INTERVISTA A MASSIMO BOSI – Candidato sindaco Movimento 5 Stelle

INTERVISTA A MASSIMO BOSI

Candidato sindaco Movimento 5 Stelle

Nome: Massimo

Cognome: Bosi

Data di nascita: 04-08-1970

Professione: periodo sabbatico

Stato civile: coniugato

Liste di riferimento: Movimento 5 Stelle

Perché mi candido: perché vedo le amministrazioni lontane dai cittadini

Canzone preferita: Albachiara – V. Rossi

Ultimo libro letto: Un indovino mi disse

Da piccolo volevo fare il: parroco

Il posto che vorrei visitare: Africa

Una persona che ammiri: Pepe Mujica

 

Se penso a Faenza mi viene in mente: Ceramica, Palazzi storici abbandonati, Palio, Odore pessimo, Tranquillità, Bella, Vivibile, Verde

 

1 DEMOCRAZIA 

La prima parola che vorrei trattare con lei è quella di “Democrazia”. Faenza presenta ben 9 candidati sindaco. Un’enormità. Non crede che questo sia sinonimo di scarsa progettualità e mancanza di coesione da parte delle rappresentanze politiche della nostra città? E non crede che questo non faccia altro che riflettere, più che aperture democratiche, un atteggiamento di chiusura e di mancanza di dialogo?

Per me questa frammentazione di liste e candidature è l’esempio del fallimento completo di tutto quello che è la politica e i partiti che abbiamo avuto fino ad ora. Democrazia non è proporre tantissimi candidati sindaco, ma creare gli strumenti con i quali la cittadinanza possa realmente intervenire, per esempio il referendum propositivo/abrogativo, per esempio il bilancio socio-partecipativo, oppure un regolamento di quartieri veramente aperto e non politico. Questo crea strumenti di vera partecipazione. Il fatto di tante candidature riflette persone che vogliono farsi vedere ma senza veramente incidere: lo dimostra anche il fatto che quasi nessuno fino a due settimane fa aveva un programma serio. Noi siamo stati gli unici a presentare a marzo un programma serio, fattibile, e allo stesso tempo fatto da tanti cittadini.

Rimanendo su questo tema, come giudica le polemiche autoreferenziali di queste elezioni amministrative, le uniche che sembrano avere grande spazio nei giornali? Non trova tutto questo sintomo di una grave carenza di contenuti che si riflettono poi anche nei confronti pubblici?

Io per ora ho vissuto una grossa delusione durante questo tipo di confronti. Pensavo di essere l’ultimo arrivato, perché non mi ritengo culturalmente preparato: ho solo la licenza media e una grande attività nel sociale, tra la gente, di colloquio con la comunità faentina. Partendo da questo io vedo assolutamente, purtroppo, una scarsa, scarsa, scarsa qualità politica, e capisco perché il centrosinistra abbia sempre vinto facilmente. Dove sono (in consiglio comunale, n.d.r.) i grandi temi dell’inceneritore, della sistemazione delle strade? Oppure il discorso sulla laicità, pensiamo a Forza Italia che propone un documento incredibile dove si perdono ben tre consigli comunali solo su quello (ci si riferisce al documento presentato nell’ordine del giorno del 15 dicembre 2014 proposto da Forza Italia e votato da mezzo PD “a difesa della famiglia naturale”, ndr.) … Lo scenario può solo migliorare. Dal mio punto di vista si può solo migliore.

2 IL PROGRAMMA 

Parliamo del programma del M5S. Gli argomenti sono tanti sviluppati in maniera molto corposa. Ci chiedevamo se nella stesura si fosse scelta anche una priorità sui vari punti o se non ci fosse un ordine specifico.

Noi abbiamo cercato di dare priorità ad alcuni temi come la democrazia partecipata, la trasparenza, l’etica, temi che sono alla base fondamentale del Movimento. Poi abbiamo il tema dell’ambiente, che ha la priorità assoluta visto quello che sta succedendo a Faenza, dove abbiamo non un inceneritore ma quattro distillerie che bruciano più di un inceneritore. A Ravenna si brucia metà della quantità di tonnellate che si bruciano a Faenza. Poi la manutenzione del territorio, viste le alluvioni verificatesi e la mancanza di attenzione da parte di chi deve controllare. Altro punto importante è il lavoro. Il Comune in sé non può creare lavoro ma può dare tanti indirizzi.

Entrando nello specifico, nelle singole tematiche è stato scelto un ordine di priorità?

Nella sezione ambiente il primo punto è l’acqua perché abbiamo appoggiato il referendum (il referendum sull’acqua pubblica del 2011, ndr.) a spada tratta ed all’inizio eravamo gli unici a farlo. Poi nell’ultimo mese si sono attaccati tutti gli altri partiti e infatti il referendum ha avuto esito positivo. Però dopo quattro anni su questo tema non è cambiato niente, tranne che in alcuni comuni.

3 SICUREZZA E INFORMAZIONE

Parliamo di “sicurezza”. Nel nostro blog da tempo stiamo cercando di portare avanti una riflessione su questa parola, tra sicurezza reale e percepita, vari tipi di sicurezza e l’importanza che hanno i media riguardo questa tematica. Noi stessi ci siamo imbattuti in vari casi di disinformazione all’interno della nostra città e su internet, come per esempio in alcune notizie di Faenzanet. Quando il suo programma parla di sicurezza a cosa si riferisce esattamente? Quali sono le priorità?

Sicurezza per noi si intende tutto: dalla sicurezza ambientale a quella del cittadino e del territorio, dovuta ad una mancanza di vivibilità della città. Una città stimolata ad avere eventi nei punti di criticità diviene più sicura. Questa è una cosa che noi vorremmo portare all’ordine dell’amministrazione. Poi c’è la sicurezza percepita sulla microcriminalità e qui abbiamo tanti dati che arrivano dalla Prefettura che sono sempre in miglioramento. Anche in un recente incontro alla Molinella il prefetto ha detto che tra dicembre, gennaio e febbraio nell’ultimo anno c’è stato un calo dei furti totale. Purtroppo questo è avvenuto solo perché questi furti non vengono più denunciati, perché quasi sempre la gente non ha un riscontro effettivo e si chiede “come mai devo anche perdere tempo a fare una denuncia?”. Poi noi abbiamo cercato soluzioni a tutto ciò. Per dire, la videosorveglianza che abbiamo già deve essere veramente attiva: al momento non c’è una cabina di regia e nessuno che vede le immagini. Si utilizzano sempre quelle dei privati. Un punto da sviluppare, aggiunto solo dopo nel programma, è la collaborazione con le agenzie private di vigilanza, che in alcuni comuni sono state rese ufficiali dalle amministrazioni con contratti a costo zero. Quindi proponiamo una vera e propria relazione fra tutte le forze dell’ordine che purtroppo ora non c’è. Lo dimostra il fatto che ai carabinieri di quartiere, partiti nel 2008, avevo chiesto che gli orari fossero concordati con gli esercenti del centro, mentre mai è stato proposto dall’amministrazione una cosa del genere. Invece le forze dell’ordine vanno diritto ognuna per la sua strada. Venendo ai media… cosa fa vendere i giornali? La disgrazia, la lite… a cosa punta uno che vuole avere un riscontro effettivo sulla sua pagina o giornale? Punta su questi argomenti. La Tv è emblematica, si parla pomeriggi interi su un delitto.

Come la pensate sulle ronde?

Nel tempo si sono rivelate un fallimento, perché il cittadino ha già la sua vita e non può prendersi carico di questo ulteriore sforzo. Io credo molto di più in una cittadinanza attiva. Si deve ricominciare a guardare chi ci sta a fianco, riconoscere i nostri vicini e segnalare quando succede qualcosa senza girarsi dall’altra parte. Questa è educazione civica.

4 AMBIENTE

L’impianto di termovalorizzazione: reale problema o materia di campagna elettorale? Può spiegare ai nostri lettori qual è il reale problema riguardo Enomondo?

Il tema Enomondo è che purtroppo la stampa ha fatto passare questo progetto come una miglioria dell’impianto che attualmente è in funzione. Invece si tratta di una sostituzione di un impianto formato da 3 caldaie, attualmente ferme e che lavorano solo quando quello che è attualmente in funzione è in manutenzione. Queste 3 caldaie hanno un’operatività di 1000 ore all’anno che vanno a supportare le 8.000 ore della caldaia principale. Quello che si vuole fare non è migliorare quello che già funziona, quello da 8.000 ore, ma sostituire le 3 caldaie con un’altra caldaia che andrà a lavorare per 7.800 ore all’anno. Questi sono dati riscontrati anche dall’assessore di riferimento in risposta alla nostra interpellanza. Quindi dal mio punto di vista portare a 16.000 ore di lavoro non è una miglioria di un termovalorizzatore ma è il raddoppio di quello che c’è. Non a caso le quantità bruciate passano da 135.000 a 204.000. Noi abbiamo fatto osservazioni in provincia al 31 di gennaio, quando è stato presentato questo progetto. Ai rifiuti indifferenziati, che per Caviro erano di 15.000 tonnellate l’anno con il bruciatore attuale, si aggiungevano anche 35.000 tonnellate di ulteriori indifferenziati l’anno. Si andava quindi a triplicare la quantità. È stata fatta una proposta di modifica (ma finora a riguardo ci sono state fatte solo promesse, niente è stato scritto) che le 35.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati non verranno bruciate. Ciò non toglie che tutto questo stia modificando un po’ anche il modo di vivibilità di quella zona. Tutto questo materiale arriverà a Caviro via gomma, si parla infatti di 30.000 camion che arriveranno dal casello dell’autostrada (perché questo materiale arriva tutto da fuori il nostro territorio).

5 CULTURA E CENTRO STORICO

Parliamo di centro storico ma facciamo un passo indietro. Perché il centro storico è ritenuto un elemento ancora così importante per la città? E quali sono invece i motivi per cui il faentino-medio non lo frequenta più? Riteniamo che solo capendo le cause sia possibile trovare efficaci soluzioni, andando al di là di eventi spot come i molti proposti al dibattito del quartiere Centro Sud.

Io feci notare in quell’intervento al quartiere le cause che hanno svuotato il centro storico. Si sono tolti tutti i servizi dal centro storico, non dando più stimoli al cittadino di frequentare il centro. Quando io negli anni ’80 iniziai a lavorare in centro storico si veniva lì per il Comune, per la posta, per l’Inps, per i Vigili… dal centro storico abbiamo tolto tutto. Inoltre, portando la grossa distribuzione, con metrature sempre più grandi, all’esterno, le piccole cooperative hanno chiuso. Si è portato a far si che chiudesse il piccolo negozio o le piccole attività. Si è iniziato negli anni ’90 con la Coop, per poi aprire le Cicogne e a proporre alle grandi catene, a Benetton e ai negozi principali, di scommettere su questa prospettiva. È quindi la visione dello stesso commerciante che non è andata nella direzione giusta. Poi c’è sicuramente il decoro. I palazzi storici li abbiamo lasciati decadere negli anni. Soprattutto i dieci anni dell’amministrazione Casadio sono stati i peggiori che una città potesse avere. Si è speso tantissimo ma in spese che non hanno lasciato niente. Io nell’89 avevo la mia attività di fronte alla Chiesa di Servi e in quegli anni nacque il progetto di riqualifica. Siamo nel 2015 penso che in tutti questi anni se si voleva fare qualcosa si faceva, se non si davano 100.000 euro a Fuksas per fare una scala esterna che viene in mezzo alla piazza.

Passiamo dalla Chiesa dei Servi a Case Manfredi. Come valuta possibili soluzioni per questo importante edificio? Il Comune ha comprato questo immobile nel 2001, e attualmente versa in uno stato di totale abbandono e a rischio di crolli. Il Comune sembra ora intenzionato a vendere… lei è d’accordo?

Assolutamente no. Bisogna trovare le risorse in qualche altra maniera.

Il problema è che il tempo è poco, l’edificio è a rischio crolli.

Bisogna trovarle presto. È chiaro che non si è capaci di attingere a fondi europei e questa cosa qui purtroppo è grave, non si riesce ad avere uno sportello che riesca ad attingere a questi fondi.

Per quali motivi?

Evidentemente per incompetenza di chi c’è dentro. Come sono incompetenti quelli sull’ambiente perché dicono che a Faenza il porta a porta non si può fare perché la città ha delle difficoltà che non permettono questo tipo di servizio. San Francisco (USA) penso che qualche difficoltà in più di Faenza ce l’abbia e nel ’94 è partita con la raccolta differenziata porta a porta. Piccole differenze… io gliel’ho detto pubblicamente: ciò accade solo perché c’è un assessore imbarazzante e incompetente.

Abbiamo parlato della Chiesa dei Servi e di Case Manfredi. Veniamo alla Biblioteca comunale. Nel vostro programma si parla di un progetto di allargamento.

C’è un’idea di allargamento degli spazi, ma anche lì c’è un progetto vero e proprio da mettere a bando.

E i fondi?

Partiamo dal presupposto che la macchina comunale su 108 milioni di euro di volume, 56 milioni li spende per muoversi. Secondo noi qualche piccolo sperpero c’è, partendo innanzitutto dalla gestione e dalla mancanza di coraggio dell’amministrazione, che nell’ultimo derivato che non ha chiuso fra il 2011 e il 2015, c’è costato 1 milione e 200.000 euro di spese. Ci sono poi i 10.000 dell’auto di rappresentanza, e anche lì nessuno si era accorto che c’era una bando regionale. Non ci accorgiamo di un bando regionale del 2010 e in regione governa lo stesso partito. È ridicolo. Lo dimostra anche la nuova piscina comunale. Nel Consiglio comunale si era detto che se non c’erano i 700.000 euro di fondi dello sport la piscina non si farà. Un mese dopo il fondo europeo sullo sport non arriva, e il Comune ha trovato i soldi.

Sempre sul centro, avete proposto un progetto di ampliamento della pedonalizzazione. In che modo, concretamente, si verrebbe a realizzare?

Prima di fare un ampliamento di pedonalizzazione bisogna avere un servizio pubblico funzionante. Abbiamo visto che la navetta elettrica, da noi sponsorizzata, sta funzionando e quindi perché non fare un servizio dai quattro angoli della città serviti dai parcheggi scambiatori visto che ci sono e risolveremmo tanto il problema del traffico.

E questi spazi ci sono?

Ci sono questi spazi perché abbiamo il parcheggio nei pressi del Cimitero, un altro dove c’è l’ex Conad Filanda… si tratta di voler organizzare questo metodo e tutto ciò si potrebbe fare visto che abbiamo una città costruita a croce. Sicuramente ci saranno delle problematiche da adottare, ma intanto partiamo e facciamo valutare questo progetto.

6 EMERGENZA ROM E DIRITTI CIVILI 

Emegenza Rom. Provocatoriamente ci piacerebbe chiedere “ha mai parlato con uno di loro?”. Il senso della domanda è questo: capire le cause di un problema prima che proporre soluzioni. Si è cercato di capire la storia di questa situazione, di queste famiglie all’interno del contesto faentino, andando al di là degli slogan?

Infatti noi rischieremo di perdere voti su questo tema. Siamo quelli che abbiamo portato la Fondazione Romanì a Faenza. Noi siamo partiti dal concetto principe: capiamo prima cosa sono questi Rom, andiamo a vedere in questi anni cosa è stato fatto per loro, chi sono, dove sono… poi vediamo se c’è una soluzione. Poi potrebbe anche non esserci una soluzione. Noi ne siamo venuti a capo, guardandoci attorno, e abbiamo trovato questa fondazione che ci dice che il rispetto della legalità deve essere fondamentale per l’integrazione, che sia Rom o che sia qualsiasi altra nazionalità. Per integrarli devi fare capire loro come funziona il nostro meccanismo, nel senso che li devi spronare a rispettare le nostre norme. Il problema Rom c’è perché da trent’anni manca un progetto serio di integrazione, mentre con l’amministrazione le associazioni hanno sempre avuto non dico il dominio, ma la precedenza su questi temi (Rom, immigrati, clandestini). Invece secondo noi devono essere i servizi sociali che devono valutare i progetti di chi si propone e controllare poi che quello promesso venga fatto. Martedì scorso Guarnieri (il presidente della Fondazione, n.d.r) era alla nostra assemblea e ci ha raccontato come sta andando il suo approccio, dicendo che ha molte difficoltà con l’amministrazione e i servizi sociali che vogliono per forza inserire le associazioni locali nello sviluppo del progetto. Lui ha detto che il primo anno deve essere gestito interamente dalla fondazione. E invece non ci riesce…

Non pensa però che ci sia bisogno delle associazioni di volontariato locali? 

Ci sarà bisogno, se ci sarà un miglioramento della situazione, assolutamente sì. Però devono seguire il progetto di base di questa fondazione. La legalità deve essere la prima cosa. I Rom le risorse le hanno. Guarnieri ha detto esplicitamente: “è impossibile che dopo 30 anni un’amministrazione non sia riuscita a sistemare 39 persone”. Non si parla di migliaia di persone. Questo tema noi l’abbiamo valutato nel concreto e non è detto ci porti voti, ma secondo noi è questo il metodo giusto.

Diritti civili, un dibattito ancora molto aperto nella nostra città. Faenza non ha ancora adottato un registro per le unioni civili per coppie etero o omosessuali. Qual è la sua posizione a riguardo? Secondo lei il sindaco deve fare prevalere le proprie convinzioni etiche o il volere della comunità?

Il sindaco è il sindaco dei 58.280 faentini, e deve seguire l’etica dei 58.280 faentini. La sua opinione la può avere, giustamente, ma non la deve imporre agli altri e questo è il primo grande errore del nostro sindaco. Lui è una bravissima persona, non lo metto in dubbio, però il suo pensiero personale è uno e quando deve amministrare deve essere un altro. Quindi secondo me questa cosa è stata terribile dal punto di vista mediatico per Faenza, perché siamo stati sbattuti su tutti i giornali per questo tema e purtroppo dimostra la prevalenza della parte bigotta cattolica di Faenza sull’amministrazione. Non a caso siamo stati l’unica città bianca nella Romagna rossa (ad approvare l’odg a sostegno della famiglia naturale, ndr). Purtroppo non riusciamo a toglierci di dosso questa cappa. Sicuramente se andremo all’amministrazione, quella dei diritti civili sarà una campagna progressista che porteremo avanti.

Il suo movimento punta ai ballottaggi. Cosa accadrà a quel punto? Si creeranno nuove alleanze?

Noi non ci alleiamo con nessuno. Il movimento non si allea. Le altre forze politiche sanno il programma che abbiamo, l’abbiamo già detto a L’Altra Faenza che ci propose un’alleanza. Il concetto è: se voi dite che avete il programma uguale al nostro quando saremo al Consiglio Comunale e presenteremo la proposta rifiuti zero, invece che bocciarla ce l’appoggerete.

Perché lei sindaco?

Vedo le amministrazioni lontane dai problemi reali e legate a interessi di pochi. Questo ha spinto me in prima persona e il gruppo del M5S a candidarsi. Io sono qui perché c’è un gruppo che mi permette di essere qui.

A cura di Samuele Marchi e Alberto Fuschini

APPROFONDIMENTO

Interpellanza presentata al Consiglio comunale del 10/02/2015 dal M5S sul tema Enomondo

 

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