Argillà: un weekend da 1,7 mln di euro per Faenza

Qualità, internazionalità, cultura: Argillà Italia, il festival internazionale della ceramica che ogni due anni si tiene a Faenza, nel tempo si è consolidata come un vero e proprio brand per il territorio, capace di richiamare migliaia di turisti e visitatori. Un grande evento di ‘socializzazione culturale’ rivolto sia a un pubblico selezionato proveniente da tutto il mondo ma, al tempo stesso, attento ad avvicinare il grande pubblico delle famiglie o dei turisti occasionali. Si stima che, nonostante la pioggia, i visitatori del festival nei tre giorni dal 31 agosto al 2 settembre siano stati 94mila. Turisti che non solo hanno ammirato le bellezze ceramiche degli espositori e delle mostre, ma che hanno anche messo mano al portafoglio per acquistare un pezzo particolarmente attraente, per dissetarsi con una birra al bar o per fare shopping tra i corsi faentini. Nei tre giorni di Argillà si è calcolato un indotto economico per il territorio pari a un milione 781mila euro, di cui ben il 45% (pari a 802mila euro) è stato generato direttamente grazie ad Argillà. I dati, come nella scorsa edizione, sono stati elaborati da Jfc – agenzia di consulenza turistica – e pubblicati in un report con l’obiettivo di analizzare il valore economico prodotto da Argillà sul territorio. I questionari sono stati rivolti  a commercianti, albergatori, ristoratori, espositori e visitatori dell’evento.

La pioggia non ferma Argillà, rispetto al 2016 l’indotto diretto registra +42%

Pur penalizzata dal maltempo, questa edizione di Argillà registra numeri positivi rispetto alla precedente edizione. Se il numero dei visitatori è pressoché identico (95mila nel 2016, 94mila nel 2018), l’indotto economico portato direttamente da Argillà è stato molto maggiore e aumenta del 42%. (nel 2016 era stimato in 563mila euro e complessivamente rappresentava il 37% globale del weekend). Anche il livello di internazionalità della manifestazione è aumentato di quasi dieci punti percentuali.

Argillà internazionale: 4 turisti su 10 vengono dall’estero

argillà 2018 ultimo giornoArgillà Italia parla inglese, ma anche russo, indiano, cinese: uno dei punti di forza della manifestazione è la sua internazionalità, un turista su quattro ospitato negli alberghi o b&b infatti proveniva da oltre i confini nazionali, e si tratta in larga parte di visitatori che, in precedenza, non avevano mai messo piede a Faenza se non in precedenti edizioni di Argillà. Le strutture ricettive del territorio hanno registrato sold out, con particolare affluenza da parte di turisti francesi (20,8%), russi (17%), tedeschi (15,5%), spagnoli (8,6%), sloveni (5,3%), coreani (4,7%). La permanenza media degli ospiti è stata di 3,3 notti per un prezzo medio per camera di 112 euro. 

Complessivamente, le strutture ricettive faentine hanno ottenuto un incremento di occupazione camere del 22,8%. A beneficiarne anche i territori limitrofi come Brisighella e Riolo Terme, dove l’indice di incremento è stato del 17,8%.

Argillà Italia ha richiamato 94mila visitatori a Faenza

Allargando lo sguardo su tutti i 94 mila visitatori all’evento, Jfc mette in luce come un partecipante su due sia del territorio, mentre 10,6% è la percentuale di visitatori venuti da altre provincie; infine il 9,7% proviene da fuori regione. «Particolarmente interessante – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della Ricerca – è che l’area italiana più ricettiva ad Argillà è quella che sale lungo la via Emilia verso Piacenza, dove troviamo numeri interessanti (4,6%). Proseguendo lungo questa linea, è la Lombardia (20%) la regione italiana con più visitatori giunti ad Argillà: di questo bisognerà tenere conto per lo sviluppo della manifestazione». Quanto dispongono di budget questi visitatori per acquistare le opere esposte? Interessante il dato che indica come oltre il 6% dei visitatori arrivi a spendere anche 500 euro passeggiando tra gli stand di Argillà, mentre la maggior parte (31%) ha un budget variabile tra i 26 e i 50 euro.

Non solo acquisti: Argillà è anche l’occasione per ammirare le bellezze artistiche e culturali di Faenza, con numerose proposte lanciate proprio nel corso di Arigllà. Il teatro Masini ha accolto ben 1.250 visitatori nelle sue visite guidate; il Mic ha ottenuto 2.206 ingressi (+10,5% rispetto due anni fa) mentre la mostra “Il profumo del pane” alla chiesa di Santa Maria dell’Angelo ha richiamato quasi mille visitatori.

Bar, ristoranti e negozi: il fatturato in alcuni casi raddoppia

Argillà Italia FaenzaLa tre giorni di Argillà è anche l’occasione per fermarsi in un bar a prendere uno spritz con gli amici, andare a mangiare in un locale le specialità tipiche romagnole e – perché no – per i turisti internazionali acquistare vestiti made in Italy direttamente nel Bel Paese. La manifestazione ha ricadute positive non solo nel settore artistico, ma anche per tutto il tessuto economico. Tra le aziende, ottimi risultati – sia in termini di fatturato che di clientela – sono stati ottenuti dai bar e ristoratori. Rispetto al primo fine settimana di settembre del 2017 si stima che nei giorni dell’evento il fatturato dei bar e ristorazione veloce sia stato di 506mila euro, registrando un aumento di 228mila euro e quasi il raddoppio del fatturato. I ristoranti hanno invece riscontrato un aumento rispetto l’anno precedente di 174mila euro. Per quanto riguarda i negozianti, l’aumento è stato di 124mila euro e quasi la metà della nuova clientela è stata rappresentata da stranieri. Siamo tutti molto soddisfatti di questa Argillà 2018 – spiega Claudia Casali, direttrice del Mic – quello che a me è piaciuto è che tutti i faentini, nei momenti di difficoltà come durante la forte pioggia del sabato – si sentivano partecipi e cercavano di dare una mano per risolvere un problema».

Espositori: in media uno stand ha incassato 2.333 euro

Da chi compra a chi vende. La ricerca passa poi dall’altra parte della barricata: quella dei 200 espositori (la metà internazionali) selezionati alla mostra mercato. Gli organizzatori hanno deciso per Argillà 2018 di diminuire il loro numero rispetto ai 250 precedenti e la scelta sembra aver prodotto ricadute positivi. In media un espositore presente ad Argillà ha incassato 2.333 euro, cifra di gran lunga superiore ai 1.529 euro incassati due anni fa. A trainare le vendite sono state le opere di piccole dimensioni e con prezzo contenuto: oggetti per la cucina (28,6%), gioielli (26,1%), arredo di casa (24,4%).

Si ipotizza l’ampliamento dell’orario della mostra mercato

Anche il voto dato dagli espositori alla manifestazione è cresciuto, passando da 7.12 a 7,8. Quest’anno inoltre si è venduto molto di più anche la domenica, mentre nel 2016 queste avvenivano in larga parte nella giornata di sabato. «Stiamo ragionando se allungare l’orario della mostra mercato – ha affermato Eugenio Emiliani, presidente della Fondazione Mic a seguito dell’esposiizione dei dati – anche perché fino a tarda sera molti visitatori sono ancora per strada. Certo, dovremo confrontarci con gli espositori su questo. Sicuramente non ha invece senso la pista che porta ad ampliare i giorni della manifestazione o a rendere Argillà annuale, perderebbe gran parte del suo appeal».

L’edizione 2018 di Argillà promossa con 8 e mezzo

Una manifestazione che ‘piace a tutti’ e che unisce. Dalla ricerca emerge che questa edizione di Argillà Italia sia stata valutata in assoluto la migliore degli ultimi anni: la media del giudizio che gli operatori del territorio, dei visitatori e degli espostori hanno assegnato ad Argillà è pari a 8,68. «Argillà è sempre di più un grande evento di valorizzazione per Faenza – afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della Ricerca – capace di innalzare la quota di internazionalizzazione al di sopra del 40%, ben dieci punti in più rispetto all’evento di due anni fa. Si tratta di un evento che “socializzazione culturale” che, proprio per la sua caratteristica di essere internazionale e interculturale, è in grado di rendere la città di Faenza il cuore e l’anima della produzione artistica ceramica internazionale, in un insieme di culture, lingue, relazioni».

Massimo Isola: “Tramite questo evento culturale, tante ricadute economiche sulla città”

La scelta di puntare sul ‘festival’ oltre che sulla ‘mostra mercato’ ha pagato. «Sono numeri straordinari per Faenza e per un evento che ha per tema la ceramica – afferma l’assessore alla Cultura Massimo Isola – in pochi giorni è stata portata una ventata di respiro internazionale alla nostra città. Sono arrivati stranieri per più di tre giorni e ne hanno beneficiato tutti i segmenti delle realtà economiche. Alcuni faentini ne parlano come ‘l’iniziativa più importante della città’. Pur durando pochi giorni, il brand Faenza cresce e quanto di buono realizzato avrà effetti anche sul futuro, e questo è un valore inestimabile».

Samuele Marchi

Foto di copertina: Gruppo Fotografia Liceo

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