ISIS FOR DUMMIES – VOLUME 2 –

ISIS FOR DUMMIES

 – volume 2 –

 

Nella scorsa puntata avevamo provato a dare una prima definizione di cos’è l’ISIS, ovvero:

 L’ISIS è un’organizzazione confessionale che si richiama ad una particolare corrente dell’Islam politico, quello “salafita”.

Questa frase ti è chiara come certe strane domande di Marzullo? Forse ti sei perso un passaggio… prova a tornare a riguardare qui. Se invece su questa frase pensi di poter disquisire per ore e ore, puoi passare invece all’approfondimento di oggi, ossia….

  1. L’ISIS è un’organizzazione opportunistica.

Per capire cos’è l’ISIS dobbiamo capire quali sono i presupposti attraverso i quali essa trae linfa vitale. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’ISIS spunta fuori solo in determinati contesti ben precisi. Un po’ come i funghi, i dibattiti sui processi di Berlusconi in Tv, e le polemiche per la moviola di calcio. Non basta quindi il suo successo militare e mediatico per far apparire ovunque delle organizzazioni simili. Sostanzialmente lo Stato Islamico appare concretamente laddove si coniugano assieme due elementi, ovvero quando: 1- Collassano le autorità statali 2 – Sono presenti nella popolazione minoranze particolarmente marginalizzate da un regime. Analizziamo quindi questi due presupposti.

  • Collasso delle autorità statali e dei suoi elementi coercitivi. In pratica, se c’è uno stato forte l’ISIS non riesce ad emergere in maniera organizzata. Questo è evidente quando si analizza dove è nato il nucleo primordiale dello Stato Islamico, ossia in Iraq. Quando gli USA invasero l’Iraq nel 2003 decisero di eliminare completamente la classe dirigente, così da poter costruire liberamente e da zero la tanto sognata democrazia. Con i Lego la cosa può avere anche il suo senso. Togli i mattoncini inutili, e cominci piano piano a costruire a tuo piacimento torri, castelli e supermercati. Con le persone e gli Stati però la cosa è un pelo più complicata. Fatto sta che il progetto americano è fallito miseramente, e questo è evidente sotto gli occhi di tutti. Il problema è che, oltre a non aver esportato la democrazia, si è smantellato ogni tessuto di legalità presente sul territorio. Facile allora per ricchi e feroci guerriglieri dare vita ad un primo avamposto dal quale poi espandersi senza incontrare particolare resistenza.
  • Ha fascino presso quelle comunità del Medio Oriente che più sono state bastonate e marginalizzate nell’ultimo decennio. Non a caso l’ISIS ha trovato modo di emergere tra Siria ed Iraq dove queste comunità erano state particolarmente bastonate da parte dei rispettivi regimi autoritari (il regime siriano di Assad da un lato e la maggioranza scita di Baghdad – post Saddam – che ha escluso completamente la minoranza sunnita dal potere). Il messaggio forte e violento dell’ISIS (già visto in Volume 1) ha facile gioco su queste popolazioni bisognose di riscatto e che trovano nello Stato Islamico un appiglio per poter combattere un nemico chiaro.

Questi due elementi sono al tempo stesso il punto di forza e il limite dell’ISIS. Questa organizzazione è infatti fortissima e velocissima nello spuntare fuori quando questi due contesti si verificano: non subisce infatti contrasti particolari da parte dello Stato e, avendo un messaggio politico molto chiaro e attrattivo, riceve in poco tempo aiuti in termini umani e finanziari. È abilissima quindi ad insidiarsi laddove le circostanze lo permettono, come quando vi distraete un attimo alla fila del supermercato per guardare i prodotti in offerta sulla destra e qualcuno prontamente vi supera senza troppi complimenti da sinistra, con il carrello della spesa stracolmo. Non molto leale, direte. Così è anche l’ISIS.

Come detto però, questi punti di forza sono anche il punto debole dell’ISIS, molto debole ad emergere e resistere se questi due elementi non sono entrambi presenti. Se la fila è ben ordinata ed è presente senso civico tra le persone, chi ha compiuto il gesto di superare gli altri viene prontamente redarguito e fatto tornare indietro.

Non è proprio l’immagine esatta di come funziona l’ISIS, ma per dummies come me forse riesce a rendere l’idea…

Samuele Marchi

3 pensieri riguardo “ISIS FOR DUMMIES – VOLUME 2 –

  • 24 marzo 2015 in 21:04
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    Ma come si vive dove governa l’ISIS? In quei territori scende una cappa di oscurantismo medievale che le famiglie, le donne, le persone perbene etc. riescono a sopportare? Si legge di bambini che giocano usando al posto dei palloni le teste dei giustiziati… di ragazze che partono (o vengono rapite) per fare le “spose della jihad” che è un eufemismo che lascia immaginare qualsiasi cosa… Quanto sarà vero, e quanto potrà durare tutto ciò????

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  • 25 marzo 2015 in 0:34
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    C’è anche da ricordare che, a differenza del vecchio tipo di potenza islamica che era presente nel medioevo giunto fino in Spagna, questa non preserva la cultura, anzi, non accetta cultura alcuna, come se volesse resettare tutto. Come se si fossero scordati i grandi matematici arabi di El Andalus, i grandi scienziati e naturalisti che ci hanno tramandato i testi greci, tradotti in arabo.
    Al tempo, nel medioevo, quelli fanatici erano i Cristiani, che si comportavano più o meno come l’ISIS di oggi. Come se si fossero invertiti i ruoli.

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  • 1 aprile 2015 in 15:56
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    Innanzitutto grazie a Peppe e il Grigio per il contributo che hanno dato alla discussione.
    Data la natura molto semplice e “di base” di questi articoli, per un approfondimenti più specifici vi rimandiamo alla prossima pubblicazione di ISIS for Dummies dove cercheremo di farvi avere, oltre al nostro solito articolo, una bibliografia-sitografia utile per voi con la quale possiate trovare autonomamente le risposte a domande più complesse.

    Per quanto riguarda il quesito di Peppe, per il momento voglio solo ricordare che l’ISIS si trova 1) in uno stato di guerra, 2) non ha freni posti da alcuna autorità statale, 3) si rifà al peggior estremismo islamico. Queste tre situazioni, per via intuitiva, mi porterebbero a pensare che le situazioni da te descritte, purtroppo, siano in gran parte veritiere.

    Ringraziamo anche il Grigio per il suo contributo. Nel primo articolo abbiamo più volte sottolineato, come tu stesso dici, che l’ISIS non va confuso con l’Islam, capace in passato di dimostrarsi culturalmente anche più all’avanguardia del cristianesimo. È proprio quel tipo di Islam uno dei più grandi nemici dell’ISIS.

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