Scompare Daniele Gatti: una vita all’insegna dello sport

Se ne va una delle figure più rappresentative dello sport faentino. Dal pallavolo al calcio passando per atletica e nuoto, il professor Daniele Gatti ha svolto per oltre quarant’anni attività di allenatore e preparatore atletico in numerose società e attività sportive. La notizia della sua scomparsa è stata data sabato 12 agosto 2017, aveva 63 anni. Il funerale avrà luogo lunedì 14 agosto alle ore 15.45 dall’obitorio dell’Ospedale civile per la chiesa dei Cappuccini. Seguiranno poi la santa messa e la tumulazione al cimitero dell’Osservanza. La pagina facebook del Csi di Faenza – di cui per anni è stato consigliere – ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio per la scomparsa di Daniele Gatti.

Daniele Gatti: allenatore e preparatore atletico in tanti sport a Faenza

Una vita all’insegna dello sport. Nato il 26 novembre 1953, diplomato presso l’Isef di Bologna nel 1976 con votazione 110 su 110 e lode, Daniele Gatti è stato insegnante di Educazione fisica all’ I.T.C.G “Oriani” di Faenza. Il suo curriculum vanta numerose attività in divese discipline sportive. Già prima della laurea è stato allenatore di pallavolo dal 1973 in varie serie, come secondo in serie A e come primo in B, C, D e giovanili nella società Spem Faenza per 15 anni. La pallavolo è certamente stata lo sport più seguito da Daniele Gatti (dal 2004 era consulente del Centro Studi Federazione Italiana Pallavolo) ma non si è risparmiato in tante altre discipline. Dal 1979 al 1981 è stato preparatore atletico del pugile Cristiano Cavina: titolo italiano dei mediomassimi per due anni. Nel tennis, dal 1985 al 1992 è stato preparatore atletico di Raffaella Reggi (n.1 di Italia per cinque anni, 2 olimpiadi, 3 master, 7 tornei internazionali vinti). Stessa attività ha svolto anche nel nuoto per la campionessa faentina Annalisa Nisiro. Dal 1998 al 2003 preparatore atletico del Faenza Calcio, quando la società manfreda riuscì a raggiungere la serie C2. Tra gli ultimi traguardi, da segnalare anche l’attività svolta per la squadra di basket dei Raggisolaris nell’anno che ha visto la squadra salire in serie B.

Il cordoglio del Comune di Faenza

Appresa la notizia della scomparsa del professor Daniele Gatti, esprimono il proprio cordoglio il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi e l’assessore allo sport Claudia Zivieri. «Con la scomparsa di Daniele Gatti Faenza perde una persona unica che ha fatto dell’amore per lo sport e per l’educazione dei giovani la propria ragione di vita. A una lunga carriera come allenatore e preparatore atletico di atleti e squadre anche di livello professionistico, Gatti ha unito un impegno instancabile per lo sport giovanile di base, frutto di una sensibilità senza dubbio maturata in tanti anni di attività come docente di educazione fisica».

«Tantissime le iniziative – prosegue la nota dell’amministrazione – che lo hanno visto come ideatore e protagonista. Tra tutte l’invenzione insieme al Csi, a metà degli anni Ottanta, del Giocasport – progetto di avviamento sportivo che coinvolge ogni anno tutte le quarte e le quinte elementari faentine – addirittura precursore dei progetti del Coni di educazione motoria nelle scuole. Se la prematura scomparsa impedisce di poter tributare formalmente al professor Gatti il premio annuale una vita per lo sport, idealmente resterà per tutti noi un esempio straordinario di dedizione, di competenza ed entusiasmo capaci di avvicinare tanti faentini ai veri valori dello sport».

Il Csi Faenza ricorda Daniele Gatti

«Daniele Gatti era e rimarrà nei ricordi e nei fatti un uomo del Csi: locale, regionale e nazionale, dove ha svolto per oltre trent’annila sua intensa attività sportiva e didattica ad ogni livello» scrive in una nota il Csi – Comitato di Faenza. «Non è dunque una presunzione rivendicare a poche ore dalla morte un ruolo e una immagine che forse ormai tutti conoscevano – continua la nota a stampa – ma che troppo velocemente si vorrebbe dimenticare per esaltare un ruolo ed una figura che completavano il suo dinamismo culturale che lo aveva portato nei primi anni della sua esperienza fino al livello di consulente del  Csi Nazionale, del Coni provinciale e del Ministero della Pubblica Istruzione. Al completamento della sua formazione tecnica ed ai continui aggiornamenti, indispensabili per l’attività che si andava figurando come quella maggiormente ricca di soddisfazioni, il professor Daniele univa la passione e l’interesse che lo portavano a studiare il mondo dei bambini, dei ragazzi e dell’universo giovanile che giornalmente affrontava nella scuola che lo attraeva e lo rivendicava come elemento indispensabile. Fu proprio negli anni giovanili che fortunati incontri lo portarono alla valutazione di nuove ed interessanti esperienze da inserire nel mondo sportivo faentino, in particolare modo del Csi, direttamente  in collegamento con il mondo scolastico da cui proveniva e che costituiva la base della sua occupazione principale e professionale. Ed entrò direttamente nel consiglio direttivo, di cui rimase parte vivace ed attiva fino agli ultimi anni».

«Agli impegni didattici affiancò ben presto quelli più specificatamente tecnici di allenatore, massaggiatore e preparatore atletico di atleti al massimo livello sportivo e professionale, ricco anche di suggerimenti umani e di indirizzo ai giovani che si affacciavano alla vita; assertore convinto della  figura polisportiva dei bambini fino al completamento dell’età scolare di base, ecco uscire dalla sua penna, frutto della formazione nel mondo del “giocasport” che aveva ideato e costruito dal nulla nel territorio faentino (quest’anno ne abbiamo celebrata la trentesima edizione), ben tre significative pubblicazioni di alto valore sociologico ed educativo:  “ Progetto di educazione motoria” (in cui riassume i primi dieci anni di esperienze con i bambini delle scuole elementari). “Un Pinocchio per crescere” (piccolo vademecum per iniziare un’attività sportiva) ed infine il più impegnativo “Per gioco fantasticando” (una favola multimediale per giocare e cantare)».

«Instancabile animatore nel mondo dello sport – conclude la nota – trascinatore pacato ma convinto delle sue idee, troppo presto decise di abbandonare tutto quel mondo che pure ancora lo affascinava e lo teneva impegnato, nonostante le continue pressioni che venivano esercitate per un coinvolgimento che sembrava venire meno ed allontanarlo. Il male lo stava assalendo e lentamente, in silenzio, lo consumava e se lo portava via».

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