Alla scoperta del futuro: Faenza è pronta al grande festival del design

Un premio nazionale che porterà da tutta Italia i migliori progetti innovativi nel campo del design ed eventi internazionali che indagheranno “il mondo che abiteremo”. «Una grande responsabilità»: queste le parole con cui Giovanna Cassese, presidente dell’Isia, descrive l’imminente arrivo a Faenza, dal 28 settembre al 15 ottobre 2017, del “Premio Nazionale delle Arti 2017 – Sezione design” dal titolo Future is Design. Ideata e organizzata da Isia Faenza Design & Comunicazione e promossa dal Miur, la nuova edizione del Premio nasce grazie al lavoro a quattro mani di Giovanna Cassese e Marinella Paderni, direttore dell’Isia. Mostre, convegni internazionali, occasioni di confronto aperte a tutta la città: il Premio Nazionale vuole essere un vero e proprio festival in grado di avvicinare chiunque alle tante storie e novità provenienti dal mondo del design. Un mondo tutt’altro che astratto e che non deve essere visto come distante dalla vita delle persone. «Il design è vita – spiega Giovanna Cassese – ed è una disciplina pervasiva che fa parte della nostra quotidianità di tutti i giorni. E il titolo dell’evento è rappresentativo in tal senso. Come diceva Baumann: il futuro non esiste, lo dobbiamo costruire noi. Da tanti anni lavoro in questo settore e per me il problema è serio: abbiamo una grande responsabilità per il Paese, una responsabilità etica. Solo continuando nella ricerca e nell’alta qualità si può continuare a puntare sul made in Italy che ci ha reso famosi nel mondo».

Un grande festival dal 28 settembre al 15 ottobre a Faenza

premio nazionale arti designDai convegni alle sfilate di moda: la XII edizione del Premio Nazionale delle Arti si distingue anche per l’innovativa proposta culturale, che vedrà un programma ricco e variegato di eventi collaterali sparsi per la città. A Faenza accorreranno studenti da tutta Italia ed esperti internazionali, ma l’evento vuole innanzitutto aprirsi alle persone portando alla luce un mondo fatto di ricerca e passione. «Questo Premio Nazionale – specifica Giovanna Cassese – vuole essere un grande festival. Siamo convinti che non basta esporre le opere dei migliori studenti, ma è necessario affiancare a esse anche diversi momenti di confronto». Da qui la decisione di realizzare numerosi eventi collaterali che arricchiranno gli appuntamenti del Premio: un convegno internazionale nei giorni 29 e 30 settembre, dal titolo Oltre il confine. Dialoghi e contaminazioni per un’estetica e una didattica del design del terzo millennio, una grande mostra al Mic – “Builders of Tomorrow” – che indagherà il passato più recente delle arti e del design, e un’esposizione al Ridotto del Teatro Masini, “Isia On” dedicata alle opere realizzate dagli studenti dell’Isia di Faenza negli ultimi anni. A conclusione del Premio, il 15 ottobre si terrà come evento di chiusura “Living with Fashion”: sfilata/performance che metterà in scena una collezione di abiti e oggetti progettati dagli studenti dell’Isia di Faenza.

Il Premio Nazionale delle Arti: ecco come i giovani progettano il futuro

Idee di futuro, fotografie, allestimenti dinamici: sono questi i progetti e le opere arrivate da tutta Italia per il Premio Nazionale delle Arti. Dei 104 progetti inviati, l’Isia di Faenza accoglierà 54 progetti selezionati, che saranno esposti negli spazi nobili e antichi della sede di Palazzo Mazzolani il cui restauro si è appena ultimato. La mostra Future IS Design del PNA sarà aperta dal 28 settembre al 15 ottobre 2017 e sarà pubblicato un catalogo bilingue del Premio Nazionale delle Arti. La giuria selezionerà sei riconoscimenti: tre per la sezione “Design del prodotto” e tre per la sezione “Design della comunicazione”. Ci saranno due premi speciali per il design ceramico grazie all’Aicc e la premiazione, il 28 settembre all’aula magna dell’Isia alle ore 17, sarà accompagnata da un concerto jazz d’eccezione eseguito dal duo Emanuela Di Benedetto ( voce ) Giulio Gentile ( pianoforte ) del Conservatorio del Conservatorio di Pescara vincitori della sezione Jazz del Premio nazionale delle Arti

Giovanna Cassese: “Il design del futuro? Una cerniera tra umanesimo e scienza”

Un evento che vuole soprattutto a dare spazio ai giovani e alla loro idea di futuro. «Puntare sui giovani talenti significa incentivare la produzione e riflettere sui nuovi scenari del terzo millennio – afferma Giovanna Cassese – I progetti spaziano molto: alcuni sono utopici, altri prototipi realizzabili, c’è un panorama molto vario. La cosa che emerge è che questi studenti hanno una visione molto più chiara di noi e mi ha colpito molto la qualità delle opere, che testimonia la loro passione e il pensiero che c’è dietro la loro ricerca. È una mostra complessa, a cui lo spettatore deve dare attenzione particolare. Se dovessi consigliare un approccio con cui guardarla, direi sia la stessa con cui si va a vedere una mostra di architettura». Una mostra che riflette sul futuro e sul ruolo del design nel terzo millennio. E come si immagina Giovanna Cassese il design del futuro? «Come una disciplina di frontiera e cerniera tra umanesimo e pensiero scientifico. Prenderà sempre di più piede e verrà declinata secondo le esigenze della società del futuro per un mondo più giusto ed ecosostenibile. Come vogliamo mettere in luce con il Premio, il design risponde a bisogni reali o alle utopie di chi progetta. Entrambi i punti di vista sono importanti».

Builders of Tomorrow: al Mic il mondo contemporaneo raccontato con arte e design

museo ceramiche faenzaDal futuro al passato prossimo. Contemporaneamente al Premio, sarà inaugurata al Mic il 28 settembre alle ore 20 la mostra inedita Builders o Tomorrow, curata da Giovanna Cassese e Marinella Paderni e incentrata sulle relazioni concettuali, progettuali ed estetiche tra design e arte. A differenza della mostra del Premio, in questa saranno esposte opere compiute da parte da alcuni dei maestri del Novecento e del nuovo millennio. «Non si può guardare al futuro senza conoscere il passato – specifica la presidente dell’Isia – Abbiamo pensato di mettere insieme artisti e designer. Oggi la distinzione è molto sottile: Pistoletto è sicuramente un grande artista, ma fa anche design. Mendini è un designer, ma anche un architetto e un artista: i confini sono labili… I designer segnano l’epoca in cui vivono e, come l’arte, offrono testimonianze di civiltà. A volte un oggetto quotidiano, come una tazza, una sedia, un piatto, hanno una carica simbolica più forte di un oggetto puramente artistico». La mostra al Mic sarà visitabile fino al 25 ottobre.

Laboratori, ricerca, imparare facendo: l’Isia di Faenza come centro di eccellenza

L’Isia di Faenza per due settimane capitale italiana del design. Giovanna Cassese è stata nominata alla presidenza dell’istituto nel marzo 2016, dopo che dal 2007 al 2013 era stata direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e, in seguito, commissario direttore dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, città ancora segnata dalla ricostruzione post terremoto. Nel 2015 ha diretto l’Accademia nazionale di danza a Roma. Gli Isia (Istituti superiori per le industrie artistiche) furono concepiti da Carlo Giulio Argan e fondati a metà degli anni Settanta e rappresentano un modello di formazione universitaria che mette in relazione l’idea del fare del design e della comunicazione con una particolare attenzione riservata all’aspetto etico e della progettazione. L’Isia di Faenza è nato nel 1980, con lo scopo originario di completare gli studi orientati al settore ceramico con una formazione di tipo avanzato, per poi allargare la sua sfera d’azione a tutto il campo del design e della comunicazione. Un centro d’eccellenza che pone Faenza a contatto con gli altri istituti presenti in Italia (Firenze, Roma, Urbino e Pescara). «L’Isia di Faenza ha numerosi punti di forza – specifica Cassese – sicuramente gli studenti hanno possibilità di lavorare in tanti ottimi laboratori. Per gli studenti che scelgono la formazione artistica è fondamentale l’”imparare facendo”. Anche il corpo docente di altissimo livello, si tratta tutti di professionisti del settore di design di prodotto e della comunicazione».

«Tra i punti di debolezza – sottolinea Cassese – le risorse non sono adeguate alla politica di comunicazione che si deve fare oggi nel mondo contemporaneo, dove continuano a emergere scuole private simili alla nostra proposta formativa. Inoltre anon viene ancora riconosciuta la possibilità di accendere il dottorato di ricerca in design, e la ricerca è fondamentale, è alla base d tutto. Al centro dell’agenda politica dovrebbe essere messo questo. L’Italia nel mondo è riconosciuta per le arti, la musica e il design. È davvero il nucleo della nazione, e si deve puntare forte su di esso».

Perché confrontarci con Future Is design?

Design sempre più legato alle tecnologie innovative e digitali: una linea che non ha fine? «Molto spesso nel campo del design oggi sembra che tutti i processi innovativi siano in mano alle nuove tecnologie – afferma Cassese – Questo non basta però, bisogna avere anche una mente critica. Nella formazione dell’Isia non è importante solo l’apporto professionalizzante. Il fare non è staccato dalla teoria. Il convengo “Oltre il confine per un dialogo tra arte e design” vuole fare proprio questo: abbattere gli steccati. Avere una formazione universitaria è essenziale oggi come oggi: bisogna avere lo sguardo aperto a 360 gradi. Penso che uno dei punti di forza dell’Isia sia favorire negli studenti la nascita di un pensiero progettuale consapevole e complesso».

Pensiero, progetto, futuro: ecco la responsabilità etica del Premio Nazionale delle Arti, a cui lo spettatore – faentino e non – è chiamato a entrare in gioco. «Una persona può avere suggestioni e idee che non avrebbe mai avuto modo di conoscere o pensare – conclude Giovanna Cassese – o acquisire un modo e una prospettiva nuova per guardare al futuro. È vero che possono essere mostre complesse, ma sottolineo sempre che il design è vita, è una cosa che riguarda la nostra quotidianità e di cui siamo responsabili. Sicuramente assume un grande fascino vedere come i giovani progettano e immaginano il futuro».

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