Filippo Rava: il nuovo capo rione ci racconta il suo Borgo Durbecco

Tempo di cambiamenti, elezioni e nuovi direttivi per il mondo del Niballo – Palio di Faenza, la manifestazione manfreda che coinvolge la comunità ogni giugno ma che vive per tutto l’anno nei rioni e nel cuore dei faentini. Chi sono nuovi protagonisti? Cosa cambierà dentro ai rioni? Lo abbiamo chiesto a Filippo Rava, nuovo capo Rione del Borgo Durbecco.

Filippo Rava: “Vogliamo una scuderia che ci faccia fare il salto di qualità”

Filippo Rava, 37enne e nuovo capo rione del Borgo Durbecco. Qual è il tuo legame col rione?

Col Borgo Durbecco è una storia che nasce dal 1994, quando mi sono avvicinato al rione perché colpito dall’ambiente e dalle sue iniziative. Ho fatto lo sbandieratore per tanti anni e poi dal 2010 fino a pochi mesi fa sono stato il responsabile di sbandieratori e musici. Man mano che gli anni passavano, è cresciuta in me la voglia di capire le attività del rione e impegnarmi per dare un contributo sempre più attivo.

Come nasce l’idea di candidarti a capo rione?

Posso dire che è stata una scelta pensata e maturata che nasce almeno due anni fa, tra una chiacchierata e l’altra con gli amici all’interno del rione. Parlando e condividendo idee su cosa andasse bene e cosa no, su cosa si potesse fare per migliorare le attività rionali e la sua gestione anche a livello agonistico. Da lì, siamo andati avanti nel costruire idee e abbiamo visto che condividevamo lo stesso punto vista, specie sulla prospettiva comune sul futuro del rione tra 10 anni.

Quali erano i punti programmatici a sostegno della tua candidatura?

La mia è stata una proposta di rottura con la continuità degli ultimi 9 anni. L’obiettivo è quello di realizzare la nostra idea di rione, di una squadra affiatata, passando dalle parole ai fatti. Due terzi dei rionali mi ha dato fiducia e siamo molto entusiasti per questo risultato. Tra i vari punti proposti con la mia candidatura c’era anche la volontà di costruire una scuderia che potesse farci fare il salto di qualità a livello mentalità : per questo abbiamo deciso di affidarci a Willer Giacomoni.

Quale credi possa essere una buona ricetta per mantenere attiva la vita rionale? Forse il passaggio generazionale può agevolare l’afflusso di nuove leve?

Ci vuole passione e la passione richiede tempo. Non è un lavoro che si può fare da soli, ma se si è circondati da persone motivate, i risultati arrivano e sono positivi. Non so se l’essere giovane possa essere un plus anche perché fortunatamente al Borgo Durbecco abbiamo già tanti ragazzi giovani. Di sicuro il passaggio generazionale fa si che ci si svincoli dalle problematiche del passato e che i giovani siano più aperti alla collaborazione tra i rioni. La sfida è dare qualcosa ai ragazzi perché frequentino e possano innamorarsi del rione. Bisogna dare loro motivo per frequentare i rioni tutto l’anno perché ci sono motivi di aggregazione non sfruttati del tutto, anche fuori dall’ambiente agonistico.

Quali sono i prossimi progetti e le iniziative che intendi promuovere al Borgo Durbecco?

Le idee sono poche ma assolutamente chiare. Cruciale è far passare del tempo di qualità ai rionali di tutte le fasce d’età. L’obiettivo è di far vivere il rione. A livello agonistico dobbiamo cercare di crescere col gruppo sbandieratori, che ultimamente non è riuscito sempre a finalizzare. Discorso analogo per la scuderia e l’arrivo di Willer Giacomoni è forse il cambiamento più sulla bocca di tutti da un punto di vista mediatico. A lui mi lega un rapporto di amicizia e insieme a tutta la squadra possiamo fare quel salto di qualità per competere ad alti livelli. A livello esterno, inoltre, siamo aperti alla collaborazione con gli altri rioni e col Comune per ragionare sul futuro del palio. A questo riguardo stiamo raccogliendo tutti gli elementi per farci un’idea e capire la modalità migliore per dare un contributo al sistema-palio.

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