Alla ricerca della modiglianesità perduta: ecco il progetto ventennale

Tratto da Il Piccolo – venerdì 20 ottobre 2017

Spettacoli, escursioni e corsi di formazione per tramandare alle giovani generazioni il fascino della storia locale. Proseguono le iniziative del progetto “Alla ricerca della modiglianesità perduta”, iniziativa realizzata da Avis, Comune di Modigliana e altre associazioni modiglianesi di volontariato con lo scopo di far conoscere ai giovani alunni e studenti di Modigliana la storia del proprio territorio. Un progetto ambizioso, della durata ventennale, suddiviso in vari capitoli e temi attraverso cui scoprire le tante vicende storiche che caratterizzano la città.

Il progetto è partito con la leggenda del “Baratto” di Modigliana

«Il primo capitolo di questo progetto, concluso recentemente con due serate di spettacoli messi in scena al teatro dei Sozofili dalla Filodrammatica Berton – spiega Giuseppe Baldini, presidente Avis Modigliana – voleva approfondire la storia del Baratto, una storia affascinante e integrante che alla mia generazione veniva raccontata dai maestri alle elementari». Si narra infatti che nel 1773 a Modigliana arrivò un forestiero in compagnia di una donna prossima al parto. Furono ospiti della contessa Camilla Borghi-Biancoli che, in quel periodo, aveva una relazione col carceriere Lorenzo Chiappini. Nella notte fra il 16 e il 17 aprile partorirono entrambe le donne. Il Chiappini battezzò la propria figlia col nome di Maria Stella Petronilla e dopo qualche giorno i forestieri sparirono. Intanto Maria Stella cresceva, ricevendo un’educazione da gran signora. Si sposò con un lord inglese diventando la “marchesa di Modigliana” e, in seguito, con un barone russo. Alla morte del Chiappini, Maria Stella ricevette una lettera, dove il padre le rivelava il mistero della sua nascita: era stata “barattata” con il figlio di un ricco signore che offriva condizioni vantaggiose.

Da allora Maria Stella si mise in cerca del vero padre e scoprì si trattava Luigi Filippo D’Orleans, nel ’73 in esilio in Italia. Secondo questa leggenda, quindi, il bimbo nato a Modigliana il 17 aprile 1773 era Luigi Filippo d’Orleans, futuro re di Francia. Le due serate della Filodrammatica dedicate a questa vicenda seguono le due precedenti, svoltesi a fine aprile, quando furono coinvolte le rappresentanze delle scuole medie ed elementari oltre che Faenza Danza. Nello stesso periodo si sono svolte mostre e pubblicazioni in merito alla vicenda del Baratto, oltre che a performance artistiche e culinarie e visite guidate ai giardini segreti curate da esperti botanici e storici e accompagnati da musica dal vivo. La festa di fine anno scolastico a Modigliana è stata inoltre dedicata alle vicende di Maria Stella e Luigi Filippo. «Questa storia merita di essere trasmessa alle nuove generazioni – spiega Baldini – e il riscontro del pubblico è stato molto positivo».

Baldini: “Attraverso la storia cerchiamo di dare nuove prospettive alla città”

La seconda fase del capitolo partirà a novembre con un corso di formazione per gli insegnanti delle elementari e medie sulla storia locale di Modigliana dal IX al I sec. a. C. «Pensiamo sia fondamentale portare lo studio della storia locale all’interno delle scuole – prosegue Baldini – altrimenti i giovani perderanno la possibilità di conoscerle, e senza trasmissione intergenerazionale non se ne parlerà più». Le iniziative proseguiranno con altre tre escursioni lungo il territorio attorno a Modigliana, dal carattere botanico e culinario. «Vedremo se riusciremo a realizzarle già tra ottobre e novembre – afferma il presidente Avis – altrimenti si svolgeranno a marzo. Attraverso la storia cerchiamo di infondere nuove prospettive per la nostra città: riappropriarci della storia significa avere più chiaro il cammino per il futuro».

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