Biblioteca Manfrediana: la musica di Bach rivive grazie alle spinette del ‘500

La grande musica del passato rivive in alla Biblioteca di Faenza grazie alle due preziose spinette del Cinquecento. Domenica 20 maggio alle ore 10.30 torna la Biblioteca delle meraviglie con il concerto “Bach Hausmusik” preceduto dalla visita nelle sale storiche del complesso. Quarto e ultimo appuntamento della rassegna “Tasti”, il nuovo ciclo di concerti che l’associazione Collegium Musicum Classense destina alla riscoperta di strumenti a tastiera e al loro repertorio. Un’occasione non solo per ascoltare il suono delle spinette, ma anche per visitare le sale più suggestive del complesso dei Servi (dal 1825 sede della Biblioteca) e per ammirare una nuova esposizione dedicata a Romolo Liverani, lo scenografo romagnolo più importante dell’Ottocento e uno dei “vedutisti” più affascinanti e prolifici dell’epoca romantica.

Domenica 20 maggio il concerto sarà preceduto da una visita guidata

Il concerto di quest’anno – che vedrà esibirsi alle 11.30 Rosita Ippolito (viola da gamba) e Valeria Montanari (spinetta) – porterà nel salotto di casa Bach, per ascoltare le produzioni musicali composte e verosimilmente eseguite da Johann Sebastian e dai suoi numerosi figli. Come è noto, quello che oggi consideriamo “il Bach” per eccellenza, era erede di una famiglia di musicisti e continuò la tradizione dando al mondo almeno tre insigni compositori, i figli Wilhelm Friedemann, Carl Philipp Emmanuel e Johann Christian. Fare musica nel salotto di casa o per il piacere di qualche nobile era sicuramente una delle attività che Johann Sebastian e i suoi figli praticavano: il concerto in Biblioteca è un piccolo spaccato delle loro composizioni e di una possibile mattinata di intrattenimento musicale in casa Bach.

La Biblioteca Manfrediana vanta una tradizione musicale di prestigio

Un legame profondo lega la biblioteca alla musica. All’interno delle sale sono conservati reperti fondamentali per la storia della musica, come il preziosissimo codice di Faenza, o codice Bonadies, unica testimonianza del repertorio trecentesco italiano per tastiera e tra i pochi manoscritti conservati di un periodo musicalmente ricchissimo. Possiede anche un ricco anche se non imponente numero di strumenti musicali storici, tra cui due bellissime spinette originali: gli strumenti sono stati presentati in un concerto lo scorso anno dopo diversi anni di oblio.

Nella stessa mattinata l’inaugurazione della mostra su Romolo Liverani

Il concerto sarà preceduto dall’inaugurazione di un’esposizione dedicata a Romolo Liverani. I suoi disegni, sciolti o legati in albi, costituiscono un corpus di inestimabile valore per la conoscenza del melodramma ottocentesco e per l’assetto urbanistico e architettonico del nostro territorio. Gli album dimostrano la forte incidenza della sua formazione presso la Scuola di disegno. La Biblioteca di Faenza conserva circa 1.500 disegni suddivisi in tredici album e per l’occasione verranno esposti alcuni disegni dedicati al complesso dell’ex convento dei Servi, che dal 1825 ospita la Manfrediana. L’esposizione sarà allestita nella suggestiva Sala del Settecento.

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