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Forum mondiale delle cooperative vitivinicole presso la sede Caviro: sostenibilità la parola chiave

Si è tenuto presso la sede Caviro il Forum Mondiale delle cooperative vitivinicole. Centrale il tema del modello cooperativo come risposta al bisogno di sostenibilità etica, economica e ambientale e come antidoto alle difficoltà che le aziende agricole potrebbero incontrare a causa di alcuni passaggi del Green New Deal. Altro tema toccato è l’importanza del vino come elemento culturale e agricolo. Il dibattito avvenuto nei giorni scorsi in streaming, nell’ambito del Forum Mondiale delle cooperative vitivinicole, ha visto protagonisti rappresentanti in collegamento da Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.  Si tratta del secondo incontro svolto online a causa della pandemia, è stato coordinato da Caviro e dal suo presidente, Carlo Dalmonte, che nell’ultimo anno ha presieduto anche il Forum che nei prossimi dodici mesi sarà coordinato invece dal presidente della cooperativa Bodega Cuatro Rayas in Argentina.

Green New Deal: verso una sostenibilità ecologica

L’Europa, con il Green New Deal, sta prendendo la direzione della sostenibilità ecologica, ha sottolineato il presidente Dalmonte. Questo implica attenzione alla salvaguardia dei produttori in quella che è una transizione complessa e in una condizione di stress causata dai cambiamenti climatici. La difficoltà di questo compito ha portato le cooperative italiane a chiedere alle istituzioni di seguire le linee guida di gradualità, reciprocità e razionalità, ha ricordato ancora Dalmonte, mettendo in evidenza l’importante ruolo che ha il modello cooperativo.  Sulla centralità della sostenibilità oggi è intervenuto anche Luca Rigotti, Coordinatore Nazionale Settore Vino dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ricordando che il modello cooperativo sarà utile per superare la crisi, anche se occorrono aiuti affinché il mercato si riprenda. necessario secondo Rigotti procedere in direzione comune anche nei singoli stati e a livello europeo, affinché la strada sia percorribile da tutti. Le direttive indicate per la sostenibilità richiedono tempo, studi, ricerca. Gli agricoltori vogliono essere protagonisti e non lasciati soli a pagare le conseguenze del cambiamento, serve un’ottica di condivisione, di futuro comune”.

Il mercato del vino ha retto gli effetti della pandemia

Nel difficile contesto della pandemia, il mercato del vino ha retto il colpo. “Il punto più critico per il nostro settore è nel blocco del canale Horeca” – ha segnalato Dalmonte . E’ questa una condizione connaturata al dramma economico e sociale che alcuni settori e comparti stanno vivendo, tra cui turismo e ristorazione, ma le grandi imprese vinicole hanno retto bene. Il consumo di vino non è crollato ma si è convertito in uso domestico. In questo scenario la Caviro continua a portare avanti l’istanza di eliminare lo zucchero da barbabietola dal vino.

Ruolo identitario del vino e modello cooperativo: il commento del prof. Moio

Sul valore identitario del vino è intervenuto Luigi Moio, professore di enologia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli Vicepresidente di Oiv, l’Organizzazione Internazionale della Vigna ,ricordando che non si tratta di un superalcolico, ma anzi di uno strumento che educa alla consapevolezza e alla moderazione. Consumare vino, ribadisce Moio, significa prendere parte a un cerimoniale che tocca dimensioni sociali, conviviali, tradizionali, storiche e fare un’esperienza gustativa e identitaria. Il professor Moio ha sottolineato anche l’importanza del modello cooperativo, definendolo un’evoluzione di competenze e qualità che ha dato slancio alla produzione vitivinicola mondiale, garantendo cultura del lavoro ed etica del vino in quanto prodotto agricolo. La cooperazione può dare importanti indicazioni per lo sviluppo della sostenibilità, secondo Moio, anche perseguendo un modello di economia circolare, grazie ai processi di distillazione e di lavorazione dei sottoprodotti.

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne e poi in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Scrivo per il settimanale Il Piccolo di Faenza. In attesa di tornare definitivamente in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

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