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Gin Primo: quando la tradizione romagnola genera innovazione nel beverage

Che cosa succede quando un distillato di derivazione anglosassone incontra i sapori dei prodotti tipici del territorio romagnolo? Non può che nascere un prodotto dell’eccellenza locale come Gin Primo. Sembra quasi un gioco di parole, ma Gin Primo non è altro che il primo Gin salato che è arrivato sul mercato. Un prodotto eccezionale, frutto di attenta ricerca e sperimentazione che parte da un’idea di Federico Lugaresi, cesenate e per molti anni creatore e proprietario di Ce nè, osteria e locale del centro di Cesena. Un progetto molto curato, che risale a tre anni fa: «Ce nè è stato uno dei primi locali a seguire il filone del gin; da qui è partito tutto il progetto di Gin Primo, il primo distillato che contiene sia erbe e spezie – e quindi botaniche – romagnole, sia il sale locale. Una novità assoluta, in Romagna infatti ci sono solo due gin, ma Primo è l’unico aromatizzato di questo tipo», commenta Lugaresi, che aggiunge «non è stato subito scontato trovare i bilanciamenti giusti: il sale è un ingrediente molto complesso, e per raggiungere l’equilibrio perfetto c’è voluto un anno e mezzo di bevute e assaggi».

“Questo Gin si chiama ‘Primo’, riprendendo l’usanza di chiamare così i primi figli maschi che nascevano”

Il risultato parla da sé: un distillato ricercato, contenente quattro botaniche tra cui il ginepro, la santolina cenere (pianta ornamentale mediterranea), l’erba cedrina (o erba luigia), e la lavanda, a cui si aggiunge ovviamente il sale di Romagna, ingrediente principe. Prende il nome di Primo non perché risulta essere il primo gin salato, ma perché vuole stare a sottolineare il legame tra innovazione e gli elementi della tradizione romagnola, tra cui appunto l’usanza di chiamare Primo i primi figli maschi che nascevano nel territorio (prettamente contadino) romagnolo.

L’ideatore Federico Lugaresi: “Il sale ne esalta sapore e componenti”

«Esistono diversi modi di fare gin, e da qui ne derivano le diverse varietà; Primo non è una varietà London Dry, ma appartiene alla categoria dei modern gin (tipo blending); per quanto riguarda i suoi ingredienti, sono tutti di provenienza romagnola tranne il ginepro, che proviene dalla Toscana o dall’Umbria», dichiara il suo inventore, che ci dà anche qualche informazione in più concernente la sua fabbricazione: si parte dalle infusioni delle spezie in alcol di cereali (tutti rigorosamente italiani, da cui viene poi tratto il distillato), e successivamente le si distilla separatamente in alambicchi di rame, creando infusi singoli o blending, che uniti all’alcol base raggiungono i 96 °; dopodichè, si controsala l’acqua e si “taglia” il blend, riducendone così la gradazione e portandola ai 43 gradi. Il sale lo rende un gin sapido e ne esalta sapore e componenti, in particolare quelli delle botaniche facendo uscire inoltre le componenti aromatiche degli altri cocktails.

Non solo Gin Primo: altre novità e appuntamenti

Ma la curiosità “extra” relativa a questo tipo di bevanda, sta anche nel come essa venga utilizzata: «da quando ho lanciato Gin Primo , non mi sono fermato un attimo con l’ideare e cercare di creare cose nuove: con la Chocolate Academy di Milano stiamo infatti progettando praline di cioccolato fondente arricchite da una morbida ganache a base di gin Primo e cioccolato al latte al suo interno: una vera “bomba”, che saprà sicuramente conquistare i palati anche più raffinati», dichiara soddisfatto Lugaresi, che continua «in seguito al boom, al grande ritorno del gin sul mercato (ora siamo nel suo apice ma già da 4-5 anni la gin craze(mania) è esplosa), si sono moltiplicati gli eventi e le fiere di settore dedicate ai distillati particolari, come ad esempio Bbc di Berlino, a cui ho partecipato, esponendo la bottiglia col logo disegnato-  pura casualità- dalla pittrice faentina Monica Zani.

Per quanto riguarda infine gli eventi a cui il gin di Romagna prenderà parte, segnaliamo innanzitutto il White Spirits Festival, all’Hotel Marriott di via Washington a Milano il 7 e l ‘ 8 aprile prossimi, e le masterclass per addetti ai lavori organizzata da Noble Experiment che si terrà al Cenè di Cesena (data ancora da definire) dove si faranno sperimentazioni di ricette tiki (dal sapore esotico).

Annalaura Matatia

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