SAN GIORGIO IN CEPARANO: UN TESORO SALVATO

SAN GIORGIO IN CEPARANO: UN TESORO SALVATO

Al centro della campagna fra Faenza e Modigliana, San Giorgio in Ceparano costituiva fino a due anni fa un complesso dalla lunghissima storia, ma abbandonato. Le sue condizioni non permettevano né la possibilità di visite né di soggiorno. Con l’idea di rimetterlo a disposizione della comunità, una famiglia di faentini ha rilevato la canonica e la piccola chiesa di San Giorgio dalle parrocchie del Paradiso e di Marzeno, precedenti proprietari, e si è proseguito con un importante lavoro di recupero dell’immobile. Ora la casa offre 30 posti letto, una cucina attrezzata, diverse sale per incontri e un locale seminterrato. Inoltre anche la chiesa è stata perfettamente restaurata. Abbiamo rivolto qualche domanda ad Andrea Tampieri, l’attuale gestore, sul passato, il presente e il futuro di questo grazioso complesso architettonico alle porte di Faenza.

Che tipo di interventi sono stati portati avanti per recuperare la canonica e la chiesa di San Giorgio in Ceparano? Con quali finalità è stato ristrutturato l’immobile?

San Giorgio è stato acquistato e ristrutturato sottraendolo al suo degrado per creare un luogo di accoglienza per gruppi, con finalità educative e ricreative (es. scout, gruppi parrocchiali, famiglie…) sfruttandone le caratteristiche storiche, paesaggistiche, architettoniche.  Dato lo stato di abbandono in cui versava, si sono resi necessari importanti lavori di restauro di tipo rigorosamente conservativo, sia per nostro volere ma anche perché il bene è soggetto alla tutela della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. Dalla decisione di acquisto all’inaugurazione sono trascorsi circa 7 anni, di cui circa 4,5 relativi a pratiche con la Soprintendenza, 14 mesi di lavori (un tempo assai breve vista l’intervento del tutto significativo) e il resto per la progettazione e altre autorizzazioni. C’è voluta tanta pazienza e tanta passione.

Prima
San Giorgio in Ceparano prima del restauro (2011)

Qual è la storia del complesso? Quali luoghi significativi (naturali, storici) si trovano nelle vicinanze?

La storia di San Giorgio comincia attorno all’anno Mille, quando era presente una chiesa presso la fortificazione di San Giorgio in Ceparano, ed era dedicata a Santa Maria. Oggi del complesso rimangono i ruderi e la famosa torre, mentre la chiesa fu più volte distrutta durante i conflitti locali del XII e XIII secolo: il castello appartenne ai Conti Guidi di Modigliana, ai Manfredi e ai loro avversari ghibellini, gli Accarisi. Nel 1258 i Faentini distrussero nuovamente il castello e la pieve, ed ordinarono che fosse ricostruita in un sito diverso per sottrarla all’influenza dei signori di Ceparano. La nuova chiesa venne ricostruita nel luogo attuale ed allora dedicata a San Giorgio. Nei secoli successivi la chiesa continuò ad essere un punto di controllo del territorio e di raccolta delle decime, a capo di un vicariato che comprendeva diverse parrocchie della campagna fra Marzeno e Modigliana. Numerosi interventi di decorazione ed ampliamento del complesso sono avvenuti fra Settecento ed Ottocento, nel Novecento nei locali della canonica vi è stata sia un piccola scuola per i bambini del posto.

nuovo
San Giorgio in Ceparano dopo il restauro (2013)

Nelle vicinanze si trovano: la torre di Ceparano, parte dell’antico castello; il Rio Albonello, che forma nella roccia suggestive forre e piccoli canyon detti “gole del tè'”; grotte naturali sui versanti dei crinali. La roccia tipica di questi luoghi è lo “spungone”, ricca di conchiglie fossili, formatasi in mare nel Pliocene medio. Nelle vicinanze troviamo anche la località Balze (dove passava l’antico confine tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana, teatro dell’omonimo moto risorgimentale nel 1845) e il monte della Pietramora.

Avete avuto un buon riscontro nei primi due anni dalla fine dei lavori? Chi è stato ospitato a San Giorgio in Ceparano? Quali sono le vostre speranze per il futuro? 

Sì, abbiamo avuto un buon riscontro: abbiamo ospitato ritiri, uscite e campi di parrocchie e gruppi scout; campi di formazione capi scout Agesci; famiglie; ritiri di religiosi francescani; matrimoni e battesimi. Le nostre speranze sono che continui ad essere un luogo di pace, di contatto con la natura, di approfondimento spirituale e culturale.

Noi non possiamo che fare i complimenti ad Andrea e alla sua famiglia per l’ottimo servizio svolto a beneficio della comunità, e sperare che molti faentini – e non – abbiano la possibilità di visitare questo splendido luogo.

A cura di Andrea Piazza

Il campanile fu aggiunto nel Settecento: la molteplicità degli stili e la sovrapposizione dei periodi storici è una caratteristica del complesso di San Giorgio in Ceparano.
Il campanile fu aggiunto nel Settecento: la molteplicità degli stili e la sovrapposizione dei periodi storici è una caratteristica del complesso di San Giorgio in Ceparano.
Il refettorio, già Sala comunale risalente all’epoca napoleonica, periodo in cui la frazione costituiva comune di terza classe. In quegli anni il vano fu aggiunto alla canonica, e ne costituisce un’estensione, come testimoniato dal pavimento in cotto del Settecento e dal soffitto in legno.
Il refettorio, già Sala comunale risalente all’epoca napoleonica, periodo in cui la frazione costituiva comune di terza classe. In quegli anni il vano fu aggiunto alla canonica, e ne costituisce un’estensione, come testimoniato dal pavimento in cotto del Settecento e dal soffitto in legno.
chiesa
La chiesetta di San Giorgio in Ceparano, i cui decori e l’altare risalgono al Settecento, come si rileva dagli inventari dell’epoca. Caratteristico il soffitto a cassettoni, che è andato a chiudere la tradizionale volta a capriate, che ora rimane nel sottotetto.

3 pensieri riguardo “SAN GIORGIO IN CEPARANO: UN TESORO SALVATO

  • 11 ottobre 2015 in 22:04
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    Salve,siamo scout di modigliana. vorremmo il numero della casa di san giorgio in ceparano per fare una uscita. grazie!!!

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  • 12 novembre 2015 in 8:52
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    Mi fa particolarmente piacere scoprire che il complesso di San Giorgio in Cepparano è rinato, non solo per i ricordi scoutistici che ho del luogo da me numerose volte frequentato come scout e come capo, ma soprattutto perchè mia mamma nei primi anni sessanta del secolo scorso, appena rientrata a Faenza dalla Sardegna, ha insegnato nella piccola scuola (un aula sul lato verso la valle del Marzeno)per alcuni anni, gestendo, come spesso capitava allora, più classi (da due a quattro) contemporaneamente in un’unica aula. Un grazie davvero di cuore ad Andrea che conosco da tempo e di cui conosco ed apprezzo la serietà l’impegno con cui fa le cose ed i valori che lo hanno sempre guidato in tutte le sue attività. Maurizio

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