Ascom e Confesercenti: “No a nuovi centri commerciali a Castel Bolognese”

Un “no” senza se e senza ma a nuovi supermercati a Castel Bolognese e Faenza, oltre che all’ampliamento di quelli esistenti oltre il 20% della superficie consentita. Confesercenti e Confcommercio esprimono il loro disappunto in un comunicato congiunto: sotto accusa l’applicazione del Rue (Regolamento urbano edilizio) adottato dal 21 dicembre 2016 nei sei diversi Comuni dell’Unione della Romagna Faentina e in attesa di approvazione definitiva.

«Il Rue che si vuol adottare – spiegano le due associazioni di categoria – introdurrebbe varianti ad hoc per consentire l’insediamento di strutture commerciali medie e grandi in porzioni di territorio dove vi è una funzione residenziale misto consolidato, differenziandosi dal Regolamento di Faenza sia in ordine alla norma sia in ordine alla filosofia. Inoltre si vuole consentire l’ampliamento di supermercati oggi esistenti ben oltre il 20% della superficie consentita dagli strumenti urbanistici vigenti».

«Già da anni le nostre Associazioni – continua il comunicato – chiedono una moratoria degli insediamenti della media e grande distribuzione, ritenendo che ormai il territorio sia saturo dal punto di vista dell’offerta commerciale e che l’equilibrio fra la domanda e l’offerta sia da molti anni sbilanciato (la vicenda dell’Outlet “Le Perle” docet) e nonostante questo è stato ad esempio autorizzato l’ampliamento dell’ESP a Ravenna che produrrà ulteriori gravi effetti nella rete tradizionale». Il Piano del Rue è stato inoltre pubblicato sul sito istituzionale dell’Unione della Romagna Faentina.

Confcommercio: “In questo modo si desertificano i centri città”

In Provincia di Ravenna negli ultimi sette anni hanno chiuso 4.619 imprese nel settore del commercio con un saldo negativo di 1.542 imprese. E per rimanere nel caso specifico di Castel Bolognese negli ultimi cinque anni (2012/2016) hanno cessato la loro attività in Camera di Commercio 54 imprese nel commercio e 23 nel settore turistico/ricettivo. «Rimaniamo ancora una volta basiti – spiega Francesco Caugati, direttore Confcommercio Ascom Faenza – dalle volontà espresse da alcune amministrazioni comunali volte ancora una volta a consentire l’insediamento di ulteriori supermercati nei comuni dell’Unione della Romagna Faentina. Con gli insediamenti deliberati negli anni passati hanno decretato la chiusura di migliaia di aziende e il declino di intere cittadine, ed ancor oggi perpetuano in questa folle logica. Si distruggono centinaia di posti di lavoro, si desertificano i centri città, si riducono intere cittadine a dormitorio».

Confesercenti: “Gli effetti dei grandi centri commerciali sono sotto gli occhi di tutti”

«Se passa il concetto che le norme urbanistiche possono essere modificate ad hoc per favorire questo o quell’investimento – afferma Chiara Venturi, direttore Confesercenti Faenza – snaturando i principi secondo i quali il Rue è stato redatto e le destinazioni d’uso previste per le singole aree, possiamo tranquillamente dire addio al governo equilibrato del territorio. Gli effetti dei grandi insediamenti sono sotto gli occhi di tutti, basta passeggiare sotto i Portici a Castel Bolognese, come nelle vie principali di Riolo Terme o Solarolo che sia, e il territorio non ha assolutamente necessità di ulteriori medie e grandi superfici di vendita, tanto meno in virtù di varianti discutibili. Ci auspichiamo che chi amministra i territori utilizzi una logica lungimirante, imparziale e coscienziosa».

 

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