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Dietrofront: i resti della Torre civica di Castel Bolognese tornano sottoterra

L’incerto futuro di cinque secoli di storia sembra essere ormai “meno incerto”. I reperti archeologici della Torre Civica e del ponte levatoio, riportati alla luce la scorsa estate in piazza Bernardi a Castel Bolognese, saranno definitivamente sepolti e non torneranno più alla luce. Il 2 marzo 2017 l’amministrazione comunale in una riunione convocata con urgenza, ha informato che i lavori per la valorizzazione dei resti della torre (dei periscopi che avrebbero consentito la visione delle fondamenta della torre, ndr) venivano accantonati per i costi elevati (40mila euro), e la decisione della Sovrintendenza di concedere tre anni di prova alla soluzione dei coni, con la possibilità di poter procedere a richiudere il tutto. «La decisione – precisa il Pd di Castel Bolognese – non esclude che in futuro ci possano essere soluzioni tecnologiche che consentano di dare visibilità alle fondamenta ma per ora riteniamo che, considerato tutto, sia più responsabile utilizzare diversamente il denaro».

Cambiamo Insieme sui “ruderi” della Torre civica: “Buttati via oltre 6mila euro”

Dopo mesi di discussione e di ipotesi sulle diverse possibilità per valorizzare gli scavi che hanno riportato alla luce le fondamenta del simbolo della città, le opposizioni commentano con amarezza la decisione dell’amministrazione di Castel Bolognese. «L’8 agosto 2016 l’amministrazione comunale – scrive la lista civica Cambiamo Insieme – ha incaricato lo studio Lelli di progettare il recupero della Torre per un importo di 6.344 euro. I tecnici incaricati del progetto presentano un preventivo, nel 2016, di 20mila euro, che vengono messi a bilancio. Sempre nel 2016 la Sovrintendenza autorizza la soluzione dei coni». Dopo sette mesi il nulla di fatto, anche perché il preventivo nel frattempo è raddoppiato a 40mila euro. «Sono mancati controllo e la volontà di andare avanti – ribadisce la lista civica Cambiamo Insieme – sono stati gettati letteralmente via 6.344 euro per un progetto “inutile”».

Andrea Soglia: “Ci piace fregiarci di città d’arte, ma poi agiamo diversamente”

Delusione evidenziata anche da Andrea Soglia, gestore della pagina Facebook Storia di Castel Bolognese: «Avrebbe arricchito (la valorizzazione degli scavi, ndr) una piazza che, siamo facili profeti, finirà per scontentare tutti quelli che erano contrarissimi all’operazione torre, soprattutto i “festaioli”. Come ci siamo dimenticati in fretta di avere il titolo di città d’arte! Si disse che avrebbe portato finanziamenti per valorizzare il nostro patrimonio. Addirittura in Francia – prosegue Andrea Soglia – come leggiamo in un sito, le città d’arte hanno “alla base l’obiettivo di assicurare la trasmissione alle generazioni future delle testimonianze storico-artistiche della città, con un metodo di responsabilisation collective”. Sembra tanto che ci vogliamo fregiare di titoli, senza agire di conseguenza per continuare a meritarceli, investendoci sopra, o magari cercando con passione e impegno le risorse extracomunali necessarie che sarebbero destinate solo al patrimonio storico-culturale, e che quindi non porterebbero via risorse a nessuna altra voce del bilancio comunale».

Prima Castello: “Si chiuda il prima possibile il cantiere”

Al coro di voci contrarie alla decisione di seppellire i ruderi della torre civica si unisce anche la lista Prima Castello. «Già in principio eravamo contrari al rifacimento di Piazza Bernardi, gli ultimi sviluppi che hanno portato all’abbandono del progetto di periscopi per la visione delle fondamenta della torre, ci hanno fatto vedere che pessima figura abbia fatto l’amministrazione e il Pd in tutta questa vicenda – così esordisce la lista civica Prima Castello, per bocca dei suoi referenti Jacopo Berti, Marco Cavina e Michael Quercia. – Prima la copertura delle fondamenta della Torre, poi l’annuncio dell’installazione di periscopi per visionare i resti, poi il dietrofront. Questa Giunta non sa che pesci pigliare, non hanno una linea chiara da seguire. Castello non si merita questo. Chiediamo solo una cosa a questa Giunta – conclude il comunicato – basta promesse o progetti, cerchiamo di chiudere il cantiere il prima possibile senza ulteriori ritardi e ridiamo vita al centro storico. Questo chiedono i castellani e questo chiedono le attività del centro».

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