L’arte di Enrico Graziani allo Zingarò: la mostra inaugura il 29 novembre

A Palazzo Ferniani di Faenza, caposaldo storico della cultura cittadina, i secoli passano ma si continua a respirare aria ricca d’arte.
Al ristorante “Zingarò”, situato proprio all’interno del palazzo della famiglia che tanto ha fatto nei secoli per le maioliche e per Faenza, mercoledì 29 novembre 2017 sarà inaugurata la mostra di pittura dell’eclettico artista Enrico Graziani, nato a Modigliana. Enrico Graziani, 41 anni, dopo aver frequentato l’Istituto statale d’arte per la ceramica “Ballardini” di Faenza, ha prima inseguito poi seguito il suo sogno di vivere l’arte attraverso il disegno e il creare, studiando le tecniche del pennello, dell’aerografo, del mosaico, del vetro, dell’incisione sul legno. La mostra dell’artista romagnolo durerà sino all’8 gennaio 2018.

L’artista, che ha realizzato mostre personali anche all’estero come in Spagna e in Usa, non poteva inaugurare la sua esperienza faentina che in questa location, poiché alla città delle maioliche lo lega un fatto curioso: si è scoperto che a metà del ‘700 nelle maestranze della Fabbrica Ferniani fu assunto un suo omonimo, il grande Collina Graziani, tra l’altro creatore delle ceramiche vetriali di Caino e Abele e di Giovanna D’Arco.

Il 29 novembre i “Gian Maria Randi Open Collective”

Le sorprese non finiscono qui: grazie al connubio pittura e musica, nella stessa serata, durante una tappa degli eventi organizzati dal ristorante noto per mettere insieme cucina-musica-arte, si potrà gustare un trittico di assoluto rilievo. Infatti, oltre ai quadri di Graziani, alle ore 22 inizierà il concerto jazz del “Gian Maria Randi Open Collective, gruppo musicale nato nei primi anni 2000 da un’idea del virtuoso sassofonista Randi. Il gruppo esprime la sua musica avendo come punto di riferimento delle proprie performances l’esplorazione di una parte del repertorio di Steve Coleman senza, però, abbandonare la tradizione. La nota band jazzistica, capeggiata dal leader marradese dal grande curriculum musicale, con le sue sovrapposizioni ritmiche si caratterizza per lo spazio importante che lascia all’improvvisazione di ciascun musicista.

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