Mai così tanti turisti a Faenza: in 3 anni presenze +25,2%

Una città nella città: è quella dei 60mila turisti che nel corso del 2018 hanno trascorso almeno una giornata in visita a Faenza ammirando le bellezze offerte da piazza del Popolo e Palazzo Milzetti. E molti di loro non si limitano al turismo ‘mordi e fuggi’, ma decidono di fermarsi più notti dedicando più giornate alla scoperta del territorio. I dati dell’Ufficio Statistica regionale che chiudono il 2018 confermano i numeri record emersi negli scorsi mesi, con gli arrivi a Faenza che crescono a 60.338 (+5,1%) e soprattutto con le presenze che aumentano dell’8,7% arrivando a 153.391.

Nel 2018 numeri da record per il turismo faentino: 153mila presenze

In queste percentuali incidono sempre di più i turisti stranieri (pernottamenti +9,8%) che restando più giorni, tra un pranzo al ristorante o una sosta al bar, hanno un impatto economico molto rilevante. Tutto merito di Argillà? Sicuramente la mostra mercato della ceramica ha dato un contribuito significativo a raggiungere questi numeri; ma è allargando lo sguardo agli ultimi tre anni che emerge un quadro ancora più significativo: dal 2016 al 2018 i pernottamenti sono cresciuti del 25,2%, testimoniando un trend costante e strutturale che vede Faenza come ‘sorpresa’ del territorio romagnolo.

Erik Lanzoni: “I turisti cercano nel nostro territorio l’autenticità”

Una visita ai tesori del Mic, un piatto di cappelletti e una posizione strategica che mette a disposizione, a pochi chilometri, sia il mare sia la collina: sono questi gli ingredienti che fanno di Faenza la meta adatta per le proprie vacanza, scelta in particolare dai turisti stranieri. «È la ricerca di esperienze autentiche quello che il turista cerca nel nostro territorio – commenta Erik Lanzoni, direttore di IF – e Faenza, ma in generale tutta la Romagna, deve puntare su questo, facendo emergere le proprie specificità». La permanenza media di un turista a Faenza è di 2,7 notti, e può salire fino a 4 notti per gli agriturismi e le strutture extra alberghiere, senza poi contare la crescita di fenomeni come Airbnb ancora poco rendicontati.

Il turismo in Unione cresce, male Ravenna (-1,3%)

Positivi in generale tutti i dati dell’Unione della Romagna faentina, con l’eccezione di Brisighella (presenze -4,4%) «dove non sono di per sé diminuiti i turisti – precisa Lanzoni – ma avendo chiuso diverse strutture ricettive del territorio, sono venuti meno i pernottamenti».Allargando lo sguardo su tutto il territorio nazionale «sono in particolare le città d’arte e dell’entroterra a crescere in questi anni – spiega Lanzoni – mentre risentono di più altre mete, come quelle balneari». La stessa Ravenna presenta infatti quest’anno un dato negativo (arrivi -1,4%; presenze -1,3%), a testimonianza di come la formula ‘sole, ombrellone e divertimento’ non basti più per convincere il turista.

Turismo Faenza: il bilancio dei 12 mesi dell’anno, cresce la primavera

Se era prevedibile che la stagione estiva, anche per il fattore Argillà, fosse la più frequentata, sono da segnalare comunque la crescita di turisti lungo quasi tutti i dodici mesi dell’anno. Per quanto riguarda le presenze, i mesi ‘top’ per Faenza sono stati settembre (15.581), luglio (15.033) e agosto (14.688). Dicembre (9.372) e febbraio (9.642) invece i mesi più deboli; anche se rispetto l’anno precedente sono cresciuti maggiormente marzo (16,6%), aprile (+16,3%) e ottobre (+16,1%). «L’obiettivo per i prossimi anni – commenta l’assessore alla Cultura, Massimo Isola – è trovare delle formule per incrementare il turismo anche nei mesi più deboli, in particolare durante il periodo natalizio».

Turisti stranieri: al top Regno Unito, crescono turisti Usa e Paesi Scandinavi

Nord Europeo o americano, con buona capacità di spesa, e attento a ricercare una vacanza in grado di offrirgli esperienze autentiche: è questa la tipologia di turista su cui IF punterà nei prossimi anni. «Bisogna uscire dalle logiche del passato – spiega Lanzoni – il turista tedesco non si accontenta più, per esempio, di stare due settimane in Riviera fermo nello stesso posto». Tra i mercati più seguiti, ci sono Regno Unito, Scandinavia e Usa. La scelta trova riscontro anche nei dati emersi nell’ultimo anno.
A vincere la medaglia d’oro di questa classifica, sono i turisti inglesi, che con 3.938 presenze (+20%) rappresentano il mercato più rappresentativo. I francesi battono i tedeschi, almeno per quanto riguarda i numeri di presenze a Faenza; i cugini d’oltralpe, con 3.797 presenze (+21,6%), superano di poco i tedeschi, fermi a 3.739 (-3,2%). Significative crescite anche per quanto riguarda Olanda, Norvegia, Svezia e Finlandia. Allargando lo sguardo ai Paesi extra Ue, cresce il numero dei turisti Usa (+13,2%) che spesso scelgono Faenza e la Romagna come meta di un secondo o terzo viaggio in Italia. Positivi anche i dati del Brasile (+6,3%) e del Giappone (+121%, ma qui ha inciso notevolmente il fattore Argillà). In calo invece i turisti russi (-9,2%) e cinesi (-12%).

Massimo Isola: “Una crescita che non è frutto del caso”

«Ormai i dati di crescita del turismo sono diventati strutturali – conclude Isola – Le strutture private si sono consolidate, aumentando il numero di posti letto e la loro qualità, condizione necessaria per emergere in questo mercato e intercettare in particolare i turisti stranieri, che hanno esigenza di alti standard. Per continuare a crescere bisogna però che Faenza continui a essere nelle reti turistiche costruite in questi anni, mettendo in sinergia pubblico e privato».

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