A 92 anni scompare padre Albino Varotti, musicista e musicologo

In tanti si uniscono in queste ore per rendere omaggio a padre Albino, scomparso nella giornata del 18 gennaio 2018 a 92 anni. Il sindaco Daniele Meluzzi e l’amministrazione comunale di Castel Bolognese partecipano con dolore alla scomparsa di padre Albino Varotti ed esprimono un sincero cordoglio per la perdita di un grande personaggio, protagonista assoluto della scena culturale e musicale mondiale. Frate dell’Ordine dei Francescani minori conventuali, padre Albino Varotti era nato a Volano di Codigoro nel 1925 e dal 2007 era cittadino onorario di Castel Bolognese, dove risiedeva da diversi anni presso la casa protetta “Camerini”, accudito con affetto dal personale dell’Asp.

Giovanni Malpezzi: “Era un grande aggregatore di giovani”

Parole di cordoglio arrivano anche dal sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi: «Faentino sotto la Torre nel 2001, cittadino onorario di Castel Bolognese e legatissimo alla comunità faentina per la lunga esperienza sacerdotale nella Diocesi di Faenza-Modigliana, con padre Albino Varotti se ne va un pezzo di storia della musica della Romagna Faentina». «Padre Albino – prosegue il primo cittadino – era un sacerdote espertissimo di musica sacra, uno dei pochi al mondo a conoscere la chiave per tradurre e rendere eseguibili brani di musica gregoriana e medioevali, e un grande aggregatore di giovani.  Grazie al suo entusiasmo è riuscito ad avvicinare e ad appassionare intere generazioni di faentini al mondo della musica.  Di lui mi piace ricordare la passione e l’attenzione con cui dirigeva il coro a San Francesco in occasione delle celebrazioni dell’Immacolata.  Oggi ci ha lasciato un grande uomo che ha fatto tanto per la nostra comunità e per questo lo ricorderemo sempre con tanto affetto».

Padre Albino ha composto l’Inno di Castel Bolognese

Musicista e musicologo di valore internazionale, è stato titolare di illustri cattedre e incarichi in vari conservatori e cappelle musicali (Firenze, Assisi, Bologna, Faenza). Espertissimo di musica sacra, era uno dei pochi al mondo a conoscere la chiave per tradurre e rendere eseguibili brani di musica gregoriana e medioevale. Nel 2013 ha composto l’Inno di Castel Bolognese. «Un grande regalo alla città che lo aveva «”spitato” – commenta il sindaco di Castel Bolognese Daniele Meluzzi – che ci aveva emozionato allora e che ci commuove ancor più oggi, nel giorno della sua scomparsa». Tra i giovani formati da padre Albino Varotti figura anche il maestro Piero Monti.

Il ricordo di Giordano Sangiorgi (Mei)

«La scomparsa di Padre Albino Varotti, musicista e musicologo di valore internazionale, è una grave perdita per la cultura musicale faentina e del territorio, e non solo – afferma Giordano Sangiorgi, patron del Mei – Fondatore, insieme al mitico “Prete Rock” indimenticato don Italo Cavagnini, del Pavone d’Oro e insegnante di tantissimi giovani studenti diventati musicisti delle principali rock band a partire dagli anni Settanta come Le Meteore e tanti altri complessi che avevano la loro sede nella parrocchia del Duomo, ha anche seguito tutta la crescita e lo sviluppo di Faenza Rock negli anni Ottanta e Novanta essendo premiato sul palco e facendone parte piu’ volte come giurato e fornendo le sue utili indicazioni ainche a tanti altri giovani musicisti di quell’epoca.

«Resta vivo il ricordo di quando la parrocchia di San Francesco ha avuto per anni un continuo via vai di studenti che imparavano, con lui sempre seduto al pianoforte e attorniato da mille spartiti – continua Sangiorgi – insieme alla sua direzione paterna e paziente, a suonare qualsiasi strumento: dal pianoforte al flauto, dalla chitarra al basso per poi aggregarsi ai principali complessi e alle principali band faentine».

Intere generazioni di faentini appassionati di musica diventati musicisti hanno mosso i suoi primi passi grazie a lui e se Faenza eccelle nella musica da tanti anni , grazie prima al Pavone d’Oro e gruppi come  Rodolfo Santandrea e poi dopo con Faenza Rock e band come i Kriminal Tango e  oggi grazie al MEI e a musicisti come Fabrizio Foschini, pianista degli Stadio, e a una cantante come Sara Calamelli , recente vincitrice dello Zecchino d’Oro, lo si deve a chi come padre Albino Varotti ha piantato per primo a Faenza in modo forte e indelebile le radici della passione musicale nel territorio: una straordinaria figura, quella di padre Albino Varotti, un grande personaggio, protagonista assoluto della scena culturale e musicale mondiale che perde così un suo importante protagonista.

La vita di padre Albino Varotti

Nato nel 1925, nel 1938 entra nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali presso il collegio serafico di Longiano (Forlì), dove inizia l’attività musicale. Dopo una permanenza nella Basilica di Sant’Antonio di Padova, nel 1943 è nella Basilica di San Francesco a Faenza, dove studia diplomandosi presso il Liceo Classico “Evangelista Torricelli” e diviene organista del Tempio Monumentale di San Francesco a Faenza.

A Bologna intraprende gli studi musicali di composizione e direzione d’orchestra con Lino Liviabella, compositore e pianista, che prosegue con O. Faccenda e R. Lupi; si diploma in musica corale a Bologna ed in strumentazione per banda a Pesaro. Inoltre, è stato allievo di B. Somma e G. Farina per la composizione polifonica. Ha insegnato sia in vari Istituti statali e dell’Ordine francescano, sia presso il Conservatorio statale “Luigi Cherubini” di Firenze ricoprendo la cattedra di armonia e contrappunto.

Nel 1949 l’ordinazione sacerdotale

Compiuti gli studi teologici, presso il Seminario Vescovile faentino, nel 1949 viene consacrato sacerdote da mons. Giuseppe Battaglia, vescovo di Faenza (1944 – 1976). Nel 1950 è istruttuore del coro e dal 1954 è segretario della Commissione Generalizia di Musica Francescana, designato dal padre Domenico Stella, direttore della Cappella Musicale Patriarcale di San Francesco in Assisi, come suo successore, e averne ricoperto l’incarico, ha in seguito curato la direzione della Cappella Musicale di San Rufino in Assisi, in collaborazione con il canonico don Giuseppe Biselli, attuale direttore. Nel 1966 – 1967 è stato maestro di cappella della Basilica di San Francesco in Assisi. Ha riordinato gli archivi musicali francescani di Assisi e di Bologna.

Ha lavorato Faenza presso il Convento annesso alla Basilica di San Francesco, dove è stato direttore della Cappella Musicale. Sempre nella parrocchia di S.Francesco è stato attivo nell’Agesci di cui è stato uno ‘storico’ Baloo, e da tanti faentini è ricordato anche in questa veste. Nel 2007 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Castel Bolognese.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.