La Via dei Gessi e dei Calanchi, turismo lento tra natura e enogastronomia

«Voglio muovermi, voglio staccare dalla frenesia, voglio passare una giornata senza pensieri», capita spesso di avere questi desideri, ma di non voler prendere l’auto per raggiungere la montagna, o di aver paura di compiere uno sforzo fisico fuori portata e trovarsi il giorno dopo con i muscoli doloranti. La Via dei Gessi e dei Calanchi, un itinerario escursionistico che unisce Bologna e Faenza, può essere una buona scelta per tutti coloro che non hanno esperienza di passeggiate in appenino, ma che desiderano comunque vivere un’esperienza a contatto con le nostre colline.  Il percorso è articolato in sette tappe di diversa lunghezza, tutte facilmente percorribili, sia da coloro che praticano abitualmente sport che per gli esordienti delle camminate.

L’itinerario della Via dei Gessi e dei Calanchi

Un progetto turistico di portata regionale, che attraversa il Parco dei Gessi bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e il Parco della Vena del Gesso romagnola, quattro sono del Circondario imolese (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme e Dozza) e tre dell’Unione della Romagna Faentina, in provincia di Ravenna (Brisighella, Faenza e Riolo Terme). I percorsi sono descritti nella guida La Via dei Gessi e dei Calanchi a piedi, scritta da Sara Cavina e Sara Zanni e pubblicato da Ediciclo Editore quest’anno. Le autrici, oltre che dal nome, sono legate dalla passione per la natura e la Romagna, che le ha spinte a diventare due guide ambientali. Nel libro svelano il territorio che si snoda per 102 km, tra borghi medievali, territori boschivi e argillosi, senza dimenticare il buon cibo e la cultura.

Valorizzare il territorio per creare nuovi posti di lavoro

Le amministrazioni comunali hanno accolto con entusiasmo il progetto per trasformarlo in quella che Marcella Pradella, direttrice di If Imola Faenza Tourist, ha definito «una vera e propria operazione di marketing territoriale. Lo sviluppo della Via si porrà altresì come volano per la nascita di nuove proposte legate al territorio, attivando percorsi di turismo lento stanziale, che invoglino i camminatori a tornare nei luoghi attraversati lungo il cammino per vivere nuove esperienze e stabilire relazioni a lungo termine con i produttori e gli attori locali». Le fa eco Luca Albertazzi, sindaco di Dozza e delegato al Turismo per il Circondario Imolese: «La Via dei Gessi e dei Calanchi rappresenta un prodotto turistico molto interessante per tutto il nostro territorio. Il percorso intercetta le nostre principali emergenze naturalistiche e favorisce le numerose attività ricettive coinvolte. La recente candidatura Unesco della Vena del Gesso romagnola e il grande interesse rivolto alle attività all’aperto – tra le quali il trekking – conferiscono a questo cammino un potenziale notevole. Il sistema pubblico deve favorirlo, valorizzarlo e promuoverlo per agevolarne le ricadute economiche e stimolare un indotto turistico ampio, che coinvolge tanto gli stranieri quanto il flusso di prossimità. Fin dalla nascita dell’idea abbiamo fatto il possibile per investire sulla Via dei Gessi e dei Calanchi. Non mancheremo di fare altrettanto in futuro, a partire dalla positiva interlocuzione avviata con la Regione per realizzare, al più presto, la cartellonistica dedicata».

 

Foto in copertina di Sara Zanni.

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