Caritas Faenza. Il nuovo dormitorio e il rapporto Povertà-Risorse 2019-20: dati e progetti

E’ indubbio che la pandemia abbia accentuato le differenze sociali ed economiche nella popolazione. Sono molti di più i bisognosi di un tetto e di un pasto caldo. Nel suo piccolo la Caritas di Faenza Modigliana vuole farsi trovare pronta. Per questo motivo il dormitorio maschile ha cambiato sede: da via D’Azzo Ubaldini ai locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Domenico, sopra la Tenda, un luogo di ritrovo pomeridiano che si è rivelato particolarmente importante durante l’emergenza pandemica. Oltre a questo sono moltissimi i progetti che durante l’anno la Caritas ha curato e che sono stati presentati nel rapporto Povertà e Risorse 2019-2020.

I nuovi locali del dormitorio maschile

A seguito dell’emergenza pandemica è stato necessario dimezzare i posti disponibili presso la sede di via D’Azzo Ubaldini predisposti per l’accoglienza notturna. Sono stati quindi messi a disposizione dalla parrocchia di San Domenico nuovi locali adibiti a dormitorio maschile, già attivo da alcune settimane. Quest’anno è stata inoltre attivata una collaborazione con i B&B del territorio con il sostegno economico dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina e le risorse straordinarie messe in campo da Caritas Italia, dal momento che i pernottamenti hanno superato del 57% la media degli ultimi quattro anni. I locali che hanno ricevuto la benedizione del vescovo Mons. Mario Toso martedì mattina, occupano circa 180 mq e comprendono uno spazio giorno, un locale di servizi e guardaroba per gli ospiti, un bagno comune e cinque camere da letto, di cui una riservata a un volontario e una per emergenza covid, ciascuna dotata di bagno proprio. Il totale di posti letto ad oggi a disposizione è quindi 14. Per realizzare questo spazio sono stati necessari alcuni lavori di adeguamento dei locali resi possibili dal finanziamento pubblico, i fondi per le povertà estreme riconosciuti dall’Unione della Romagna faentina, e privati quali la Fondazione Banca del Monte, Cassa di Risparmio di Faenza e l’8×1000 della Cei.

dormitorio caritas

 

Rapporto Povertà e Risorse 2019-20

E’ stato realizzato anche il rapporto Povertà e Risorse 2019-20 presentato presso la parrocchia di Sant’Antonino a Faenza il 15 giugno a partire dalle 18. Molti i progetti presentati.

Terra Condivisa

Un progetto di agricoltura sociale, realizzato dall’associazione Farsi Prossimo Odv, che ha l’obiettivo di fornire a persone in situazione di fragilità le competenze necessarie per lavorare nel settore agricolo. Coinvolge ospiti del Centro d’Ascolto, un operatore e volontari nella coltivazione di ortaggi e frutta. Le parrocchie e i centri sociali possono segnalare le persone in difficoltà economico-sociale per le quali vengono attivati tirocini formativi. I prodotti raccolti vengono venduti al dettaglio presso il Centro d’Ascolto diocesano – a cui vengono donate anche le eccedenze per evitare sprechi- , presso alcune parrocchie oppure a domicilio.

Dress Again

Dress Again, che ha da poco cambiato sede spostandosi in corso Garibaldi, è un progetto che vuole dare una seconda opportunità ad abiti usati ma soprattutto a donne in difficoltà socio-economica. Collabora con l’associazione Sos Donna e la Coop Laura. Con il sostegno della Fondazione Cattolica Assicurazioni ha infatti potenziato il percorso di inserimento per le donne vittime di violenza o con disagio psichico coinvolgendole nell’ambito della sartoria.

Caritas rapporto povertà

Policoro

Un servizio di orientamento e accompagnamento alla ricerca di lavoro per giovani e disoccupati su appuntamento da chiedere all’indirizzo policorofaenza@gmail.com. Tra il 2020 e il 2021 sono state incontrate circa 20 persone e sono stati svolti laboratori formativi per le classi IV e V delle scuole superiori. In particolare le classi conclusive sono state impegnate in percorsi di orientamento al lavoro confrontandosi su temi quali la scelta post-diploma, i dati del mercato del lavoro e dei cambiamenti innescati dalla pandemia, ma anche sulle possibilità di lavoro in Europa, e sulle varie modalità di contratto. Inoltre ha svolto numerose attività di educazione civica per giovanissimi richiedenti asilo.

Ufficio Eam (Educazione alla Mondialità)

L’Ufficio Educazione alla Mondialità si occupa di bambini, adolescenti e giovani nell’ottica di uno sviluppo integrale dell’uomo. Propone quindi attività nelle scuole primarie e secondarie. Queste attività, interrotte a marzo 2020 a causa della pandemia, sono riprese quest’anno in Dad coinvolgendo principalmente gli adolescenti, maggiormente colpiti dalle restrizioni, con due attività: “Giovani, cittadinanza attiva e volontariato” e la campagna “Anti-social, social club” sull’uso dei social network.

Sipla (Sistema integrato di Protezione per i Lavoratori Agricoli)

Un progetto nazionale ancora in fase iniziale che coinvolge più di 50 soggetti e ha l’obiettivo di costruire un’alternativa legale alle dinamiche che alimentano lo sfruttamento in agricoltura, promuovendo una cultura del lavoro regolare ed etico e creando presidi per i lavoratori stagionali stranieri vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo.

Caritas rapporto povertà

“La speranza dà un senso d’attesa”: dati e riflessioni

Alla presentazione del dossier con i dati del 2019-20 di martedì sera sono intervenuti oltre all’equipe della Caritas, don Marco Ferrini, direttore della Caritas, Leonardo Altieri, sociologo per il progetto “Lavoro degno” e l’assessore al Welfare, Europa, Smart City e Politiche giovanili Davide Agresti. L’obiettivo della Caritas non è quello di raccogliere e presentare dati ma di elaborare un pensiero: partire dai numeri per riflettere sulla realtà locale. Tre sono i temi particolarmente complessi che emergono dal rapporto: gli alloggi, il lavoro e la sanatoria. Sono molte infatti le persone in difficoltà che fanno fatica, pur avendo un lavoro, ad accedere a un contratto d’affitto ma sono anche molte le persone che non riescono ad arrivare a fine mese per via di un’occupazione in nero o precaria o con orario ridotto e a volte privi di ammortizzatori sociali. A queste difficoltà si aggiunge il difetto di una macchina burocratica lenta che porta molte persone a rivolgersi al Centro d’Ascolto per aver fatto domanda di regolarizzazione attraverso la sanatoria senza aver ricevuto risposta. Alla base di tutto questo vi sono speranza e attesa, come riporta il titolo del report: l’attesa e la speranza di un cambiamento contro le ingiustizie sociali.

Dati dal centro d’ascolto diocesano e dalle Caritas Parrocchiali

Sono 591 le persone incontrate tra il 2019 e il 2020: il 52% sono uomini e il 48% sono donne. Il 26% di loro sono italiani: Italia, Marocco e Nigeria sono i paesi delle persone che più hanno chiesto aiuto. Nel 2020 sono pertanto aumentati i servizi forniti. Per quanto riguarda il servizio mensa si è passati da 6.505 pasti del 2019 a 10.391 del 2020, anche sulla spesa a domicilio o in centro d’ascolto si è passati dalle 1383 del 2019 alle 2.419 del 2020. Nell’alloggio dalle 3.890 accolglienze si è arrivati alle 5636 che hanno coinvolto anche parrocchie, un istituto di suore e un b&b). I volontari coinvolti sono 150. Continua anche la collaborazione con lo Sportello d’ascolto sul sovraindebitamento presso l’Asp ed è iniziata una collaborazione con un avvocato in particolare sui temi relativi all’immigrazione, dal momento che il 12,5% delle persone incontrate non è in regola con i documenti di soggiorno. Continua inoltre anche il progetto Farmaco amico di recupero farmaci non scaduti: nel 2020 sono state recuperate 3942 confezioni per un pesi di 279 kg. Continua infine anche la formazione per i volontari delle Caritas Parrocchiali. Il Progetto “Animati dalla Carità” finanziato dall’8×1000. Sono infatti 25 le Caritas parrocchiali coinvolte che hanno incontrato 898 persone anche se solo di 841 è possibile avere un’analisi. Anche in questo caso molti sono gli italiani, 36%, ma molte sono anche le persone provenienti da Marocco e Albania. L’età media è di 49 anni e il 61% di loro sono donne.

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna e qui continuo a studiare Italianistica. In attesa di tornare in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

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