Tra mascarpone e call to action: Lorenzo Pregliasco a Faenza spiega la comunicazione di Salvini

Comprendere lo spirito del tempo, lanciare costanti appelli alla propria comunità, indicare chiaramente dei nemici: sono questi, secondo Lorenzo Pregliasco, esperto di comunicazione politica e fondatore di YouTrend, alcuni dei pilastri della strategia mediatica di Matteo Salvini, il leader della Lega che ha portato il partito del Carroccio dal 3% di pochi anni fa, fino al 33% degli ultimi sondaggi. Nel corso dell’evento organizzato dal circolo Arci Prometeo di Faenza, lunedì 18 marzo, Pregliasco ha approfondito con Andrea Piazza, collaboratore di YouTrend, la comunicazione politica del ministro dell’Interno, descritta nel proprio libro: “Fenomeno Salvini. Chi è, come comunica, perché lo votano”. All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali Andrea Liverani (Lega) e Manuela Rontini (Pd), a testimonianza di un incontro che è andato al di là delle ideologie per cercare di comprendere, da una parte e dall’altra, la comunicazione politica attuale.

Lorenzo Pregliasco al circolo Prometeo per comprendere la comunicazione del leader della Lega

Dalla Lega Nord alla Lega nazionale: un mutamento che non riguarda solo nomi ed etichette, ma che è alla base di una scommessa vinta grazie soprattutto a una comunicazione che ha saputo cogliere lo spirito del tempo. «Quello che sta succedendo in Italia con la Lega di Salvini è sì un fenomeno italiano, ma si inserisce in un contesto europeo – spiega Pregliasco – Si cerca di dare risposte alla crisi che ha colpito fortemente l’Europa, e in particolare il nostro Paese, dal 2008 al 2014. Salvini ha colto lo spirito del tempo e propone dunque risposte a questi fenomeni con grande abilità mediatica, all’inizio televisiva e poi social. Tre i temi principali di questa ‘campagna elettorale permanente’: sicurezza, immigrazione e pensioni». Pochi contenuti, dunque, ma ‘martellanti’, e amplificati in particolare modo attraverso i nuovi social network.

Lorenzo Pregliasco: “Pochi contenuti, ma martellanti. E tante call to action”

Mettere al centro il pubblico e trovare un nemico: tecniche in sé non particolarmente innovative, ma che vengono usate dallo staff di comunicazione di Salvini in maniera costante ed efficace, utilizzando abilmente le nuove forme di comunicazione – da Facebook a Twitter, e recentemente persino Instagram – che permettono la disintermediazione con il proprio pubblico. «C’è sempre un appello alla comunità nei post social di Salvini – afferma Pregliasco – quasi una sorta di ‘call to action’ per coinvolgere la propria comunità nel dibattito. Si tratta di affermazioni del tipo: ‘Cosa ne pensate?’, molto comuni nei suoi post. Inoltre vengono sempre polarizzati dei nemici. Vengono infatti individuati degli avversari, citati spesso in gruppo. Il caso tipico è quello dei ‘Gad Lerner, Saviano, Boldrini’. Salvini sa che quelle persone rappresentano qualcosa che la sua comunità detesta».

“Trt”: il presidio comunicativo in televisione, rete e territorio

Televisione, rete e territorio: sono questi altri tre pilasti della comunicazione di Salvini. «In televisione i toni del leader della Lega sono più pacati rispetto che in altri media – specifica Pregliasco – e si fa sempre un appello al buonsenso e alla normalità. Per quanto riguarda il territorio, anche qui si fa ricorso a immagini, come quello di folle che in realtà sono di poche centinaia di persone il più delle volte, ma che hanno un forte impatto visivo».

Facebook è il principale social media utilizzato da Salvini, ed è quello che raccoglie il pubblico più eterogeneo. «Non a caso, perché è lì che sta la gente» precisa Pregliasco. E Salvini posta con grande prolificità, si arriva fino a quasi venti contenti nuovi al giorno che spaziano da temi alti a comuni, come quelli relativi al cibo. Nel libro viene però inserito un aneddoto interessante: già nel 2010 Salvini postava contenuti di questo tipo – per es. in un post fece ‘un elogio del mascarpone’ – e dunque non si tratta di una comunicazione totalmente forzata: studiata sì, ma che è in linea con il personaggio Salvini. «Twitter invece ha una funzione diversa – specifica il fondatore di Youtrend – lo utilizza per fare quello che si chiama ‘troll’, provocare. Sa che in questo social è più presente il mondo antisalvini». Recentemente il premier della Lega è sbarcato anche su Instagram, il social dei giovani. «Al momento mi sembra di poter dire che non ci sia, in questo caso, ancora un uso specifico del mezzo». Al termine della serata non sono mancate considerazioni sull’opposizione, espresse nell’ormai immancabile ‘E il Pd?”. «Se il Pd ha perso consenso e vuole recuperarlo – risponde Pregliasco – deve, a mio parere, smetterla di dare la colpa a bot russi o a fantomatiche ingerenze estere. Se un partito riesce ad acquisire questo consenso è perché prima di tutto ha saputo cogliere lo spirito del tempo, ed è da lì che una vera opposizione dovrebbe partire, sfruttando le aspettative molto alte che la Lega sta suscitando».

Samuele Marchi

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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