“Cattolici e politica”, il nuovo saggio del vescovo Mario Toso

Una freccia che va dritta al bersaglio. E colpendolo recide, con un colpo netto, i molteplici fraintendimenti che avviluppano e sviliscono il rapporto cattolici e politica. Così potrebbe essere presentato il nuovo saggio del vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana Mario Toso. Il noto filosofo Vittorio Possenti nella Prefazione ricorda che se i cattolici intendono essere incidenti e rilevanti, specie in un contesto liberal-libertario, devono rinunciare all’idea di proporre visioni del mondo compatibili con le situazioni etico-politiche di oggi. Essi posseggono l’insegnamento sociale della Chiesa, quale fonte di pensiero pubblico integra e ispirante, capace di proporre i nuclei permanenti della convivenza politica.

La necessità di un rinnovato impegno dei cattolici in politica

Dopo la teorizzazione della diaspora, che si è progressivamente trasformata in irrilevanza è, forse, giunta l’ora, sottolinea il vescovo Toso, di un rinnovato impegno dei cattolici in politica. Abbattendo, innanzitutto, il pregiudizio, peraltro duro a morire, che essi siano cittadini di serie B, capaci al più di dedicarsi all’ambito caritativo, inetti ad elaborare una cultura politica all’altezza delle sfide odierne. Ciò che, però, li indebolisce maggiormente è, in definitiva, lo sradicamento della vita dal contesto di una fede viva. E, così, nei loro cuori non abita più una passione forte per il bene comune, non li sorregge il convincimento di un apporto originale e necessario nel dialogo pubblico, a partire dalla necessaria riforma della realtà europea. È importante per i cristiani essere presenti anche a vocazione minoritaria e non solo maggioritaria. La presenza cristiana deve essere come un cuneo che stimoli la politica verso il bene comune e non solo come forza di governo. I vescovi devono essere più coraggiosi nell’esortare i cattolici all’impegno in politica, in piena corresponsabilità, nella diversità dei ruoli e dei compiti. È l’ora di una nuova convergenza non comandata dai vescovi, libera, ma incoraggiata dai vescovi.

Tra gli obiettivi del saggio vi sono quelli del rilancio della formazione all’impegno sociale politico, dell’accompagnamento pastorale delle persone e, quindi, di nuove generazioni di sacerdoti e di vescovi che sappiano offrire un valido orientamento per le scelte; della risemantizzazione della laicità, della rinascita di un movimento sociale cattolico capace di dialogo con tutti, di una nuova democrazia, di una spiritualità incarnata.

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