Gemos: da fuori regione un fatturato da 9 milioni di euro

E’ pari a 9 milioni di euro, il 23% del totale, il fatturato che la cooperativa di ristorazione Gemos realizza fuori dai confini regionali dell’Emilia Romagna, un business in crescita che tocca diverse province e diverse tipologie di servizi. «Siamo nati a Faenza e siamo molto legati a questo territorio ma è ormai da diversi anni che per esigenze diverse abbiamo cominciato a lavorare anche fuori dai confini provinciali e regionali – commenta Andrea Zangari, responsabile commerciale Gemos -, esportando il nostro modello cooperativo».

La cooperativa Gemos conta 170 addetti fuori regione

Le regioni in cui la cooperativa ha all’attivo diversi servizi sono Toscana, Marche e Umbria per un totale di 170 addetti e oltre 2 milioni di pasti realizzati ogni anno: «Per quanto riguarda la Toscana – continua Zangari – siamo presenti a Firenze, Siena, in diversi alcuni comuni del Mugello e nella vicina Marradi con servizi di ristorazione sia per la terza età che per le scuole. In Umbria gestiamo dal 2009 tutta la refezione scolastica del Comune di Assisi e siamo presenti anche nei Comuni di Passignano sul Trasimeno e Cannara. Infine nelle Marche copriamo tutte le province con locali commerciali, refezione scolastica, sanitaria e per la terza età. Il primo investimento in questa regione risale al 1994 con l’apertura di un bar self service pizzeria all’interno del centro commerciale Auchan di Ancona (tutt’ora attivo) e di seguito abbiamo avviato altre attività grazie all’acquisizione di importanti appalti».

A Tolentino un contaner per assistere i terremotati

«Sempre nelle Marche – prosegue la nota di Zangari –  precisamente nel Comune di Tolentino, dove gestiamo da quasi dieci anni la cucina all’interno della casa di riposo comunale, abbiamo avviato a metà gennaio un servizio mensa per le famiglie colpite dal terremoto dello scorso ottobre. Dopo il sisma è stata costituita in questo territorio un’area container per le persone che non possono, per il momento, rientrare nelle loro abitazioni e ci è stato chiesto di organizzare il servizio in modo da poter somministrare il vitto per tutti. E’ stato un impegno gestionale molto grande, ma siamo riusciti ad essere operativi in pochissimo tempo coinvolgendo tutto il personale che abbiamo già in forza sul territorio e assumendo anche nuovi addetti».

Zangari: “Le condizioni delle gare di appalto ci spingono a guardare fuori regione”

Il lavoro di ricerca di nuove aree territoriali in cui poter sviluppare e acquisire nuove commesse non è finito: «Monitoriamo sempre ciò che accade oltre i nostri confini – conclude Zangari -. Oltre che per motivi commerciali anche in seguito a determinate scelte politiche dei committenti nella conduzione delle gare di appalto, oggi sempre più dirette verso una centralizzazione dell’offerta che di conseguenza non lascia spazio d’azione a chi non si aggiudica il bando».

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