Internazionalità, formazione, competenza: nasce Faenza Art Ceramic Center

Dai concorsi internazionali sulle tecniche ceramiche alle residenze d’artista passando per corsi di perfezionamento e workshop. Sono queste alcune delle iniziative promosse da Faenza Art Ceramic Center (FACC), associazione culturale che è nata a gennaio 2018 dall’esperienza di Passepartout Faenza e che vuole dare un nuovo slancio alle attività culturali del territorio legate all’arte e alla ceramica, con un occhio privilegiato verso alcune parole chiave come “internazionalità”, “formazione”, “competenza”.

Il nuovo centro si propone di sviluppare e diversificare le attività culturali e i servizi per avvicinare artisti o amatori a nuove competenze e idee legate al mondo della ceramica. Alla guida dell’associazione è stato riconfermato presidente, dopo l’esperienza dei nove anni di Passepartout, Gian Piero Merendi e per l’anno in corso sono previste già diverse attività culturali. «Rispetto all’esperienza di Passepartout, abbiamo deciso di puntare maggiormente sulla nostra identità ceramica. – spiega il presidente Merendi – Attraverso questa nuova associazione vogliamo avere uno sguardo ancora più internazionale, tanto nei corsi, coinvolgendo docenti dall’estero e ospitando diverse residenze d’artista, quanto nei concorsi, riproponendo il Ceramic&Colours Award che due anni fa vide la partecipazione di circa 180 ceramisti da tutto il mondo».

Dall’Olanda al Giappone: ecco le Residenze d’artista

Già in programma per il 2018 diverse residenze d’artista che vedranno ospiti a Faenza alcuni artisti internazionali come Paula Bastiaansen dall’Olanda (in arrivo tra agosto e settembre e che realizzerà una mostra al Mic), Rafa Pérez dalla Spagna e Kazuko Uga dal Giappone, che esporrà le proprie opere nel salone delle Bandiere del Comune di Faenza nel corso dell’”Ottobre giapponese”.

I corsi del Faenza Art Ceramic Center

Un centro di formazione unico nel suo genere: proseguono, anche con la nuova associazione, i corsi dedicati alle tecniche ceramiche coordinati dai docenti Giovanni Cimatti e Martha Pachon; nel 2017 sono stati oltre 200 gli iscritti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. E i numeri sono in costante crescita. «Vogliamo fare di Faenza Art Ceramic Center un punto di riferimento per la formazione ceramica – spiega Merendi – coinvolgendo anche docenti e artisti internazionali per approfondire tecniche specifiche e per ampliare le competenze sull’impiego di nuovi prodotti, alcuni dei quali sviluppati nel laboratorio di Ceramic&Colours. Per questo abbiamo intenzione di estendere le nostre proposte a corsi di più lunga durata, rivolgendoci non solo agli appassionati e ai ceramisti italiani, per i quali questi workshop rappresentano occasioni di confronto uniche, ma anche a un’utenza internazionale». I corsi – da quelli base a quelli avanzati – si svolgono nella sede dell’associazione, a Faenza, in via Pana 34/1, i programmi sono consultabili sul nuovo sito dell’associazione.

Ceramic&Colours Award 2^ edizione: i premiati ad Argillà Italia 2018

Il Faenza Art Ceramic Center ha indetto la seconda edizione del “Ceramic&Colours Award”: la scadenza per inviare la documentazione di partecipazione è il 20 aprile 2018 e il bando del concorso è consultabile sul sito di FACC. Un concorso internazionale aperto a tutti i ceramisti che vogliano cimentarsi con una tecnica particolare “Cristalline a grosso spessore” e che vedrà i vincitori premiati nel corso della prossima edizione di Argillà Italia, che si terrà a Faenza dal 31 agosto al 2 settembre 2018.

Attenzione all’internazionalità ma anche al proprio territorio. Faenza Art Ceramic Center ha ricevuto il patrocinio del Comune di Faenza, AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica, Mic – Museo internazionale delle Ceramiche. «La nostra esperienza – conclude Merendi – si è sviluppata grazie alla collaborazione con gli altri enti del sistema ceramico faentino, facendo un grande lavoro di squadra assieme alla direttrice del Mic, Claudia Casali, al presidente e al segretario AiCC Massimo Isola e Giuseppe Olmeti. Ognuna di queste istituzioni ha una propria specificità e grazie al confronto reciproco si possono avere ricadute positive per tutto il territorio».

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