Gli scatti della fotoreporter Annalisa Vandelli arrivano a Faenza

Le cantine di una delle case più antiche di Faenza si aprono ai racconti per immagini di Annalisa Vandelli. I settanta scatti che compongono la mostra arrivano a Casa Ragnoli (via Torricelli, 28) in questa sede insolita, grazie all’impegno dell’associazione Farsi Prossimo, di Caritas diocesana, al sostegno di Bper Banca e al patrocinio del Comune di Faenza, ma anche di tante altre associazioni del territorio. La mostra In un vortice di polvere compie così – con l’inaugurazione di mercoledì 24 aprile 2019 alle ore 18 – un’altra tappa del suo percorso iniziato a Roma, nella Galleria 28 in Piazza di Pietra e passato da altri luoghi prestigiosi, tra cui Rocca Paolina a Perugia, il Castello di Spezzano, Altidona. Le fotografie esposte sono il risultato del lavoro di selezione dei curatori Agliani e Lucas; la studiosa di comunicazione visiva e il fotoreporter di fama internazionale restituiscono al pubblico il distillato di dieci anni di lavoro per raccontare il Sud del mondo. La mostra sarà poi visitabile fino al 12 maggio.

In un vortice di polvere, la mostra inaugura il 24 aprile alle ore 18

Le fotografie sono accompagnate da testi, video, parole e musiche, che mescolano emozioni e conoscenze attraverso linguaggi diversi. In occasione della mostra è stato pubblicato un libro d’autore per i tipi di Incontri Editrice, ispirato alla nota agenda Moleskine, che ha accompagnato per questi anni la reporter. Il titolo invece è preso a prestito da una canzone di Fabrizio de André, Il suonatore Jones, canzone a chiusura dell’album ispirato all’Antologia di Spoon River. A dire che una situazione, per quanto ovvia, per quanto umile ha in sé eccezioni di bellezza, basta avere gli occhi pronti a coglierla; basta intravedere la luce fuori e dentro le cose, i fatti, le situazioni, le persone. Lo stesso tentativo intende imprimere in immagini questo corteo di racconti. Tutto è connesso e rimescolato nel mondo della globalizzazione e così le fotografie e i testi non solo richiamano racconti, ma parlano allo spettatore di attimi rivelatori, assoluti, condivisi, dove l’essere umano è rimesso al centro, seppure oppresso da un sistema economico e tecnocratico che tende a prostrarne l’umanità stessa.

Chi è Annalisa Vandelli

Scrittrice e fotoreporter free lance, ha raccontato diversi Paesi tra cui Etiopia, Nicaragua, Tunisia, Guatemala, Pakistan, Territori Palestinesi, Kenya, Saharawi, Egitto, Albania, El Salvador, Giordania, Libano, Mozambico, Eritrea, Congo. Suoi lavori sono apparsi su Il Corriere della Sera, Rai, La Repubblica, Avvenire, L’Espresso, Huffington Post, Famiglia Cristiana, Dire e altri. Ha scritto due spettacoli teatrali e pubblicato dodici libri (alcuni tradotti in inglese e spagnolo). Annalisa Vandelli ha ricevuto il riconoscimento internazionale Profilo Donna, il Premio Nazionale Mediterraneo, la menzione d’onore all’Albero Andronico e il premio Hombres.
Tiene il seminario di fotogiornalismo presso l’Università di Roma 3.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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