Approvato il regolamento di incentivi alle imprese, le critiche di Tiziano Cericola

In arrivo un piatto che potrà arrivare fino a 150mila euro di contributi alle nuove imprese che si insedieranno sul territorio faentino, ma il regolamento non convince parte dell’opposizione che critica la disparità di trattamento tra piccole e grandi imprese. Con 15 voti favorevoli, 7 di astensione e un voto contrario, Il consiglio comunale di Faenza ha approvato, lunedì 13 marzo 2017, il nuovo Regolamento che definisce i contributi e le misure incentivanti per le imprese che decidono di insediare o di ampliare l’attività economica nel territorio del Comune.

Giovanni Malpezzi: “Mettiamo le imprese in condizione di crescere e assumere”

Presentato nel bilancio preventivo 2017,  il Regolamento è un documento strategico concepito per favorire la ripresa e migliorare la competitività e l’attrattività del territorio faentino. I benefici per le imprese consisteranno in un contributo massimo equivalente all’importo che l’impresa ha sostenuto per i tributi locali (Imu, Tari, Imposta sulla pubblicità) riferibili al nuovo insediamento o ampliamento dell’attività esistente. «Questo documento – spiega il sindaco Giovanni Malpezzi – è il frutto di un lungo percorso di confronto con le forze economiche, imprenditoriali e sindacali del territorio e rappresenta una delle azioni principali del Patto per lo Sviluppo, sottoscritto a fine gennaio.

«Lavorare per favorire lo sviluppo economico di un territorio, significa mettere le imprese in condizioni di crescere e assumere – continua il primo cittadino – Questo in futuro sarà possibile seguendo tre direttrici: alleggerimento della pressione burocratica e fiscale sulle piccole e medie imprese, crescita dell’innovazione e sostegno alla cultura d’impresa.Una nuova attività vuol dire più sviluppo, più lavoro, più indotto e nuove opportunità per il nostro territorio. Adesso andiamo avanti restando al fianco di chi ogni giorno si impegna con fatica e passione per contribuire alla crescita economica e sociale della nostra comunità».

Tiziano Cericola: “Ci sono disparità di trattamento”

Tra i più critici verso il nuovo regolamento c’è il consigliere comunale Tiziano Cericola (Rinnovare Faenza). «Il regolamento è sbagliato – afferma Tiziano Cericola – in quanto crea disparità inaccettabili a tutto danno dei piccoli imprenditori, in quanto si tratta (di fatto) di uno sconto sulla Tari, che aumenta in funzione della superficie dei locali, e sull’Imu, che aumenta in funzione della superficie e soprattutto spetta solo nel caso in cui i locali siano di proprietà aziendale e non siano solo presi in locazione. Lo sconto sull’imposta sulla pubblicità, previsto in abbinamento alle prime due imposte locali, è di modestissimo importo».

Nel suo comunicato, Tiziano Cericola prende in esame alcuni esempi concreti. «Una parrucchiera ha una postazione vuota per cui, fatti due conti, decide di assumere una dipendente: non ha diritto al contributo, in quanto non ha aumentato la superficie del negozio – spiega il consigliere comunale – oppure due giovani diplomati/laureati decidono di aprire un’attività di produzione di software per cui costituiscono una nuova società, e assumono una dipendente come segretaria e, avendo pochi soldi, prendono in affitto un ufficio: avranno un contributo minimo parametrato solo alla loro Tassa rifiuti». A fronte di questo «un imprenditore facoltoso – continua l’esponente di Rinnovare Faenza – acquista un capannone vuoto (già esistente) di ampia metratura per fare un deposito in conto terzi (settore logistica) e assume un dipendente: avrà un contributo enorme perché parametrato sia alla Tari che all’Imu. Morale della favola: a fronte di una assunzione (obiettivo dichiarato del regolamento) abbiamo contributi di importo completamente diverso».

«Inoltre i contributi – conclude il comunicato – verranno erogati in ordine cronologico fino ad esaurimento dello stanziamento di bilancio del Comune per cui è proprio il caso di dire “beati i primi” e se questi poi sono anche “grandi” tutti gli altri resteranno a becco asciutto».

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