Di gelo e Di fuoco: il libro di Andrea Zauli sulla Via Francigena presentato in Manfrediana

E’ la notte del 17 dicembre 1899, manca una settimana all’inizio del Giubileo Secolare. Nel monastero viterbese di San Filippo al Marta, l’ottantenne abate Francesco, seduto al suo scrittoio colmo di libri, è immerso nella lettura. Quando sente suonare la campanella del portoncino d’ingresso un sorriso gli affiora alle labbra, prende un volume bruciacchiato e portandolo con sé va ad aprire. Dal buio, stremati dal viaggio lungo la Via Francigena, emergono quattro viandanti diretti a Roma. Il monaco benedettino, felice di vederli, li guida in biblioteca, facendo attenzione a non imbattersi nei confratelli che percorrono salmodiando i tetri corridoi dell’abbazia. Cosa nasconde l’anziano religioso che non si separa mai da quel malconcio libro le cui pagine sono tutte bianche? Da questo incipit si dirama l’intreccio del libro che sarà presentato venerdì 7 maggio 2019 alle ore 21 alla Biblioteca comunale Manfrediana il libro “Di gelo e Di fuoco”, romanzo storico sulla Via Francigena dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”, assumendo, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela, una dignità sovranazionale. Ne parleranno l’autore, Andrea Zauli, il giornalista e guida ambientale Sandro Bassi, con letture di Vittoria Berti e accompagnamento con musiche medievale e rinascimentale ad opera dalla Compagnia del Sole e dell’Acqua. L’incontro sarà anche l’occasione per approfondire il tema dei benefici fisici e relazionali del camminare. Previsto, al termine, un piccolo brindisi.

Il fascino della Via Francigena raccontato in un romanzo storico

La storia di “Di gelo e di fuoco” è iniziata una quindicina di anni fa, quando Guido Fiandra, venendo a conoscenza del viaggio di Sigerico e della Via Francigena, ne fu affascinato. Dopo averne approfondito la storia e visitato alcuni tratti, paesi e città, si fece una domanda: come mai il Cammino di Santiago di Compostela è ancora così popolare e percorso da moltitudini di persone, mentre la Via Francigena – la cui rilevanza religiosa e storica è altrettanto grande, – è molto meno conosciuta e frequentata? Ne parlò con Andrea Zauli, Fabrizio Fangareggi e Pierluigi Fabbri, suoi amici autori, proponendo loro di partire assieme per un viaggio: scrivere un romanzo che si dipanasse lungo un millennio e avesse come ambientazione la Francigena Strata, come veniva chiamata nel Medioevo. Il progetto prese corpo a partire da un’idea per la storia principale alla quale Fiandra aveva già cominciato a lavorare. Tutti e quattro assieme avrebbero sviluppato il racconto che doveva fare da cornice, mentre ognuno di loro avrebbe scritto autonomamente il racconto di viaggio di ciascun personaggio, differenziandolo per tono e stile da quello degli altri.

Chi è Andrea Zauli

Romagnolo, ha lavorato come product manager a Ravenna, copywriter a Milano e sceneggiatore a Roma, scrivendo per il cinema e la Tv. Tra i suoi lavori, il lungometraggio Carta Bianca, che nel 2013 vince il premio per la distribuzione al Rome Independent Film Festival, e il melò televisivo per Rai Uno Il Paese Delle Piccole Piogge. Insegna a lungo a Cinecittà e dagli anni Novanta, oltre alla penna, usa la matita, producendo un disegno al giorno, tutti i giorni. Vive tra Faenza e la Capitale.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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