Povertà a Faenza: domenica 29 gli scout raccontano le realtà del nostro territorio

La povertà a Faenza: conoscerla, capirla, affrontarla. Sono queste le tappe del cammino svolto negli ultimi mesi dagli scout del Clan L’Arcolaio (Faenza 3), un percorso fatto di incontri e gesti concreti che assumerà valore testimoniale grazie a un incontro con la cittadinanza domenica 29 maggio. Gli scout hanno infatti organizzato una cena di autofinanziamento nei locali della parrocchia di San Marco, “Una pizza per il prossimo”, durante la quale verrà presentato, a partire dalle 19, il percorso sul “Capitolo della Povertà”.

Capire l’effettiva situazione della povertà a Faenza

È la voce diretta di uno degli scout, Paolo Liverani, a raccontarci il perché questo gruppo di giovani dai 16 ai 19 anni ha deciso di affrontare questo tema apparentemente così distante dalle loro vite. «La povertà – racconta Paolo, in un articolo che potrete leggere in versione integrale sul prossimo numero del settimanale Sette Sere – è uno di quegli eventi della vita che più mi spaventa. Ce ne sono di tanti tipi, da quella spirituale a quella morale, ma quella forse più grave, che colpisce la persona nel cuore, riguarda la situazione economica. Mi sono spesso interrogato, ascoltando le notizie del telegiornale che parlano della nazione, nelle grandi linee, quale sia l’effettiva situazione della nostra Faenza».

Gli incontri col Sindaco e le associazioni

La prima cosa che gli scout hanno notato è stata la difficoltà nel trovare facilmente dati riguardanti questo argomento e hanno così deciso di muoversi chiamando loro stessi dei relatori che potessero informarli al meglio. Il primo incontro è stato tenuto dal sindaco Giovanni Malpezzi, il quale ha chiarito un quadro generale su quali associazioni siano presenti sul territorio e come lavorino. Successivamente sono stati invitati come relatori gli operatori di queste associazioni affinché completassero il quadro in modo esauriente (Caritas, Papa Giovanni XXIII, C.A.V.).

Povertà a Faenza: in tre anni è quasi raddoppiata tra gli italiani

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Il sindaco Giovanni Malpezzi a colloquio con gli scout del Faenza 3

«Il Rapporto Povertà della Caritas parla chiaro – spiega Paolo – fornendo dati demografici ed evidenziandone alcuni molto interessanti. Faenza è una città che, rispetto al 2013, ha avuto una leggera decrescita (-0,4%), quasi irrilevante in rapporto all’incremento della popolazione negli anni 2009, 2010 o 2013. Ma la popolazione straniera, che negli anni passati era aumentata, ha subito un piccolo calo, dato dal fatto che alcuni hanno ricevuto la cittadinanza italiana. Al contempo, le associazioni di volontariato che si occupano di povertà comunicano che la percentuale di italiani che richiede assistenza è in aumento: dal 19,6% nel 2011 al 31,9% nel 2014. Inoltre, alcune famiglie, benchè lavorino, non riescono comunque a sostentarsi autonomamente, sintomo che in alcuni casi neanche il lavoro può salvare dalla povertà, andando a creare una nuova categoria di povero, il “working poor”».

«Illuminante è stato anche l’incontro condiviso con il padre di una ragazza della comunità scout il quale ci ha descritto la situazione, sicuramente difficile e spesso di povertà della comunità Rom, sempre ai limiti della società. Appartenenti a una cultura affascinante ma totalmente differente dalla nostra, i Rom affrontano la vita con un’altra scala di valori, rimanendo esclusi dai nostri sistemi di prevenzione e assistenza sociale. Sebbene esistano anche famiglie Rom agiate, per una comunità come quella di Faenza, problematiche anche scontate come una visita dal dottore o la prescrizione di un medicinale diventano ostacoli affrontabili solamente grazie al sostegno di operatori.

La visita alla Casa di Betlemme a Rimini

Dai dati alle persone reali: così è proseguito il percorso dei ragazzi alla ricerca di nuove testimonianze per comprendere meglio la situazione del territorio, andando oltre la freddezza imposta dai numeri. «Il 30 gennaio di quest’anno mi trovavo a Rimini – racconta Paolo – nella Casa Di Betlemme, gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che accoglie i senzatetto da tutte le parti della città.
 Faenza non è Rimini, certo, ma mentre gli ospiti della casa ci raccontano le loro vite spezzate da un licenziamento, dal gioco, dall’alcool e dalla droga, non riesco a evitare i loro sguardi così intensi, carichi di esperienze dure. Ma soprattutto non mi accetto».

La raccolta di vestiti nelle domeniche di maggio

INVITO PIZZATA 29 maggioDa Rimini a Faenza, dalle parole ai fatti. I ragazzi del Clan non hanno voluto però soffermarsi sul lato teorico dell’informazione, bensì hanno voluto creare un’occasione per essere anche loro utili qui a Faenza. È partito quindi un progetto che ha visto nelle domeniche di maggio la raccolta di vestiti e giocattoli che, con l’aiuto della Caritas, verranno donati ai più bisognosi. Questo gesto, per quanto semplice, è per i Rover e le Scolte del Clan importantissimo, perché permette loro di diventare parte integrante di una rete di aiuti che si muove sulla nostra zona, e quello che a loro sta a cuore è che anche un gesto così semplice può fare la differenza.

Per prenotarsi alla cena (costo 10 euro) del 29 maggio è possibile contattare:
Letizia 339-7859115
Paolo 346-5208788
Chiara 347-6503922

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