Ambiente, Ztl, area Graziola: intervista ad Antonio Bandini sulla Faenza di domani

Intervista ad Antonio Bandini, assessore all’Ambiente, alla Mobilità e alle Politiche agricole del Comune di Faenza ed esponente di Mdp Articolo 1. Con lui tracciamo un bilancio sul presente e futuro di Faenza in tema di sviluppo sostenibile, mobilità e sul ruolo di Articolo 1 nel futuro scenario delle amministrative 2020. 

Antonio Bandini: “Dobbiamo avere uno sviluppo progettuale su questi temi”

Ambiente e mobilità sono temi al centro del dibattito politico in questi anni. Come si sta muovendo Faenza in questi settori?

Quello della sostenibilità non è un tema per pochi, ma riguarda ognuno di noi e non deve essere lasciato indietro nessuno. L’obiettivo è creare un ambiente migliore per tutti, e per farlo servono progettualità e strumenti giusti: assieme al Servizio Mobilità abbiamo redatto il Pums (Piano urbano per la mobilità sostenibile) che descrive il nostro progetto per la città in tema di viabilità per i prossimi dieci anni. Le città si stanno trasformando e anche a Faenza dobbiamo operare per mettere in campo un cambiamento virtuoso, con uno sguardo verso il futuro.

Quali sono i progetti principali messi in campo, e con quale approccio?

Un esempio fra tutti: quando abbiamo riprogettato la stazione di Faenza, si è guardato non solo agli interessi dei pendolari, ma a qualcosa di più grande, che coinvolge l’intero tessuto urbano, creando un nuovo approccio alla viabilità in quell’area. Sia con lo spostamento della stazione delle corriere, sia con il nuovo ingresso posteriore da via Filanda e con il potenziamento delle piste ciclabili si dà una nuova accessibilità alla stazione. E tutto il quartiere ne beneficerà. Inoltre l’area della stazione diventerà un hub logistico di grande potenzialità: questo per me significa lavorare in maniera strategica, mettendo in rete varie azioni, anche non particolarmente impattanti. In questi giorni avremo l’ok per il primo stralcio di lavori che riqualificherà il piazzale antistante e spero si possa partire nei prossimi mesi.

stazione faenza

“Sull’area di via Ospitalacci non servono case, ma un progetto di sviluppo”

Si è discusso in questi giorni sulla stampa di una possibile nuova urbanizzazione nell’area di via Ospitalacci. Cosa ne pensa a riguardo?

È un’area con grandi potenzialità, e penso che ci sia bisogno di un progetto per valorizzarla al meglio. Vi hanno sede il Centro civico Rioni, i Poderi della Fondazione Dal Monte, il Consorzio di Bonifica sta avviando importanti lavori per portare 250mila mq di acqua. Non penso che sia un’area che abbia bisogno di nuove case, ma al tempo stesso stare fermi significa perdere delle opportunità, che possono essere colte solo se si ha uno sguardo verso il futuro che tuteli l’ambiente e l’identità di quegli spazi, mettendo al centro i bisogni reali dei faentini.

“Abbiamo gettato le basi per un centro a misura d’uomo”

Questione Ztl in centro: si procederà all’estensione?

Come detto, le città vanno riprogettate: così come erano pensate un tempo non va più bene. In questi anni mi sono interfacciato con tutti gli interlocutori e abbiamo già una pianificazione urbana di Faenza che va verso il 2030; bisogna però arrivarci in maniera graduale e senza forzature, in maniera partecipata. Un prossimo step sarà a inizio 2020, con l’obiettivo di rendere il centro storico più vivibile anche con l’estensione della Ztl, e questo non sarà un danno per i commercianti. Anzi, rendere più vivibile quest’area dà loro più possibilità: in tante vie il continuo viavai di auto non è un fattore positivo e avere un centro storico a misura d’uomo e sicuro ha invece una ricaduta positiva sul commercio. In contemporanea, se vengono date nuove regole, vanno date però anche ai cittadini delle alternative (come per esempio l’ulteriore linea GreenGo bus) e bisogna stare attenti alle esigenze dei singoli commercianti.

Entro novembre 2020, su tutta Faenza sarà estesa la raccolta porta a porta

Per quanto riguarda la raccolta differenziata?

Due anni fa abbiamo cominciato a sperimentare il sistema di raccolta porta a porta mista nella zona del Borgo: i dati degli ultimi due mesi ci indicano una percentuale di riciclo del 76%, molto positivo. Entro novembre 2020 tutto il territorio di Faenza sarà portato al sistema di raccolta porta a porta mista. Come tutti i cambiamenti, richiede sforzo e impegno al cittadino, che viene incentivato grazie alla tariffa puntuale. Come ho detto all’inizio, il tema dell’ambiente riguarda tutti, e nostro compito è sensibilizzare i cittadini al fatto che fare la raccolta differenziata ha effetti benefici per tutti in diversi ambiti, come la qualità dell’aria, che ha dati preoccupanti nella nostra Regione. In quest’ambito stiamo lavorando anche sull’efficienza energetica, in particolare rivolta ai condomini, con bandi appositi e che promuoveremo a settembre, per far spendere meno in bolletta e, al tempo stesso, consumare meno, a beneficio di tutti.

Storicamente l’agricoltura è un asset strategico importante per Faenza. Come riuscire a stare al passo con i tempi? 

Penso che al di là del tema sulla specificità dei singoli prodotti su cui ogni giorno lavorano bene tanti agricoltori, una grande sfida è quella dell’innovazione. In questo, il Polo di Tebano rappresenta una realtà molto positiva, dove si studia il futuro anche dal punto di vista della sostenibilità agricola. Grandi sviluppi poi può avere l’attenzione sulle filiera di consegna, intercettando la voglia che c’è di km 0 e di bio, che rappresenta un mercato a parte rispetto quello tradizionale. Penso a tanti progetti che si stanno sviluppando sul web e che mettano in contatto il cliente direttamente con il produttore. A mio parere poi, Faenza ha bisogno di uno spazio logistico apposito dove far confluire questi prodotti: tra i progetti futuri per la stazione c’è anche quello di un hub agricolo.

Faenza 2020: Mdp in campo assieme ad un ampio progetto di centrosinistra

Venendo allo scenario più strettamente politico, quali prospettive vede per Articolo 1 Mdp in vista di Faenza 2020?

Articolo 1 rappresenta un piccolo pezzo nello scenario del centrosinistra, ma daremo il nostro contributo mettendo la nostra specificità a disposizione per un progetto ampio. A Faenza c’è tanta energia politica che bisogna mettere insieme in un progetto ampio.

Che apporto darete in questo progetto e qual è la specificità di Articolo 1?

Siamo lucidi nel voler costruire un’idea di città e di sviluppo che tenga conto di tutti gli aspetti legati alla sostenibilità, in tanti aspetti, non solo quella economica o ambientale. Dobbiamo raccontare un’idea di sviluppo della città, che devo però portarsi dietro tutti quanti i cittadini, anche gli ultimi. Mi sembra che nello schieramento opposto, nel centrodestra, non ci sia la volontà di mettere reali progetti in campo. Al di là della retorica, che opportunità concrete si promuovono per i nostri figli? Noi il nostro vogliamo farlo, ma dobbiamo coinvolgere tutti i cittadini.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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