Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino

Nell’estate del 1983 a Crema, la famiglia del giovane Elio si prepara ad accogliere lo studente americano Oliver, giunto in Italia per seguire da vicino il lavoro del suo professore di archeologia (padre di Elio) allo scopo di concludere una tesi di dottorato. L’arrivo di Oliver sconvolge il tranquillo e sereno equilibrio di Elio e dà inizio ad una serie di emozioni e sentimenti concatenati che porteranno i due a vivere un amore del tutto autentico. Un film non di produzione italiana ma dal sapore nostrano, Chiamami col tuo nome. Il regista, Luca Guadagnino, si è avvalso di una collaborazione multietnica per dare vita all’adattamento dell’omonimo romanzo. Il risultato è eccellente: Guadagnino, inizialmente contattato come consulente scenografico, ha trasformato le ambientazioni lombarde in uno sfondo magico che parla, comunicando agli spettatori quelle emozioni profonde messe in gioco nel rapporto tra i due protagonisti.

Il film di Luca Guadagnino dà spazio a eventi spontanei e quotidiani

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino è il racconto di un’estate ormai lontana, quella dei primi anni ’80, tra feste serali e bagni al fiume, dove i giovani sono assoluti protagonisti. La regia di Guadagnino è congegnata per immergerci totalmente nella campagna e nel centro di Crema, dove Elio e Oliver trascorrono buona parte delle loro giornate, spostandosi in bicicletta e soffermandosi spesso sul paesaggio circostante, scoprendone la bellezza. Punto di forza della pellicola è questa sua capacità di comunicare con eventi spontanei e quotidiani, senza la necessità di colpi di scena o di risvolti di trama inaspettati: è la semplicità a trionfare.

Il rapporto tra Elio e Oliver: prima distacco, poi amore e dolore

Interessante anche l’evoluzione del rapporto tra Elio e Oliver: inizialmente distaccato e freddo (simbolicamente le loro due camere sono separate da un bagno, luogo di forte intimità), tenderà sempre più a scaldarsi col passare del tempo. L’immedesimazione dei due attori principali (Timothée Chalamet e Armie Hammer) è tale da rendere credibile ogni gesto, parola o sguardo condiviso. Si ha la sensazione di assistere a qualcosa di totalmente realistico, questo grazie anche alla messa in scena. I personaggi si fermano, si prendono il loro tempo, esplorano la loro intimità, si godono ogni singolo momento passato insieme o in solitudine, nella felicità o nella malinconia.

Tutto appare luminoso, squisito e l’atmosfera che si respira è una di quelle che raramente si vorrebbero lasciare andare. Ma, come vuole la ragione, una grande gioia deve fare i conti con un grande dolore. Così, al termine dell’estate, quando i due protagonisti sono costretti a salutarsi, viviamo il sentimento di abbandono di Elio, e l’atmosfera soleggiata di Crema si tramuta in un panorama invernale coperto di neve, sospeso e silenzioso.

Chiamami col tuo nome: un racconto per immagini, musiche e sensazioni

Ulteriore cornice del film è la colonna sonora: non solo tracce pop/dance appartenenti a quegli anni, ma anche una musica originale composta da Sufjan Stevens, con brani inediti che descrivono la spontaneità e la grinta del rapporto tra Elio e Oliver. Nominato a diversi festival cinematografici (tra cui i premi Oscar), Chiamami col tuo nome è un’imperdibile prova del talento italiano al cinema: non una semplice storia d’amore, ma un racconto per immagini e sensazioni perfettamente orchestrato.

Alessandro Leoni 

Un pensiero riguardo “Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino

  • 26 febbraio 2018 in 18:49
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    Vorrei aggiungere che lo sceneggiatore di Chiamami col tuo nome è il regista James Ivory di cui ho apprezzato molto Maurice, altro film con amore omosessuale.

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