Matteo Cavezzali a Faenza per presentare “Nero d’Inferno”, storia dell’anarchico Mario Buda

Venerdì 11 ottobre alle ore 21 arriverà a Bottega Bertaccini di Faenza lo scrittore Matteo Cavezzali per presentare il suo nuovo romanzo “Nero d’Inferno” (Mondadori). Dialogano con l’autore Alberto Fuschini e Mattia Randi. Dopo il brillante esordio con “Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini” (Minimum fax, 2018), con cui ha vinto il Premio Volponi Opera Prima/Premio Stefano Tassinari 2019, Matteo Cavezzali torna nelle librerie con un romanzo che, anche in questa occasione, parte da una vicenda vera: quella dell’anarchico Mario Buda, romagnolo, da qualcuno definito il primo terrorista moderno, che nel 1920 fece esplodere una bomba a Wall Street provocando decine di morti e feriti.

Un attentato a Wall Street che fece 38 morti e 143 feriti

Mario Buda arriva a Ellis Island nel 1907, partendo dalla Romagna, dove è nato e cresciuto. Aderisce al movimento anarchico convinto che bisogna dire basta allo sfruttamento, al capitalismo, al razzismo, costi quel che costi. Quando il governo americano approva le prime leggi contro gli immigrati italiani ed europei, dopo che Sacco e Vanzetti sono arrestati e condannati a morte per un crimine non commesso, Mario Buda (o Mike Boda come lo chiamavano) orchestra l’attentato più terrificante che l’America avesse mai subìto: una bomba a Wall Street, con 38 morti e 143 feriti. Quindi scompare nel nulla. Alcuni lo vedono in Messico, altri al confino nell’Italia fascista, altri ancora a Parigi intento a organizzare un attentato al Duce. Dopo un’esistenza segnata da menzogne e misteri, torna a Savignano e riprende a fare il lavoro che faceva da ragazzo e che ha sempre fatto: il calzolaio. Come se niente fosse. Portando con sé tutti i suoi segreti.

Matteo Cavezzali racconta Buda attraverso le voci di quelli che lo hanno conosciuto e che sembrano parlare, ogni volta, di una persona diversa. Sono gli amici devoti, i parenti traditi, i poliziotti che gli sono stati alle calcagna, i compagni di militanza, gli avversari, le donne che lo hanno amato. Da una storia vera nasce un romanzo che avvita il passato al presente, esce un piccolo uomo che rabbia, sogni e violenza trasformano in un controverso protagonista, un personaggio che esplode come una bomba e poi si perde nei labirinti della storia.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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