Pochi presidi, sono uno ogni due istituti: i sindaci ravennati scrivono al Miur

A.A.A. Cercasi presidi. I sindaci dei comuni della provincia di Ravenna, tramite una nota divulgata nella giornata di ieri, venerdì 13 maggio, hanno sollevato il problema direttamente al Miur (il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) portando l’attenzione sui disagi causati dall’insufficiente numero di dirigenti scolastici presenti sul territorio. Un dirigente scolastico nella provincia ravennate spesso si trova a dover gestire due istituti differenti, a volte anche molto distanti tra loro: la gestione non è pertanto semplice. Da qui, una nuova presa di posizione comune dei sindaci, dopo quella sulla questione rifiuti, con la richiesta di un nuovo bando di concorso o al ricorso, in via straordinaria, di presidi incaricati.

Venti i presidi nominati quest’anno scolastico

«Da diversi anni – recita la nota dei sindaci ravennati – a fronte dei pensionamenti che hanno visto collocati a riposo diversi dirigenti, non si e verificata la doverosa sostituzione con nuove nomine; si e quindi provveduto all’assegnazione di reggenze che dovevano essere una risposta emergenziale al problema, ma sono invece diventale la regola». Nell’anno scolastico 2015/16 sono state assegnate venti reggenze, un numero insufficiente a coprire l’intero territorio. E la situazione rischia di peggiorare nei prossimi mesi.«Dai dati dell’Ufficio scolastico regionale – continua la nota – risultano 173 dirigenze assegnate sul territorio regionale, a oggi nessun concorso e stato bandito e sappiamo che a settembre la situazione peggiorerà con i nuovi pensionamenti previsti»

Presidi: i collanti tra scuola e territorio

Nell’immaginario comune il preside viene spesso banalizzato come “quello che dà le note più severe” ma sono invece altre le priorità del suo compito: oltre alla responsabilità formativa degli studenti deve mantenere rapporti costanti e quotidiani non solo con il personale scolastico, ma con le famiglie, con gli alunni stessi e con il territorio, sia che si tratti dell’amministrazione comunale che delle forme associative che sul territorio agiscono e con in scuola collaborano. «Un impegno notevole – conclude il comunicato – nei confronti della realtà umana e territoriale in cui è inserita l’istituzione scolastica che difficilmente può essere svolto con una presenza temporale di qualche giorno a settimana, come sta avvenendo da alcuni anni per effetto delle reggenze».

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