Finanza, etica e bene comune: un convegno il 1° ottobre a Faenza

Parlare di profitto associandolo al bene comune è la riflessione che la diocesi di Faenza-Modigliana propone lunedì 1 ottobre, alle 20.45, nella sala conferenze “Giovanni Dalle Fabbriche” della Bcc ravennate, forlivese e imolese a Faenza (via dei Laghi 81). Il punto di partenza della riflessione è costituito dal documento ‘Oeconomicae et pecuniariae quaestiones’ – Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario. Interverranno: mons. Adriano Vincenzi, incaricato della Conferenza Episcopale Italiana per Confcooperative, Edo Miserocchi, presidente della Fondazione “Giovanni Dalle Fabbriche”, Davide Dal Maso, partner di Avanzi Sostenibilità per Azioni.
Modererà Marco Venturelli, segretario generale di Confcooperative. Il vescovo di Faenza-Modigliana, mons. Mario Toso introdurrà i lavori che saranno aperti dai saluti del sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi e dal presidente della Bcc ravennate, forlivese e imolese, Secondo Ricci.

Un documento per una finanza più etica

Presentato il 17 maggio scorso, questo documento della Congregazione per la Dottrina della Fede e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale analizza l’attuale sistema economico-finanziario dimostrando che, se fosse ispirato alla tutela del bene comune, sarebbe più etico e funzionale a uno sviluppo sostenibile. I rapporti economici improntati all’etica creano fiducia, equità e cooperazione; se lasciati solo agli automatismi del mercato, producono invece scarti ed esternalità negative.

Mario Toso: “Al centro dell’economia deve esserci la persona”

Ed è proprio dalle esternalità negative, che vanno contrastate, che deve avviarsi il dialogo: non si può pensare di progredire in modo asimmetrico, senza cioè includere tutti nell’accesso alle opportunità e al benessere, perché il risultato sarebbe una società altrettanto asimmetrica che non permetterebbe di compiere il cammino che tutti gli uomini e le donne devono avere davanti a sé. Negli ultimi decenni, la finanza virtuale, non collegata alla produzione di beni e servizi e, quindi al lavoro, ha preso il sopravvento creando un vuoto sociale difficile da colmare senza un ripensamento globale delle relazioni socio-economiche. «L’economia – anticipa il vescovo, mons. Mario Toso – ha un ruolo chiave nella creazione di opportunità per tutti ma deve essere ispirata al bene comune. Al centro delle azioni economiche vanno poste la persona e la famiglia e il loro benessere spirituale e sociale, altrimenti si costruiscono trampolini verso l’alienazione e quindi la fine delle relazioni umane».

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