Per San Michele, la Scuola d’arte Ramenghi “si fa in 4” (anzi 8)

Otto spazi per raccontare i tanti linguaggi dell’arte. In occasione della festa di San Michele la Scuola comunale d’Arte di Bagnacavallo inaugura venerdì 21 settembre alle ore 20, nei locali di via Bedeschi 9 la 17^ triennale alla presenza del sindaco Eleonora Proni e dell’assessore Enrico Sama. «Sarà un’inaugurazione informale – scrivono gli organizzatori – una grande festa dell’arte e coinvolgerà tutte le 170 persone che nell’ultimo triennio hanno frequentato i corsi». La scuola è stata trasformata per l’occasione in una grande galleria espositiva con opere, installazioni, dimostrazioni di stampa con gli artisti del corso di incisione, il gruppo teatrale 05Quarto Atto che si esibirà interpretando biografie di artisti e opere particolarmente note, gli artisti Emidio Galassi ed Ennio Ballabene impegnati rispettivamente nella cottura di ceramica Raku e al tornio.

Il pubblico potrà visitare questa atipica e storica Scuola Comunale, fondata nel lontano 1895, frequentata da artisti e aspiranti artisti con una età compresa dai 5 agli 80 anni. Durante la serata sarà distribuito il flyer con il percorso espositivo delle altre sette sedi che potranno essere visitate nelle giornate della festa di San Michele.

Le proposte della Scuola d’arte Bartolomeo Ramenghi

La scuola comunale d’Arte Bartolomeo Ramenghi, con la collaborazione delle associazioni culturali Cercare la Luna e BiART Gallery, presenta la mostra triennale. Le mostre, a cura di Liliana Santandrea con la collaborazione di Margherita Tedaldi, Fosca Boggi e Andrea Tampieri, sono visitabili il 23 settembre ore 15-18; 27 e 28 settembre ore 20-23; 29 e 30 settembre ore 10-12 e 15-23.

Immagini dalla Ramenghi 123,45678

La Triennale si sviluppa in ben otto spazi espositivi, è questa una magica invasione dove i ragazzi e gli adulti che puntualmente ogni anno gremiscono i laboratori della Ramenghi, presentano le loro opere. Ogni ambientazione è contraddistinta da numeri, l’insieme dei quali dà il titolo all’evento e contemporaneamente riassume le peculiarità di questa atipica scuola d’arte.

Immagini 1. Una scuola officina dell’arte

La scuola apre le porte ai visitatori e si trasforma in un grande labirinto espositivo denso di immagini e installazioni sorprendenti. Scuola d’Arte, via Bedeschi 9

Immagini 2. Teodora, quel viaggio chiamato vita

Teodora, personaggio controverso, icona della cultura bizantina del nostro territorio, rivive nelle opere degli artisti che ne hanno scandagliato e interpretato il tortuoso percorso di vita, utilizzando come soggetti figure femminili attuali e il linguaggio dell’astrattismo. Queste interpretazioni propongono una riflessione sulle problematiche che l’essere umano deve affrontare; anche se passano i secoli e sono rivestite di abiti diversi, restano spesso simili. Palazzo Vecchio, Piazza Libertà

Immagini 3. Insieme

Tre artisti in mostra: Lupez, Valeria Sangiorgi, Vittoria Nardiello. Con il linguaggio della pittura e dell’incisione, presentano ai visitatori opere che esprimono il senso del divenire della esistenza, sia essa vita umana, oppure riguardi il mondo degli animali o la dimensione naturalistica. La mostra si avvale della collaborazione dell’associazione nazionale Famiglie caduti e dispersi in guerra. Sacrario dei Caduti, via Garibaldi

Immagini 45678. Arte in città

Nell’ambito del progetto “vetrine vestite d’arte” troviamo delle esposizioni provenienti dalle diverse sezioni della Scuola d’Arte per evidenziare il valore della tecnica intesa come momento di conoscenza e sperimentazione. Possiamo ammirare in questi vecchi ma affascinanti negozi, in cerca di nuova destinazione d’uso, opere nate nei laboratori di incisione, pittura, ceramica e tecniche miste. Le vetrine vestite d’arte sono in via Mazzini 2 e 76; via Matteotti 10; via Farini 3; via Garibaldi 45.

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