Più qualità, meno produttività: entra nel vivo la vendemmia 2017

La vendemmia 2017 in Emilia-Romagna sarà una delle più scarse dal dopoguerra a oggi, ma di altissima qualità. A confermare quello che già si ipotizzava, è la Coldiretti regionale, che ricorda come in questo fine agosto entra nel vivo la vendemmia dei principali vini emiliano romagnoli. «Dopo la raccolta delle uva destinate alla spumantizzazione (Pinot, Chardonnay, Moscato) – ricorda Coldiretti – comincia con un anticipo di almeno dieci giorni anche la raccolta dei vini bianchi classici: Albana, Trebbiano, Pignoletto, Ortugo, Malvasia, per ricordare i più importanti. Nella prima decade di settembre inizierà anche la vendemmia delle uve per i vini rossi, dal Sangiovese al Gutturnio, dal Lambrusco ai Merlot e al Cabernet».

Caldo e siccità hanno anticipato la vendemmia 2017

Una vendemmia 2017 caratterizzata dalla “pazza estate” e dalle temperature record in regione. «Le condizioni anomale di quest’anno – commenta Coldiretti – hanno anticipato la maturazione delle uve, portando a un anticipo di vendemmia in media di una decina di giorni con picchi anche di due settimane nelle aree orientali della regione. Il caldo e la siccità hanno anche ridotto la produttività, ma favorito la qualità, soprattutto dei vini rossi che potrebbero risultare da collezione». Secondo le stime Coldiretti, quest’anno la produzione del vino diminuirà del 20% rispetto ai 7,8 milioni di ettolitri del 2016, attestandosi attorno ai 6,2 milioni di ettolitri.

I numeri del vino in Emilia-Romagna

«Il 54,5% dei vini dell’Emilia-Romagna – sottolinea Coldiretti – è destinata alla produzione di vini Doc (22,1%) e Igt (32,4%), mentre la restante percentuale (45,5%) è destinata ai vini da tavola. I vini Doc sono 18, quelli Igt 9, mentre due vini (Albana di Romagna e Pignoletto classico dei Colli bolognesi) hanno ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita (Docg). In Emilia-Romagna, ricorda Coldiretti, ci sono 50mila ettari di vigneto, coltivati da 22mila aziende, più di un terzo (35%) vende direttamente al consumatore».

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