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Giornate Fai: Brisighella porta alla luce la cripta millenaria di Pieve Tho

Apprendisti ciceroni chiamati a raccontare secoli e secoli di storia che caratterizzano uno del luoghi più significativi della Val di Lamone: Pieve Tho. Sarà infatti la cripta della chiesa romanica a essere messa sotto i riflettori delle Giornate Fai di Primavera 2018 che si terranno in tutta Italia sabato 24 e domenica 25 marzo. Il tema di quest’anno scelto dal gruppo Fai di Faenza è stato l’ipogeo, ossia i luoghi sotterranei realizzati dall’uomo dall’importante valore storico-architettonico. Gli organizzatori hanno così selezionato la cripta di Pieve Tho – assieme alla cripta di S.Ippolito e ai sotterranei della Fontana Monumentale di Faenza – come sito per realizzare nella due giorni delle speciali visite guidate; e a condurre il percorso, oltre ai volontari Fai, saranno anche studenti del liceo Torricelli-Ballardini e degli istituti Oriani e Persolino-Strocchi. «Questa iniziativa ha un duplice valore – spiega il sindaco di Brisighella, Davide Missirioli – valorizzare le bellezze storico-ambientali della nostra terra raccontandole in una maniera insolita e originale; e soprattutto coinvolgere le nuove generazioni, rendendo i ragazzi consapevoli del fascino e della storia del loro territorio».

Pieve Tho: dalle origine romane a oggi

Un gioiello storico che solo recentemente ha potuto essere valorizzato appieno: nel 2014 è stato infatti inaugurato il nuovo percorso di visita dei vani sotterranei della Pieve di San Giovanni in Ottavo, detta del Tho, arricchito da pannelli che ne narrano storia e vicende con l’esposizione dei materiali di epoca romana e medievale rinvenuti nel corso degli scavi degli anni ’50 e ’60. Anche per questa recente apertura al pubblico, il Fai ha voluto dedicare la due giorni a riscoprire la parte meno nota e sotterranea della chiesa.  Pieve Tho è un suggestivo tempio in stile romanico a tre navate, definite da archi che poggiano su undici colonne di marmo grigio e una in marmo rosso di Verona. Le origini di Pieve Tho sono molto remote e alcune leggente la fanno risalire a Galla Placidia, figlia dell’imperatore romano Teodosio, che l’avrebbe fatta erigere con i resti di un tempio dedicato a Giove Ammone. L’epoca della sua costruzione è ignota e probabilmente più recente, databile tra l’VIII e il X secolo. È detta “in ottavo” perché collocata all‘ottavo miglio della strada romana (“Via Faventina”) che congiungeva Faenza con l’Etruria.

Nel 2014 l’apertura al pubblico grazie alla sinergia pubblico e privato

La cripta della Pieve Tho era principalmente usata in antichità per recitare la liturgia delle ore. Costruita utilizzando mattoni e laterizi di recupero e blocchi di spungone, ha subito vari interventi che hanno in parte alterato l’impianto originario. La cripta presentava originariamente uno spazio suddiviso da tre coppie di pilastrini o colonne (di cui sono visibili attualmente solo alcune basi) che sorreggevano una copertura con volte a crociera. Illuminata da tre monofore poste nell’abside, vi si accedeva in origine dalla navata principale della chiesa tramite una scala centrale. «Rendere visitabile questi luoghi – afferma il sindaco – è stato frutto di un lavoro lungo e difficile, portato avanti negli anni e concluso nel giugno del 2014. È stato possibile mettendo in sinergia diverse realtà: il Comune, la Soprintendenza, le aziende private, le parrocchie; è stato un grande lavoro di squadra di cui siamo molto soddisfatti». Oggi Pieve Tho presenta al suo interno un percorso archeologico con numerosi reperti capaci di raccontare la storia della Valle del Lamone e del territorio faentino. Attraverso innovative tecniche 3d è stato poi eseguito il laser scanning della cripta, col fine di mettere in luce le stratigrafie delle varie epoche.

Giornate Fai 2018 a Brisighella: gli orari delle visite

Le visite guidate durante le Giornate Fai 2018 si terranno sabato 24 marzo dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso alle 16.30, a causa della Messa delle 17). Domenica 25 marzo gli orari saranno gli stessi, ma con ultimo ingresso alle 17.30).

Foto: Roberto Macrì

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