A Faenza arriva Donacibo: le scuole diventano punti raccolta alimentare

Alunni delle scuole medie che portano in classe non solo libri e compiti, ma anche olio e scatolette di tonno da donare ai più bisognosi. Dal 20 al 25 marzo 2017 si svolgerà per la prima volta in alcune scuole medie di Faenza, Brisighella e Reda la settimana del Donacibo organizzata dall’associazione onlus Banco di Solidarietà di Faenza con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e il sostegno della Federazione Nazionale Banchi di Solidarietà. Il Donacibo si propone come ideale prosecuzione della Colletta Alimentare, un’iniziativa che nella nostra città coinvolge oltre 250 volontari e che trova risposta nella solidarietà di buona parte della cittadinanza. All’iniziativa della settimana Donacibo sono coinvolti gli studenti degli istituti Lanzoni, Marri-S.Umiltà, Carchidio, Europa, Reda e Brisighella.

Donacibo coinvolgerà oltre 1.000 studenti

All’invito di sperimentare insieme che donare sé, cioè amare gratuitamente, è ciò che dà gioia, hanno aderito le scuole del territorio, coinvolgendo oltre mille studenti. Attraverso un gesto semplice come il portare dei generi alimentari non deperibili, frutto di qualche loro rinuncia, al punto di raccolta nella loro scuola, gli studenti diventeranno protagonisti di questa verifica. Gli alimenti consigliati sono biscotti, crackers, tonno, pelati, legumi, olio, farina, zucchero. Il cibo donato verrà poi distribuito alle famiglie e associazioni assistite dal Banco di Solidarietà di Faenza.

La settimana Donacibo si svolgerà dal 20 al 25 marzo 2017

Che cosa si deve fare per partecipare? Basta poco, si chiede di donare del cibo non deperibile alle persone che sono in difficoltà, portandolo a scuola durante la settimana del Donacibo. I volontari dell’onlus Banco di Solidarietà di Faenza, penseranno a consegnarli alle persone che ne hanno bisogno e ad alcune associazioni assistenziali di Faenza. «Basta davvero poco per tendere una mano a chi si trova in un momento di difficoltà – scrivono gli organizzatori dell’iniziativa – e purtroppo, anche nella nostra zona le persone in difficoltà sono tante».

Rispondi