disney+.

 

Alessandro Leoni

Sono nato a Faenza nel 1993. Mi sono diplomato presso l’istituto tecnico agrario “G. Scarabelli” a Imola, e al momento studio Tecnologie Alimentari presso l’Università di Bologna – Sede di Cesena. Sono attore nella compagnia teatrale “Amici dell’Europa” da circa una decina d’anni nell’ambito prosa; ho fatto esperienza anche nell’operetta e nel musical collaborando, tra gli altri, con la “Compagnia del Cancello”. Nel tempo libero mi interesso di cinema, di cui sono molto appassionato, e pratico kung fu.

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