Il “Pranzo di vicinato” di via Boschi: ecco come un quartiere si sente più unito

Un pranzo per conoscere chi ci sta accanto e instaurare relazioni in grado di rendere la via dove si abita una vera e propria “casa”. Domenica 18 giugno 2017 via Boschi nel quartiere Borgo ha festeggiato per il terzo anno consecutivo il “Pranzo di vicinato”, un’iniziativa che vuole essere un grande momento conviviale per tutte le persone che abitano nel quartiere. Quest’anno all’evento, che si è svolto nel parco adiacente alla via, hanno partecipato circa 140 famiglie di via Boschi che hanno così avuto modo di trovare del tempo per conoscersi, andare oltre il saluto dato di sfuggita mentre si attraversa la strada, ed essere più uniti gli uni con gli altri.

Il Pranzo di vicinato come risposta ai tanti furti che avvenivano in via Boschi

Una festa che orami ha una sua storia consolidata e ha prodotto risultati concreti: tutto iniziò tre anni fa, un periodo difficile per i residenti di via Boschi. «Era un momento dove le famiglie erano vittime di tantissimi furti – spiega Stefano Ponti, uno degli organizzatori della festa – Abbiamo pensato che la cosa migliore per garantire una maggior sicurezza nel quartiere fosse quella di conoscerci di vicinato e fare squadra. Abbiamo pensato di realizzare questo non con una semplice riunione, ma con una vera e propria festa di modo da stare insieme, divertirci, e instaurare legami sani».

All’inizio non fu facile. «Andavamo di casa in casa lungo via Boschi a suonare per farci conoscere e presentare l’iniziativa – spiega Barbara Foschini del comitato organizzatore – subito non fu facilissimo, ma poi col passaparola la festa ha preso piede e oggi è oramai una tradizione consolidata che ci dà tanta gratificazione. Già alla prima edizione parteciparono una novantina di persone». Ora via Boschi non è abitata da individui sconosciuti gli uni agli altri, ma da persone che sanno aiutarsi nel momento del bisogno. Gli abitanti del quartiere, attraverso una chat, si confrontano se vedono qualcosa di strano accadere lungo le strade, oppure si danno una mano in caso di difficoltà. «Da quando realizziamo la Festa di vicinato i furti sono sensibilmente calati – conferma Stefano Ponti – Adesso è un bel quartiere, si respira un bel clima tra tutti noi. Sta diventando molto famigliare, ed è molto tranquillo, immerso nel verde. Si sta davvero bene».

“La funzione della festa è conoscersi e non sentirsi estranei”

Ne è testimonianza la bella festa realizzata quest’anno: il menu di questa edizione prevedeva misto di carne ai ferri, patatine fritte, pomodori gratinati, piatti speciali per i bambini. A corredare il tutto gelato, vino e birra e l’immancabile buona musica romagnola. «La festa è andata benissimo – commenta Ruggero Tagliaferri, uno degli organizzatori e neoeletto rappresentante del quartiere Borgo – la gente si è divertita ed è rimasto a lungo: è cominciata alle ore 11 e fino alle 18 di sera c’era gente. I residenti hanno partecipato con entusiasmo e si sono conosciuti. La funzione della festa è quella di conoscere il vicinato ed è un sistema per incontrarci e conoscerci e non considerarci estranei. Il vicino spesso viene considerato un estraneo, ma non deve esserlo».

Una festa che può essere presa d’esempio anche a tante altre realtà del territorio e che proseguirà ancora. “In futuro ci piacerebbe venisse valorizzato il parco di via Boschi, che rappresenta un’area verde molto bella –conclude Stefano Ponti – è un peccato che venga ancora poco utilizzato e può essere un valore aggiunto del nostro quartiere”.

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