Emilia-Romagna: a soffrire di più è il turismo, Unioncamere stima flessione del 40% nel 2020

Come si presenta lo scenario economico travolto dal Coronavirus? Secondo le previsioni elaborate dal Centro studi Unioncamere Emilia-Romagna nel 2020 sarà del 10% la flessione del fatturato delle imprese della regione. È una stima che non tiene conto delle misure a sostegno dell’economia predisposte a livello regionale, nazionale ed europeo, va dunque interpretata come l’effetto del Covid-19 sull’economia in assenza di interventi correttivi. Diverso l’impatto sulle varie attività economiche: in forte flessione, superiore al 40%, i comparti maggiormente legati all’industria turistica, cali compresi tra il 10 e il 20% per alcune attività connesse alla cura delle persone e del commercio. Manifatturiero e Costruzioni presentano diminuzioni nell’ordine del 10-15%, tengono e in alcuni casi crescono i settori appartenenti alla filiera sanitaria – anche nella sua componente manifatturiera – e dell’agroalimentare.

I dati elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, ma ci saranno costanti aggiornamenti

In termini assoluti le imprese emiliano-romagnole registreranno un calo del fatturato di oltre 37 miliardi. Il 35 % delle aziende dell’Emilia-Romagna nel 2020 dovrà fare ricorso a liquidità aggiuntiva per sostenere i costi, il fabbisogno di liquidità occorrente a queste imprese ammonterà a quasi 5 miliardi, il 6% del fatturato. Nel settore dell’alloggio e della ristorazione la quasi totalità delle imprese necessiterà di liquidità aggiuntiva. Secondo Alberto Zambianchi, presidente di Unioncamere Emilia-Romagna: «Ci troviamo di fronte a una situazione mai vista prima, che anche i più aggiornati scenari previsionali faticano a valutare. I dati selezionati sono un “fermo immagine” fondamentale per una prima interpretazione, ma dobbiamo essere consapevoli che saranno necessarie riletture e revisioni costanti e in tempi più rapidi del consueto, a fronte di uno scenario grave e in continuo mutamento».

Zambianchi: “Il turismo uno dei grandi settori dell’economia regionale, va sostenuto”

«Purtroppo, gli effetti negativi della recessione – sottolinea Zambianchi – saranno direttamente correlati alla durata reale dell’emergenza sanitaria. Occorre attivare le “misure di convivenza” migliori possibili, in quanto tale situazione non sarà risolvibile in tempi brevi. La crisi colpisce tutte le tipologie di imprese, ma è più profonda per le piccole, per i territori a vocazione turistica e con una più forte presenza di aziende artigiane ed “export-oriented”.

Il comparto che pagherà il prezzo più alto è il turismo, che nel 2019 in Emilia-Romagna valeva circa il 12,5% del valore aggiunto complessivo regionale. «Per effetto delle misure di contenimento del coronavirus, il turismo merita risorse importanti e dedicate. Questa grave situazione può essere peraltro l’occasione per un vero salto di qualità, affinché il turismo sia inserito a pieno titolo tra i grandi settori dell’economia. E’ una vera industria che dovrebbe giovarsi, a livello nazionale, di un vero e proprio piano straordinario come è stato fatto proprio per l’industria qualche anno fa. Concordo con il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che andrebbe avviato un progetto Industria Turismo 4.0».

Oltre 25 mln di euro dalle Camere di Commercio

Questa crisi, nell’immediato, intacca la liquidità, i livelli occupazionali e finisce per approfondire gli effetti del “digital divide”. «Ben consapevoli della situazione e del proprio ruolo – afferma il presidente Zambianchi – le Camere dell’Emilia-Romagna a oggi hanno promosso iniziative a sostegno della ripartenza delle imprese per oltre 25 milioni, quasi tutti erogati a fondo perduto». Di questi quasi 7 milioni per dare liquidità immediata alle micro, piccole e medie imprese, abbattendo i costi di accesso al credito, in un intervento congiunto con la Regione; circa 7 milioni per voucher e contributi alle Mpmi a sostegno della digitalizzazione, per far ripartire l’export, per la promozione e il riavvio del turismo. Inoltre, contributi a fondo perduto per la ripartenza in sicurezza nelle imprese, garantendo la sanificazione e la sicurezza dei luoghi di lavoro e contributi per aumentare le garanzie delle imprese per l’ottenimento di credito

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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