Palazzo delle Esposizioni, il sogno delle associazioni di creare un coworking del Terzo settore

Un percorso portato avanti dalle associazioni di volontariato faentine per progettare un luogo comune che possa accogliere il Terzo settore faentino, valorizzando specificità e creando uno spazio per collaborare assieme a favore di tutta la comunità. Attraverso due progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, “Luoghi comuni” e “La forza delle fragilità”, una ventina di associazioni faentine del mondo del volontariato hanno iniziato un percorso unitario per fare rete e creare sinergie tra le proprie competenze. Il sogno, in una prospettiva futura, è mettere a frutto il cammino fatto valorizzando il piano terra del Palazzo delle Esposizioni, trasformandolo in una sorta di coworking in grado di ospitare diverse associazioni per attività specifiche legate al mondo del volontariato. Un obiettivo non certo a breve termine – si potranno fare ragionamenti più specifici solo nei prossimi mesi, quando i progetti saranno in fase più matura – ma che le associazioni vogliono provare a concretizzare, sognare in fondo non costa nulla.

Luoghi comuni: un progetto per mettere in rete le associazioni di volontariato

Iniziare a conoscersi per poi sognare assieme in grande. Il progetto più ambizioso è “Luoghi comuni”, che attraverso la collaborazione tra diverse associazioni vuole riconsegnare alla comunità degli spazi legandoli al mondo del volontariato per svolgere all’interno delle attività per i più deboli, in particolare i disabili: dagli orti in cui poter lavorare la terra – indicando per esempio quelli situati in via sant’Orsola – fino ad attività in località balneari. Al momento questo progetto, aperto a tutte le associazioni del Terzo settore, ha come ente capofila l‘Auser a cui si sono appoggiati associazione Grd, Anmic, Ancescao, Auser, centro sociale Corbari, Asd disabili, ass. Maria Teresa e associazione Insieme a te. In prospettiva, il sogno sarebbe quello di valorizzare Palazzo delle Esposizioni, rendendolo uno spazio condiviso in cui le diverse associazioni possano sviluppare progetti, contaminando le proprie competenze e favorendo un importante scambio intergenerazionale. «Questi progetti, che si devono sviluppare entro il 31 ottobre 2019 – spiega Claudia Gatta, assessore alle Politiche sociali – saranno molto utili per fare lavorare assieme associazioni che normalmente non collaborano tra loro. Si tratta di un elemento di spinta per creare un nuovo modo di lavorare assieme, e i frutti speriamo possano portare anche a sviluppare uno spazio condiviso come quello ipotizzato per Palazzo delle Esposizioni». «L’auspicio – aggiunge l’assessore all’Inclusione Andrea Luccaroni – è che possa essere d’innesco per una serie di iniziative virtuose per tutta la comunità».

La forza della fragilità: un sostegno per non restare esclusi dal mondo del lavoro

Altre associazioni, più legate al settore ambientale e culturale come Legambiente, Sos Donna e Teatro Due Mondi, coordinate dalla Consulta del volontariato, si impegneranno ne “La forza della fragilità” per aiutare, anche dal punto di vista lavorativo, le fasce più fragili della società. A livello operativo una ricercatrice analizzerà in che modo intervenire per intercettare le fasce deboli della popolazione e garantire loro uno sbocco nel mondo lavorativo: in particolare giovani in condizioni di difficoltà e donne vittima di violenza. A breve partiranno poi dei tirocini formativi di vario tipo, con alcuni ragazzi inseriti in ambienti protetti del terzo settore in cui potranno sperimentarsi nel mondo del lavoro. Sos donna e Teatro due Mondi organizzano, inoltre, giornate di orientamento e d’aiuto dedicate al mondo  del lavoro. Uno degli incontri si terrà il 14 marzo 2019 alla Casa del Teatro, in scena lo spettacolo teatrale “Vedrai vedrai” e un incontro laboratoriale in stile empowerment rivolto alle donne in situazione di fragilità.

La Regione Emilia-Romagna a sostegno del Terzo settore

Sul piatto la Regione ha messo 35mila euro per sostenere questi progetti. «Queste iniziative beneficiano di finanziamenti messi in campo dalla Regione nel 2017 con la riforma del Terzo settore – spiega la consigliere regionale Manuela Rontini – Abbiamo voluto semplificare il rapporto con le realtà associative investendo risorse anche sul welfare sociale. In Emilia-Romanga ci sono circa 4mila associazioni di promozione sociale: testimonianza di come terzo settore sia protagonista centrale sul nostro territorio».

 

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