Punto nascita “a rischio”: Ausl Romagna replica al comitato e alle forze politiche

Nascite in calo, come da trend nazionale, ma nessun rischio di chiusura del punto nascita a Faenza. Arriva martedì 7 novembre 2017 la replica di Ausl Romagna agli articoli pubblicati nei giorni scorsi. A lanciare l’allarme era stato inizialmente il comitato “Giù le mani dalla pediatra” che evidenziava in un suo comunicato l’aumento delle gravidanze “a rischio” – con conseguente trasferimento delle partorienti negli ospedali di Ravenna o Forli – che potrebbero portare al non raggiungimento del numero minimo di nascite necessario per tenere aperto il reparto. Alla nota del comitato hanno replicato anche la Lega Nord, invitando il Pd a un incontro pubblico, mentre L’Altra Faenza si farà promotrice di una proposta rivolta a tutti i gruppi consiliari in difesa del punto nascita.

Giù le mani dalla pediatria: “Speriamo di sollevare la coscienza di chi prende le decisioni”

Tenendo conto delle dichiarazioni di rassicurazione del direttore Ausl Marcello Tonini e dell’assessore Venturi sulla possibile chiusura o depotenziamento del reparto di pediatria il comitato “Giu le mani dalla pediatria” muove accuse sulle cosiddette gravidanze “a rischio”. Fino all’anno scorso infatti solo i parti cesari già programmati dovevano essere eseguiti negli ospedali di Ravenna o Forli mentre da agosto, con l’inserimento di questa nuova categoria, sono diminuite ulteriormente le gravidanze nel reparto di Faenza. Il comitato, anche attraverso testimonianze dirette di alcune madri e di un’ostetrica, spiega come sia difficile per le madri il parto in un’ambiente a loro sconosciuto e spesso sovraffollato. Inoltre invita le autorità competenti a rispettare le dichiarazioni fatte in passato per garantire la funzionalità nel presente e nel futuro del reparto.

Le prese di posizione di Lega Nord e L’Altra Faenza

La riposta dei partiti politici faentini non si è fatta attendere. La Lega Nord in particolare attraverso il consigliere regionale Andrea Liverani parla della propria preoccupazione per la diminuzione delle nascite e per la conseguente possibile chiusura del reparto invitando il Pd a un «incontro pubblico aperto a tutti e dunque a tutte le forze politiche: il tema è troppo importante per non considerarlo una priorità comune a chiunque abbia a cuore il futuro delle nostre famiglie», mentre in comune a Faenza ci sarà l’interpellanza del capogruppo Padovani. Risponde anche L’Altra Faenza esprimendo la preoccupazione sui vaghi piani dell Ausl sui punti di nascità nella provincia di Ravenna. In particolare «L’Altra Faenza si farà promotrice di una proposta rivolta a tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, affiché i Consigli dei Comuni della Romagna faentina discutano e votino un OdG in difesa del Punto nascita».

Ausl Romagna replica: “Nessuna indicazione nel merito di una possibile chiusura”

«In merito agli articoli di stampa pubblicati relativi al punto nascita di Faenza – scrive Ausl Romagna nella sua nota – l’Azienda ribadisce che non vi è alcuna indicazione relativa al superamento del servizio sebbene sussista, come peraltro a livello nazionale, un andamento demografico caratterizzato da un costante, continuo e generalizzato calo delle nascite. Va altresì ben precisato – prosegue il comunicato – che sono operativi appositi protocolli relativi ai parti e alle varie categorie di rischio, in seguito ai quali vengono prese le determinazioni mirate a garantire che le nascite si svolgano nelle maggiori condizioni di sicurezza possibili, garantite in ciascun punto nascita dal pieno possesso di tutti i requisiti previsti dalle normative e dalle linee guida del settore».

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