Provincia di Ravenna: lo stipendio medio è 1.325 euro, 37esima in Italia

Leggermente sopra la media nazionale e al 37esimo posto tra le province italiane. Ammonta a 1.325 euro mensili lo stipendio medio di un lavoratore della provincia di Ravenna. A riportare questi dati sono i Consulenti del Lavoro che hanno presentato un report sulle retribuzioni del 2016 all’interno della seconda edizione del rapporto «Le dinamiche del lavoro nelle province italiane». Al top della classifica, e non era difficile immaginarlo, c’è Bolzano. La provincia altoatesina – che di contraltare conquista la palma di città più cara d’Italia – frutta ai lavoratori dipendenti una media di 1.476 euro al mese. Nella classifica degli stipendi più elevati seguono Varese (1.471 euro), Monza e Brianza (1.456 euro), Como (1.449 euro), Verbano Cusio Ossola (1.434 euro), per poi trovare alla sesta posizione Bologna, con 1.424 euro mensili. In sostanza, sono 10 gli euro che pongono uno stipendio ravennate al di sopra della media nazionale, che si attesta su 1.315 euro, una media che pone in evidenzia il netto divario tra il Nord e il Sud Italia.

Provincia di Ravenna: per il Rapporto migliora l’efficienza del mercato del lavoro

Bologna al top e Ravenna in crescita. Il Rapporto ha verificato anche lo stato del mercato del lavoro tra le provincie italiane. Ravenna cresce – secondo il Rapporto – per quanto riguarda efficenza e innovazione del mercato del lavoro, piazzandosi al 26esimo posto nazionale (+6 posizioni sul 2015). Il dato, spiega il Rapporto, è derivato da cinque indicatori che meglio rappresentano e spiegano la capacità del tessuto economico e sociale di produrre maggiore e migliore occupazione. Tra questi ci sono: tasso d’occupazione, il tasso dei not Neet, il rapporto di occupazione maschile e femminile, la minore presenza di precari. Nella tabella sottostante è possibile verificare i dati che pongono la provincia di Ravenna nella fascia medio-alta nazionale:

Fonte: elaborazione Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro su microdati ISTAT (Forze di lavoro).

A posizionare la provincia di Ravenna nella fascia medio-alta di questa classifica sono il 18esimo posto per occupazione, il 69esimo per disoccupazione, il 52esimo posto per la disoccupazione giovanile.

Al top della classifica d’innovazione del mercato del lavoro c’è invece la provincia di Bologna, che nel 2016 scalza Milano dal trono pur non primeggiando in nessuno degli indicatori.

Emilia-Romagna, 7 province su 9 nella “top 20” dei dai sull’occupazione

Non solo Bologna e Ravenna, ma è tutta l’Emilia-Romagna all’avanguardia per quanto riguarda il mercato del lavoro. Sette province su nove dell’Emilia-Romagna nella top 20 dei dati sull’occupazione, e a restare fuori è Piacenza che è appena fuori nella 21esima posizione. Per quanto riguarda i dati sull’occupazione, Bologna si piazza al secondo posto in Italia (71,8%) dietro sempre alla provincia di Bolzano (72,7%). In questa particolare classifica nazionale la posizione di Ravenna si alza fino al 18esimo (66,7%) entrando così nella “top 20” e con una variazione percentuale in positivo rispetto al 2015 dello 0,1%.

In Emilia-Romagna, dopo Bologna, troviamo Modena (68,8%) come provincia con più occupati, seguita da Parma (68,7%), Forlì-Cesena(68,3%) e Reggio Emilia (68,2%). Ferrara (66,6%) si piazza subito dopo Ravenna al diciannovesimo posto.

Fonte: elaborazione Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro.

Il tasso d’occupazione femminile più elevato si osserva nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne sono occupate (66,5%), mentre quello più basso si registra a Barletta-Andria-Trani dove lavorano meno di un quarto delle donne (24,1%).

Stipendi: tra Bolzano e Ascoli Piceno un gap di 551 euro

Oltre 550 euro in meno di busta paga. La classifica stilata dall’Osservatorio ribadisce in maniera netta il divario Nord/Sud. La prima provincia del Mezzogiorno con la retribuzione media più elevata è solo al 55° posto della classifica dove si colloca L’Aquila con 1.282 euro. Quella, invece, con gli stipendi più bassi è Ascoli Piceno 925 euro.

 

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