Caviro, archiviata la “Questione Portogallo” per 7,4 mln di euro. Ora si guarda al futuro

Un 2017 agrodolce per la cooperativa Caviro. Dopo 20 anni si è chiusa la “Questione Portogallo”: contenzioso risolto con il versamento di 7,4 milioni di euro, cifre che fanno chiudere il conto economico 2017 in perdita per 500mila euro, ma che permettono di mettere la parola fine alla questione guardando con più ottimismo al futuro. Di questo si è discusso nell’assemblea di bilancio per il Gruppo Caviro, che venerdì 27 aprile 2018 ha presentato ai propri soci risultati positivi, nonostante il 2017, come detto, sia stato un anno eccezionalmente controverso segnato da diversi eventi importanti: oltre alla chiusura di pesanti controversie fiscali risalenti a 20 anni fa; una vendemmia oltremodo scarsa; cambi ai vertici dirigenziali della compagine e la preparazione di tre diversi progetti strategici. «Si può dire che lo scorso anno abbiamo attraversato la tempesta perfetta – commenta SimonPietro Felice, direttore generale Gruppo Caviro -. Tutto ciò che poteva accadere è accaduto, ma grazie al carattere resiliente tipico delle realtà cooperative, siamo usciti a testa alta anche da questa prova».

Caviro: valore di produzione supera i 328 milioni di euro

Venendo ai numeri il valore della produzione del Gruppo è in crescita e supera i 328 milioni di euro. Positivo anche il margine operativo lordo (Ebitda) che raggiunge la cifra record di 24,7 milioni di euro. Un altro notevole segno più il Gruppo lo registra nell’export, che per il solo settore vino passa dal 32% al 34,4% sul totale dei ricavi B2C (Business to Consumer).

Archiviata definitivamente la “Questione Portogallo”, chiusa la vertenza per 7,4 mln di euro

Il 2017 però ha anche portato una perdita nel conto economico di 0,5 milioni di euro, dovuta a diversi costi straordinari, in primis la cosiddetta «Questione Portogallo». «Circa 20 anni fa Caviro fu vittima in Portogallo di un’organizzazione criminosa che rubò alcol destinato all’export – spiega il direttore -. La nostra cooperativa è stata riconosciuta parte lesa della vicenda in tutti i gradi di giudizio, ma una normativa dell’epoca prevedeva che pure il produttore dell’alcol fosse obbligato a corrispondere le imposte, anche se vittima del furto. Dopo 20 anni siamo riusciti a risolvere il contenzioso decidendo, seppur a tutti gli effetti dalla parte della ragione, di versare la somma di 7,4 milioni di euro in un’unica rata e chiudere così la vertenza. Un’enorme perdita per il nostro patrimonio, che ora dovremo ricostruire, ma un’importante risultato che ci ha permesso di archiviare una minaccia potenzialmente mortale per l’intero Gruppo».

Nuovi progetti: lo spumante romagnolo e il marchio Leonardo da Vinci per i 500 anni della morte dell’artista

SimonPietro Felice, direttore generale Caviro

Sul fronte dei ricavi l’incidenza del vino sul totale passa dal 73% al 70%, diminuisce anche l’area Distilleria (dal 22% al 21%) mentre cresce il ramo Energia e Ambiente, che passa dal 5% al 9%. Per quel che concerne le vendite dell’intero Gruppo in Italia passano dal 73% al 71% a vantaggio dell’export, incluso quello di Caviro Distillerie, che tocca il 29% contro il 27% dell’anno precedente. «Dopo esserci lasciati alle spalle il 2017 siamo pronti a ripartire con grande slancio e con programmi che guardano avanti – aggiunge il direttore -. Ne è un esempio il percorso intrapreso con Novebolle-Bolé, il nuovo Spumante romagnolo appena lanciato insieme a Cevico, e altri importanti progetti che presto vedranno la luce e che interesseranno il marchio Leonardo da Vinci e il brik».

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