Striscione di Forza Nuova contro Gene Gnocchi

Uno striscione con la scritta “Vigliacco”, affisso dai militanti di Forza Nuova Faenza, è stato esposto la scorsa notte – fuori dall’abitazione di Gene Gnocchi, che da qualche anno risiede a Faenza, in protesta contro la satira utilizzata all’interno del programma televisivo di La7 ‘Di martedì’. A scatenare la reazione dei militanti, una battuta del comico sulla figura di Claretta Petacci, amante di Mussolini. Durante la trasmissione, Gnocchi ha fatto una battuta riguardante la fotografia di un maiale che rovista fra i rifiuti di Roma, foto spesso citata da Giorgia Meloni. A commento della foto, Gene Gnocchi ha detto: “Deve essere il suo maiale che le è scappato. Diamole una mano a trovare il maiale. È un maiale femmina. Si chiama Claretta Petacci. Ha un anno e mezzo, è molto vispa, potrebbe essere candidata in un collegio del nord”.

Le precisazioni di Gene Gnocchi

La mattina successiva, Gene Gnocchi ha voluto chiarire che il focus della battuta non era Claretta Petacci, ma la stessa Meloni, che avrebbe dato al suo animale quel nome per rimarcare una sua appartenenza politica. «Lontanissima da me l’idea di dileggiare Claretta Petacci – ha precisato Gnocchi su Radio Capital – E se qualche sensibilità è stata toccata, mi dispiace profondamente. Ma io rivendico il diritto di fare satira. Mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato. Non mi sento in colpa. La Meloni che è una donna intelligente non ha neanche reagito».

La posizione di Forza Nuova

Oltre allo striscione affisso nella notte, sulla pagina facebook di Forza Nuova Faenza è apparso un comunicato del movimento che recita: «Un omuncolo patetico, un insipido comico che, per rimanere aggrappato all’onda dello spettacolo, si ritrova ad offendere anche i morti. Un vigliacco che dimostra tutta la sua viltà e pochezza paragonando la scrofa di Roma a Claretta Petacci, un prodotto sottovuoto addestrato alla comicità più becera dal solito antifascismo stantio che, come in tante altre occasioni, sputa sull’onore di un defunto impossibilitato dunque e difendersi. Ma come, non è forse sessismo paragonare una donna ad una scrofa? – continua la nota – Perché non sento starnazzare le femministe, a partire dalla Boldrini, in difesa di Claretta? Le paladine dell’uguaglianza e della libertà femminile non ne faranno mica una questione storico-politica sgretolando così la loro tanto acclamata coerenza, sempre che di questa ve ne sia prova!?». Il testo è stato commentato dagli utenti con diversi insulti rivolti a Gene Gnocchi.

Rispondi