Arena Borghesi, c’è l’accordo: ecco il progetto di riqualifica da 722mila euro

Spazi rinnovati, locali ricostruiti, rifacimento del parcheggio e dell’ingresso di viale Stradone. Arriva a una svolta il futuro dell’Arena Borghesi, uno dei luoghi più significativi di Faenza che da anni necessitava di interventi di riqualificazione per continuare ad avere un futuro. La giunta ha approvato il progetto di riqualifica proposto dal Cia Conad, interventi complessivi da 722mila euro che interesseranno non solo l’area dell’Arena (che avrà anche un palcoscenico) ma anche l’ingresso e il parcheggio di via Caffarelli e successivamente l’ex Officina adiacente all’Arena. Un’area che accoglierà non solo le tradizionali proiezioni cinematografiche estive ma anche spettacoli teatrali e musicali tutti l’anno. Interventi che hanno messo in sinergia l’ambito pubblico e privato: assieme all’amministrazione sono stati coinvolti per la progettazione diversi enti culturali della città, Cineclub Il Raggio Verde in primis – associazione che organizza annualmente la rassegna estiva all’Arena Borghesi – ma anche Accademia Perduta/Romagna Teatri e la scuola di musica Sarti. 

Uno spazio che ospiterà a Faenza eventi culturali tutto l’anno

Il consiglio dell’Unione dovrà approvare il progetto, poi si avrà un’ulteriore delibera da parte del consiglio comunale di Faenza. I lavori sono previsti, ma c’è molta cautela da parte di Conad e amministrazione, dal prossimo autunno (non subirà interferenze dunque la stagione estiva 2019 del cineclub, che è confermata) e si prevede che la nuova Arena Borghesi possa avere compimento entro l’estate del 2020. «Era un intervento che ci è stato chiesto con forza da tutta la comunità – afferma soddisfatto il sindaco Giovanni Malpezzi – per offrire a Faenza un luogo all’aperto in cui tenere manifestazioni culturali. Il Comune non aveva risorse per realizzare questi lavori a proprie spese: solo l’intervento di recupero della parte cinematografica dell’Arena ha un costo di più di 500mila euro, cifra non sostenibile per l’amministrazione comunale».

Gli interventi all’Arena Borghesi, il restauro del proscenio a rischio crollo

giorgio laghi arena
L’architetto Giorgio Laghi espone il progetto.

Tanti i lavori di cui necessitava questo spazio storico della città, a serio rischio di decadimento. Come illustrato dall’architetto Giorgio Laghi – che ha curato il progetto con l’architetto Giorgio Gualdrini e il geometra Andrea Gualdrini – l’arena vedrà un proscenio rinnovato, con il rifacimento intero dell’impalcato ligneo del palco e il necessario consolidamento conservativo e sismico. Si prevede di riportare alla luce le tinteggiature originali del 1927 e i decori. Previsto anche nuovo telo da proiezione e la costruzione di appositi camerini per gli artisti. «Nell’ipotesi di intervento – spiega Gianni Burbassi del Conad, che nel maggio 2017 ha acquisito l’Arena – si è presa in considerazione l’idea di rifare il palco per far sì che siano consentite manifestazioni anche teatrali e musicali. In questo senso, il progetto vuole ritornare alle origini dell’Arena Borghesi». Sarà acquistato anche un nuovo proiettore digitale.

Saranno tolti 5 alberi, ma altri ne verranno piantati

Per quanto riguarda gli alberi secolari, su cui nei mesi scorsi si è molto discusso per voce di Legambiente e Italia Nostra, quelli presenti nella fascia verso l’ex Officina non verranno toccati, mentre gli alberi che gravano sull’area acquisita del supermercato Conad saranno oggetto o di demolizione o espianto e trapianto sempre all’interno dell’arena. La demolizione riguarderà, nello specifico, quattro tigli e il cipresso (altri quattro tigli, alti 10 metri, verranno però ripiantati all’interno dell’arena), mentre il riposizionamento interessa due tassi. «Abbiamo sentito molti vivaisti – spiega Laghi – per reperire nel territorio i tigli più idonei a sostituire quelli esistenti, partendo dal presupposto che verranno piantumati tigli da 10 metri di altezza perché sopra a questa dimensione, non si riesce a garantire l’attecchimento del tiglio come essenza»Le sedute dell’arena, in tutto 350, saranno riposizionate e spostate circa 3,5 metri in avanti.

I lavori interessano anche viale Stradone

In tutto sono quattro le aree principali di intervento. Oltre al restauro del proscenio e alla risistemazione dell’area verde, ci sarà la demolizione e ricostruzione dell’area servizi e di tutta l’impiantistica. I locali di ingresso saranno demoliti e ricostruiti completamente, mentre per quanto riguarda i servizi igienici, questi non cambieranno come posizione o dimensioni.

Inoltre sarà sistemato il parcheggio di via Caffarelli, che avrà più posti auto, e la ciclopedonale di viale Stradone (per questi interventi si attende ancora l’ok della Soprintendenza). «L’accordo urbanistico è quasi esclusivamente mirato a interventi di restauro e riqualifica dell’Arena – commenta Gianni Burbassi – a cui si aggiunge la riconfigurazione del parcheggio via Caffarelli, che passerà da 81 a 98 posti auto, più tutta l’area dell’ex Officina».

Il prima e dopo dell’Arena: photogalley

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Arena Borghesi Faenza: i commenti sul progetto

arena borghesi faenza

L’Arena Borghesi vivrà in questo modo non solo durante l’estate, ma tutto l’anno. Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale di Faenza per l’accordo raggiunto che ha visto il parere favorevole di diversi enti culturali della città. «Con questo progetto la città migliora in fruizione e vivibilità – commenta l’assessore all’Urbanistica, Domizio Piroddi – ed è molto positivo vedere tanti enti diversi uniti in un obiettivo comune».

«Abbiamo molto lavorato in questi mesi – prosegue Massimo Isola, assessore alla Cultura – per trasformare questa idea di riqualifica in un  progetto partecipato, capace di far sì che la cultura diventi strumento di sviluppo per tutta la città. La cultura vera non è mai qualcosa di statico, ma qualcosa che si rinnova costantemente nel tempo con nuovi codici». «In questo modo – commenta Gabriele Lega, presidente del cineclub Il Raggio verde – viene salvaguardo il cinema ma con una visione di futuro. Se non si fosse intervenuti sarebbe diventato un luogo completamente abbandonato». Positivi, per la sinergia che si viene a creare tra pubblico e privato, anche i pareri di Ruggero Sintoni di Accademia Perduta e Donato d’Antonio della scuola Sarti.

Samuele Marchi

 

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