Un referendum per la Regione Romagna: la proposta della Lega Nord

Non più Emilia-Romagna ma “Emilia” e “Romagna”, due entità autonome e differenti. La Lega Nord, sulla scia di quanto stanno facendo le regioni Lombardia e Veneto, ha intenzione di modificare lo statuto della Regione introducendo la possibilità di indire un referendum consultivo per chiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con il trasferimento delle relative risorse. Ma non basta: il Carroccio vuole anche il riconoscimento della Regione Romagna.

La proposta della Lega Nord per una Regione Romagna

Il gruppo della Lega Nord in Regione, con una risoluzione di cui è primo firmatario Massimiliano Pompignoli, si muove sulla scia delle regioni Lombardia e Veneto e chiede al presidente e alla giunta regionali di indire, dopo la modifica dello statuto, un referendum consultivo perché tutti gli elettori emiliano-romagnoli possano esprimere la propria volontà sull’opzione di una maggiore autonomia e di ulteriori risorse per poterla attuare. Inoltre, i consiglieri leghisti impegnano l’esecutivo regionale a indire un secondo referendum consultivo, rivolto ai soli elettori delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e dei comuni del Circondario imolese (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano), per esprimere il proprio voto sulla costituzione di una «entità regionale autonoma denominata Regione Romagna, con propria assemblea regionale e un proprio governatore, senza ulteriori costi per la finanza pubblica». Nello specifico, l’Emilia-Romagna rappresenta «uno dei motori economici del Paese per numero di imprese e volume d’affari, – spiegano i firmatari – ha oltre quattro milioni di abitanti dislocati in un territorio eterogeneo, che va dalle grandi città alla pianura, dalle montagne alla collina, fino all’unicità della costa romagnola».

Andrea Liverani: “E’ giusto dar voce ai cittadini”

«Questa rivendicazione di una maggior autonomia, come Lega Nord, viene spinta da anni e non nasce in questi giorni – spiega il consigliere regionale Andrea Liverani, uno dei firmatari della risoluzione – La nostra Regione invia tantissimi soldi a Roma, che però non hanno una ricaduta sul nostro territorio e c’è squilibrio rispetto l’Emilia. Attraverso questa risoluzione  molte risorse sarebbero spese meglio per il nostro turismo, per l’agricoltura e per i settori produttivi tipici della Romagna. Stando assieme all’Emilia, invece, molte risorse finiscono a uso esclusivo di quella parte della Regione».

«Questa proposta non ha motivazioni esclusivamente economiche – precisa Andrea Liverani – come scriviamo nel quesito posto agli elettori nella risoluzione, tale decisione “viene presa in considerazione della sua peculiarità culturale, storica e geografica costituisca una entità regionale autonoma denominata ‘Regione Romagna’ con propria Assemblea Regionale e un proprio Governatore, senza ulteriori costi per la finanza pubblica”. Non ho dubbi che qualsiasi persona delle nostre terre si senta innanzitutto romagnolo, e non emiliano-romagnolo. Chiaramente questo è il mio pensiero – precisa Liverani – e quello che chiediamo è che venga data a ogni cittadino la possibilità di esprimere la propria opinione». La proposta della Lega Nord passerà ora attraverso l‘odg dell’assemblea legislativa, ma il presidente Stefano Bonaccini ha bocciato sul nascere – tramite la propria pagina Facebook – la proposta. «Queste forme di referendum andrebbero fatte più spesso – conclude Andrea Liverani – e quello che stanno facendo Zaia e Maroni per rivendicare maggior autonomia alle loro regioni è importante. Bonaccini invece si è scoperto in questo periodo uno strenuo sostenitore del modello federalista, ma il suo è un discorso opportunista e puramente elettorale».

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