Thinking day 2018: gli scout viaggiano “in direzione ostinata e contraria”

Tratto da “Il Piccolo” – venerdì 2 marzo 2018

“Coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie, la maggioranza sta
come una malattia, come una sfortuna, come un’anestesia, come un’abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria”

Riprendendo e affrontando insieme uno dei testi più emblematici e riassuntivi del pensiero di Fabrizio de André, scolte e rovers (ragazze e ragazzi scout dai 16 ai 19 anni) della diocesi Faenza-Modigliana hanno deciso di riflettere sul tema mondiale del Thinking day 2018: “Impact”, inteso come l’impatto che il nostro impegno civico e le nostre azioni possono avere nel mondo.

Una ‘direzione ostinata e contraria’ quella verso la pace e la sua costruzione, che passa dalla nostra quotidianità e dalle nostre abitudini dei singoli. Thinking day è spesso tradotto come “Giornata del pensiero”, ma una trasposizione più puntuale sarebbe “Giornata per pensare”, ovvero un’occasione per riflettere e approfondire, per farsi un’opinione, per crescere e maturare. A partire da questi spunti è nata la scelta dei capi di declinare la parola impatto sulla scelta politica che viene chiesto di compiere ai nostri rovers e scolte, e che spesso si distingue da quello della maggioranza, e che proprio per questo è complicato intraprendere e mantenere. La pace è un valore universale, che chiunque, se interrogato, ha a cuore. Ma la verità è che spesso questo resta un concetto troppo astratto, che difficilmente recita un ruolo da protagonista nella vita di tutti i giorni.

Rovers e scolte hanno ascoltato 4 testimonianze di impegno politico e civile

Partendo da questi presupposti durante la giornata di sabato abbiamo chiesto ai ragazzi di vivere un’esperienza di ascolto, tramite quattro testimonianze molto diverse per contenuti e modalità, ma accomunate da un impegno politico e civile. Le testimonianze sono state condotte da:
• Davide Agresti (operatore nella Caritas, Faenza), impegnato nell’accoglienza degli immigrati e nella gestione dei processi burocratici che accompagnano la vita di queste persone nel nostro territorio.
• Claudio Spadazzi (volontario dell’associazione Vip, Viviamo in positivo, Forlì), clown di corsia che porta un sorriso e un po’ di svago nelle corsie degli ospedali.
• Letizia Minardi (coordinatrice del progetto Palazzo Borghesi Living Lab, Faenza), si occupa di inserimento lavorativo e di integrazione sociale di persone con disabilità promuovendo percorsi di formazione e avviamento al lavoro in azienda.
• Stefano Maretti (consigliere comunale con lista civica “La tua Faenza”, aderente all’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII), che ha scelto l’impegno politico attivo per cercare di portare all’attenzione dell’amministrazione locale temi spesso poco o per niente considerati.

Nella serata, un laboratorio sulle canzoni di Fabrizio de André

La serata, vissuta tramite lo strumento della veglia rover, ha visto i ragazzi mettersi in gioco direttamente per condividere e raccontarsi vicendevolmente ciò che hanno ascoltato, le emozioni provate e i pensieri generati. A cementare questa esperienza è stato un laboratorio tematico impostato su otto canzoni di Fabrizio de André. Tramite la spiegazione dei testi, l’ascolto delle canzoni e l’elaborazione di un gesto inerente, ogni gruppo di ragazzi e ragazze ha potuto districarsi tra le provocazioni che il racconto degli ultimi del cantautore genovese porta con sé.

Un racconto che parte dai sobborghi della Città Vecchia e di Via del Campo, risale le correnti del Fiume Sand Creek che ancora oggi vengono bagnate dal sangue delle ingiustizie subite dalle minoranze, per poi spostarsi in collina andando a trovare chi vi riposa dopo una vita sfortunata (un Giudice, un Chimico e un Malato di Cuore) e giunge infine sul punto più alto dove si ode il Testamento di Tito, canto di redenzione del ladrone che, inchiodato mani e piedi alla croce a fianco di Gesù, trova l’amore attraverso la sofferenza quest’ultimo, affondando la voce in una Smisurata Preghiera.

Thinking day 2018: domenica hanno partecipato 500 scout della diocesi di Faenza-Modigliana

Nella giornata di domenica 25 febbraio, svoltasi al centro fieristico di Faenza e che ha accolto circa 500 tra ragazzi e capi, c’è stato spazio per il gioco, parte essenziale del metodo scout. Divisi in squadre miste composte da bambini e ragazzi di differenti età, hanno esplorato tre basi nelle quali si affrontavano sfide sulle tematiche di accoglienza e relazioni, del rispetto della natura e del senso civico. L’epilogo del Thinking Day è stato affidato al momento comunitario per eccellenza, la celebrazione dell’Eucarestia, durante la quale il vescovo Mario Toso ha contribuito ad aggiungere valore al messaggio dell’evento, proponendo nell’omelia parole ispirate dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco.

Gabriele Bandini

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