Cattolici e politica, un apporto necessario: presentato il nuovo libro del vescovo Mario Toso

Proporre una nuova e buona politica non pur essendo cattolici – come spesso si sente dire nel dibattito pubblico, magari a bassa voce -, ma proprio perché cattolici, rivendicando orgogliosamente questa appartenenza. In una sala del palazzo Muky ricca di pubblico, mons. Mario Toso ha presentato martedì 10 settembre 2019 il suo nuovo volume, “Cattolici e politica in un tempo di cambiamento epocale”, assieme ai prof. Stefano Zamagni e Vera Negri. Idee, riflessioni profonde e spunti concreti per analizzare il ruolo dei cattolici nella politica contemporanea e mettere in atto strategie per tornare a essere protagonisti – con la proprio contributo essenziale e originale – nel dibattito.

Proposte per superare la diaspora dei cattolici nel dibattito politico

«L’impegno dei cattolici in politica non è in questione – spiega il vescovo – la loro presenza è un dovere-diritto per motivi sia di ragione sia di fede. Esiste inoltre in ognuno una vocazione al bene comune. E tuttavia, l’impegno dei cattolici in politica, e così anche la qualità della loro rappresentanza, non è cresciuto». A partire dagli anni Novanta infatti, e accentuatasi con la globalizzazione, i cattolici hanno intrapreso una strada che, giorno dopo giorno, li ha portati all’irrilevanza politica e a un’azione dispersa e debole, pur nelle buone intenzioni. Si è verificata infatti la cosiddetta ‘diaspora’ dei cattolici, che si sono distribuiti nei vari schieramenti politici. “Quest’azione è stata legittimata – afferma il prof. Zamagni, autore della prefazione del volume – utilizzando la metafora del lievito: al modo del lievito i cattolici dovevano cercare di veicolare i valori e i principi di cui sono portatori all’interno dei programmi delle diverse piattaforme politiche. Col risultato però che, dato che nei partiti democratici vige il principio di maggioranza, chi è in minoranza non potrà mai vedere accolte le proprie istanze, e questa strada ha portato i cattolici non solo a dividersi, ma anche all’irrilevanza».

Le riflessioni durante la presentazione del libro a palazzo Muky

Un altro aspetto che ha portato allo scenario attuale è l’aver ‘dimenticato’ la Dottrina sociale della Chiesa, «ormai pressoché ignorata – dice Toso – specie da parte delle nuove generazioni. L’assenza della Dottrina sociale priva i cattolici di uno strumento essenziale di progettualità». A questi e altri fraintendimenti che caratterizzano il ruolo dei cattolici in politica, Toso propone non la fondazione di un nuovo partito cattolico – che sarebbe comunque anacronistico e condannato all’irrilevanza – ma di «ripartire dalle fondamenta, da una profonda conversione pastorale, pedagogica, politica, economica, culturale. Se si desiderano nuove rappresentanze, occorre generare un nuovo movimento sociale cattolico. Sarà possibile esprimere nuovi rappresentanti, soltanto se prima e durante si vive un’azione sociale di popolo». E l’apporto dei cattolici viene indicato come originale e necessario – un nuovo umanesimo – per vincere le sfide globali: dall’economia all’ecologia integrale passando per la tutela della vita. Non una semplice riforma, ma una vera trasformazione, per tornare a essere protagonisti.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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