Sport, a Faenza un incontro sulle novità in Regione: ecco il nuovo pdl

Gli emiliano-romagnoli sono sempre più propensi a fare sport: con 370mila atleti, 800mila iscritti ad enti di promozione sportiva e oltre un 1,3 milioni di persone che fanno passeggiate o vanno in bicicletta, oltre due terzi della popolazione fra Piacenza e Rimini fanno attività fisica. E solo a Faenza sono ben 150 le società sportive. A fronte di numeri così importanti, la Regione Emilia-Romagna si vuole dotare di una nuova legge regionale sullo sport, aumentando la platea dei beneficiari dei fondi regionali ed investendo su legalità e sicurezza. Il progetto di legge, presentato a marzo nella commissione competente dell’Assemblea Legislativa, nelle prossime settimane andrà in aula per l’approvazione. Ad esso è dedicato un incontro organizzato dal PD per martedì 16 maggio, alle ore 20.45 presso la sala Bigari del Comune di Faenza.

Sport: maggiore sostegno alle associazioni e specifiche professionalità

Regione Sport Emilia Romagna
Non solo fondi. La Regione lancia anche una campagna di comunicazione integrata, con “E-R Vince lo sport”, il logo ufficiale da inserire nel materiale di comunicazione dei progetti finanziati e delle iniziative patrocinate in ambito sportivo.

Al centro dell’incontro, a cui parteciperà il relatore Paolo Calvano e la consigliera regionale Manuela Rontini, ci saranno i contenuti della nuova legge regionale, che si dà l’obiettivo di sostenere l’associazionismo sportivo come perno della società emiliano-romagnola e veicolo di valori come lealtà, rispetto dell’altro e delle regole, inclusione e comunità. Per promuovere maggiormente l’avviamento alla pratica sportiva e contrastarne l’abbandono precoce, la Regione decide quindi di ampliare il numero di chi potrà avere accesso ai contributi regionali: non soltanto le associazioni iscritte all’apposito registro, ma anche le associazioni dilettantistiche iscritte al registro del CONI (Comitato olimpico nazionale italiano), del CIP (Comitato italiano paralimpico) e delle Federazioni sportive nazionali, o da esse riconosciute. Al tempo stesso, si indicano le due professionalità sotto la cui direzione si devono svolgere i corsi e le attività motorie: l’istruttore qualificato – titolare di un diploma di laurea dell’Istituto superiore di educazione fisica o di una laurea in Scienze motorie, che coordina le attività svolte nella struttura e verifica la loro corretta applicazione – e l’istruttore di specifica disciplina, in possesso della qualifica prevista dalla propria Federazione sportiva. Ma attenzione a non sgarrare: la proposta di legge prevede sanzioni da 1.000 a 10.000 euro per la mancata nomina di un operatore qualificato, così come la revoca dei contributi regionali e l’impossibilità di riceverne altri per 5 anni per le società condannate per aver indotto o consentito l’assunzione di sostanze dopanti.

Dalla Regione 20 milioni di euro in investimenti per impianti sportivi

Uno sport che però deve essere sicuro e accessibile per tutti. Per questo l’Emilia-Romagna intende stanziare 20 milioni di euro per l’impiantistica e gli spazi sportivi, con un’attenzione particolare verso i presidi di primo soccorso e alla rimozione delle barriere architettoniche, per consentire la fruibilità delle strutture anche alle persone con disabilità. Diventa quindi fondamentale il raccordo con gli enti locali, che saranno inclusi nelle attività della Regione attraverso la Conferenza dello Sport, dove siederanno il Presidente della Regione, 3 rappresentanti dei Comuni e 1 delle Unioni di Comuni, 1 rappresentante designato dal CONI regionale e 1 dal CIP regionale, 2 dagli enti di promozione sportiva. La Conferenza si occuperà di arricchire la programmazione regionale, monitorandone i risultati e facendo partecipare ad audizioni rappresentanti delle organizzazioni sportive, delle istituzioni scolastiche e delle associazioni professionali (la partecipazione ai lavori non comporta compensi o rimborsi di alcun titolo). E non poteva mancare l’Osservatorio regionale dello sport, che sarà istituito presso la Regione e raccoglierà informazioni e dati sull’efficacia delle misure finanziate, sul fabbisogno dei territori e sull’adeguatezza degli interventi pubblici. Anche questa attività di monitoraggio sarà svolta in collaborazione con i Comuni: per il Comune di Faenza all’incontro di presentazione della legge saranno presenti l’assessore Claudia Zivieri e il consigliere comunale Niccolò Bosi, capogruppo del Partito Democratico, che organizza l’iniziativa.

Welness Valley: quando lo spot diventa occasione di sviluppo

 Investire sullo sport non ha solo la finalità di sostenere stili di vita salutari, ma può diventare un’opportunità di crescita economica e di marketing territoriale. In Emilia-Romagna questo aspetto è ben noto, con 2.500 aziende e 9mila addetti nei settori bio, sport e salute, una realtà economica che ha visto numeri positivi nel 2016, quando le strutture che hanno promosso trattamenti legati al benessere hanno registrato un +7,3% di clienti e un +2,9% di pernottamenti. Ecco perché la proposta di legge prevede all’articolo 1 fra le proprie finalità lo sviluppo del benessere psico-fisico, ma anche la promozione del rapporto armonico e rispettoso con l’ambiente e la valorizzazione sociale ed economica dei territori. Non deve stupire dunque il successo dell’Home Sport tenutosi a Faenza nel settembre dell’anno scorso, evento dedicato al movimento, che tornerà dal 22 al 25 maggio nella cornice della Wellness Week Romagna 2017. Un’Emilia-Romagna che ha quindi deciso di continua a correre.

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