Il regista Marco Bellocchio all’Arena Borghesi presenta il suo “Fa bei sogni”

Un incontro col regista Marco Bellocchio nel cinema all’aperto di Faenza il prossimo giovedì 13 luglio alle 21.30. Il regista sarà presente all’Arena Borghesi Cinema di Faenza in occasione della proiezione di Fa bei sogni, suo ultimo lavoro, che verrà introdotto e presentato al pubblico presente proprio dallo stesso regista emiliano. Il film, tratto dal romanzo autobiografico di Massimo Gramellini, vede come protagonisti Valerio Mastrandrea e Bérénice Bejo e narra la vicenda di come il protagonista reagì alla scoperta della vera ragione della morte della madre che, sin dall’età di nove anni, aveva sempre creduto essere morta d’infarto.

 

Il film: la recensione

In una Torino dei tardi anni Sessanta e poi fine anni Novanta, si sviluppa la trama del film che Paola Casella recensisce come un rimpianto inconsolabile. Lo scenario di fondo è quello di un’Italia perbenista e perbene caratterizzata da quella “falsa cortesia” e quell’abitudine a “negare, negare tutto”. Se il romanzo di Gramellini era strutturato come una sorta di detective story, il film di Bellocchio è un horror in cui Nosferatu e Belfagor sono i migliori alleati del piccolo Massimo, mentre i nemici indossano una maschera sociale spaventosa per non dover dire la verità ad un bambino: in assoluto, l’atto di coraggio più grande.

L’atto di coraggio principale di Bellocchio è invece quello di prendere il testo di Gramellini, sceneggiato dal regista insieme ad Edoardo Albinati e Valia Santella, nella sua accezione di narrazione popolare equivalente a quella delle canzonette che da sempre catturano l’essenza dell’Italietta, più dei saggi di antropologia culturale. Bellocchio, capace di vertiginose astrazioni e di altissimi afflati filosofici, racconta la storia di un salto nel vuoto attraverso i tuffi di Cagnotto e la caduta dell’aereo del Grande Torino sopra la collina di Superga, non mettendosi mai al di sopra di quelle “ovvietà che sconvolgono” e che sono la forza primordiale del romanzo di Gramellini perché parlano a tutti accantonando il comune senso del pudore (ma anche la spocchia da intellettuale) come si fa quando ci si scioglie nel ballo, rendendosi ridicoli e irresistibili nello stesso magico e imbarazzante istante.

Chi è Marco Bellocchio

Regista cinematografico e teatrale italiano, Bellochio è nato a Piacenza nel 1939. L’orizzonte dei conflitti familiari, il gioco della sessualità, l’ombra della morte, la presenza costante della pratica psicoanalitica sono i temi che, a partire dall’esordio con I pugni in tasca (1965), hanno caratterizzato i suoi film, politici e poetici al tempo stesso (in particolare Nel nome del padre, 1972, e Marcia trionfale, 1976). Insignito del Leone d’oro alla carriera alla 68a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2011, tra i film di maggiore successo vanno ricordati La Cina è vicina (1967), La balia (1999), L’ora di religione (2002), Buongiorno, notte (2003), Vincere (2009) e Bella addormentata (2012).

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